Roma, 28 set - “Voglio esprimere la mia solidarietà alle marinerie e agli agricoltori che in questo momento protestano e si uniscono agli autotrasportatori per il costo dei carburanti, che non consente più loro di andare avanti e di poter svolgere serenamente il proprio lavoro, tanto che molti hanno deciso di fermarsi completamente”. Così Ida Carmina, deputata M5S, in merito alla protesta contro il caro carburante nello Stretto di Messina, annunciata dagli armatori siciliani e calabresi e fissata per il 22 ottobre. “Ed è un paradosso, soprattutto siciliano – prosegue la parlamentare palermitana - perché la Sicilia è la regione italiana che dà il maggior apporto in termini di produzione e di raffinazione degli idrocarburi, di gas e di energie rinnovabili, eppure nella Sicilia i costi sono i maggiori d'Italia, scontano un incremento rispetto ad altre zone del Paese e gli autotrasportatori per esempio scontano anche il costo del passaggio allo stretto. Delle promesse che aveva fatto il governo regionale e nazionale non si è visto niente, tanto che si stanno fermando e stanno scendendo in piazza. E non è un problema solo siciliano, perché quando si fermano gli agricoltori, quando si fermano le marinerie, quando si fermano gli autotrasportatori, non solo ci sarà un incremento del costo e quindi un'inflazione soprattutto sui beni di prima necessità alimentare, ma addirittura c'è il rischio che poi non si trovino più i prodotti, e quei pochi che si troveranno saranno a costi decuplicati almeno, oppure andranno a ruba e comunque i mercatini saranno vuoti di prodotti essenziali per la vita dell'uomo”. “Quindi – continua la parlamentare pentastellata - è un problema gravissimo da affrontare, la mia solidarietà va agli agricoltori, alle marinerie siciliane e agli autotrasportatori traditi e anche agli abitanti delle isole minori, perché con l'incremento dei costi è aumentato il costo del trasporto che per loro è vitale per poter andare a scuola, in ospedale, a lavorare. Quindi il governo deve intervenire, non si può andare avanti con palliativi come quelli dell'Eni, servono interventi strutturali, serve tassare gli extraprofitti”. “Noi del M5S – continua Carmina - proponiamo da sempre questo meccanismo, è ora di attivarlo e se non si fa è semplicemente per tutelare i potenti, ma non si può andare avanti così. Chi ha super-guadagni, non in virtù della propria attività, cosa che è giusto, ma per il fatto che esistono emergenze, guerre e crisi, deve corrispondere su questi extraprofitti non dovuti al suo duro lavoro. E’ giusto che dia un contributo per tutti quelli che non ce la fanno più e non si cerchino più scorciatoie o altre questioni, citando l'Unione Sovietica, perché anche i governi di centrodestra europei o già hanno applicato o stanno applicando la tassazione extraprofitti, e ne fanno richiesta all'Unione Europea. Quindi è assolutamente da portare avanti”, ribadisce in conclusione la deputata. (PO / Roc)
(© 9Colonne - citare la fonte)
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