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Suicidi, Onori (Az): donne tra categorie piu’ vulnerabili? Dati dicono contrario

Roma, 24 set – “Il 10 settembre scorso, quindi pochi giorni fa, il ministero della Salute ha annunciato un tavolo tecnico su un piano di prevenzione sui suicidi. Ovviamente questa è un'iniziativa molto importante, perché il suicidio è un tema particolarmente delicato. C'è un problema, però, perché le categorie individuate come quelle più vulnerabili, e quindi prioritarie, sono categorie su cui, secondo noi, andrebbe fatta una riflessione. Quali sono le categorie individuate dal ministero? Le donne, in prima posizione, poi adolescenti e detenuti”. Così Federica Onori, deputata Azione, che ha interrogato al question time il ministro della Salute Orazio Schillaci. “Le carceri – aggiunge - in effetti sono un luogo in cui avvengono tantissimi suicidi e quindi meritano attenzione. Per quanto riguarda gli adolescenti, in particolare, l'Organizzazione mondiale della sanità ci dice che tra i 16 e i 29 anni il suicidio è la terza causa di morte addirittura. Per le donne, però, non è chiaro quale fosse il ragionamento proposto, perché su cinque suicidi che avvengono in Italia, quattro sono fatti da uomini. E quindi se c'è una categoria di genere che andrebbe attenzionata, e quindi messa come prioritaria, certamente non è quella delle donne, al massimo dovrebbe essere quella degli uomini”. Quindi, spiega Onori, “abbiamo chiesto al ministero come mai si sia scelto di fare così. Il ministro ci ha risposto in maniera soddisfacente per quello che riguarda una risposta che può essere fatta in questa fase ancora molto iniziale del piano di prevenzione, sottolineando che in effetti i dati confermano che gli uomini, in particolare in età lavorativa e in età avanzata, sono quelli che commettono statisticamente più suicidi, quindi meriteranno di essere inclusi tra le categorie, diciamo, da attenzionare”. “Ora, perché ci è sembrato importante sollevare questo tema?” afferma la parlamentare, per poi aggiungere che “innanzitutto il piano non è ancora operativo, non è ancora finalizzato, quindi siamo in effetti nella fase in cui è possibile migliorarlo. E oggi speriamo di essere riusciti a fare proprio questo, di aver dato un contributo importante in questa direzione. Ma poi, culturalmente, c'è un tema molto importante che è quello per cui non è che il suicidio di un uomo non vale meno del suicidio di una donna”. Secondo la deputata di Azione, “le politiche pubbliche non possono operare con gli occhi chiusi pensando di fare ‘un copia e incolla’ da altre politiche pubbliche, da altri ambiti dove magari davvero le donne devono essere prioritarie: ma non è il caso dei suicidi, perché i dati semplicemente ci dicono l'opposto”. “Anche il fatto – conclude Onori - di iscrivere d'ufficio le donne nelle categorie più vulnerabili, è paradossalmente un modo in cui possono essere perpetrati certi stereotipi di genere, mentre la parità di genere dovrebbe essere considerare i problemi, i bisogni e le necessità di entrambi i generi, non ignorare completamente quelli di uno dei due, in questo caso degli uomini”. (PO / Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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