Roma, 24 set – “Questa è una presentazione che si discosta un po’ da quelle che abbiamo visto nel taccuino ‘Nuovi linguaggi contro la violenza di genere’, perché per la prima volta abbiamo ospitato un uomo maltrattante, ma per la prima volta abbiamo raccontato una violenza domestica diversa, ovvero le violenze dei figli nei confronti dei genitori”. Così Martina Semenzato, presidente della Commissione di inchiesta sul femminicidio, che a Montecitorio ha promosso la presentazione del libro “La distanza che ci unisce” (Mondadori), in cui Anna Tiziana Torti e suo figlio Lorenzo Greco raccontano la loro vicenda. Tiziana ha messo al mondo suo figlio Lorenzo da sola. L’ha desiderato con tutto il cuore, custodendolo dentro di sé nel tempo della gravidanza come un piccolo miracolo. L’ha cresciuto riempiendolo di amore e attenzioni, regalandogli un’infanzia magica. Con l’adolescenza, però, qualcosa si rompe. L’unione tra madre e figlio vacilla. Lorenzo incomincia a frequentare una scuola lontana da casa, Tiziana resta a Roma. È presa dal lavoro e dai piccoli problemi quotidiani, ma soprattutto si fida di lui. Non può immaginare che in uno spazio protetto come il convitto il ragazzo imboccherà la strada sbagliata, stringendo amicizie pericolose. Quando torna a casa, Lorenzo è sempre più ribelle e aggressivo, fino a diventare apertamente violento. Per Tiziana è l’inizio di un incubo. La donna si ritrova isolata, divisa fra la necessità di sottrarsi al pericolo e il bisogno di proteggere il suo ragazzo fragile, diventato una minaccia per lei e per se stesso. Proprio quando le cose volgono al peggio, Tiziana trova il coraggio di chiedere aiuto. Dopo aver trascorso mesi nel silenzio e nella vergogna, scopre intorno a sé una rete di supporto. E neppure Lorenzo viene abbandonato, perché la famiglia sopravvive solo se si salvano entrambi. Un futuro può esistere solo se madre e figlio sapranno imparare ad amarsi alla giusta distanza. “Ho lungamente pensato di fare questa presentazione: ‘La distanza che ci unisce’ rappresenta innanzitutto la forza di una madre che salva il figlio solo attraverso la denuncia: noi parliamo spessissimo di denuncia nella violenza di genere, un modo per uscire da quella spirale è metterla in luce”. Si tratta della storia di un figlio, evidenzia Semenzato, “che ha trovato la strada giusta per uscire sicuramente dalla violenza domestica, ma anche di riunione con la madre”. “Ho voluto questo incontro – conclude la parlamentare - come esempio, come momento di rinascita ma anche come un indirizzo per tante famiglie che purtroppo vivono questa situazione”. Il protagonismo degli uomini per la lotta alla violenza “è fondamentale – conclude - Credo sempre nel lavoro congiunto degli uomini con le donne e delle donne con gli uomini: solo così possiamo pensare di superare qualsiasi forma di violenza”. (PO / Roc)
(© 9Colonne - citare la fonte)
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