Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

BOLSONARO IN TESTA
SORPRESA IN BRASILE

BOLSONARO IN TESTA <br> SORPRESA IN BRASILE

“La partita sta per iniziare. Siamo ai tempi supplementari, ed è qui che convinceremo il popolo brasiliano”, ha dichiarato il presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva nella notte, commentando un esito elettorale che lui stesso ha definito senza troppi mezzi termini “inaspettato”. Con lo spoglio delle schede ormai quasi completato, la corsa per la presidenza del Brasile ha fatto registrare un ribaltamento clamoroso delle attese della vigilia: il senatore conservatore Flavio Bolsonaro (NELLA FOTO), primogenito dell’ex capo di Stato Jair Bolsonaro, ha conquistato la testa del primo turno superando il leader della sinistra. Il quarantacinquenne deputato e senatore, designato dal padre alla guida dello schieramento della destra dopo che quest'ultimo è stato condannato a ventisette anni di carcere per il tentato colpo di Stato del 2022, ha raccolto oltre il 47% dei consensi, staccando il presidente in carica fermo a poco più del 45%. I due rivali si affronteranno ora al ballottaggio previsto tra tre settimane.

I risultati emersi dalle urne nella giornata di ieri hanno colto di sorpresa sia i principali istituti demoscopici sia la rete dei media internazionali. Fino alla vigilia delle consultazioni, i sondaggi attribuivano infatti un leggero margine di vantaggio a Lula, prefigurando una dinamica che le urne hanno puntualmente smentito, dimostrando ancora una volta la tendenza dei rilevamenti a sottovalutare la tenuta e l'ampiezza dell'elettorato conservatore brasiliano. “Il Brasile ne ha avuto abbastanza”, ha affermato con fermezza Flavio Bolsonaro subito dopo il consolidamento dei dati, ringraziando i propri sostenitori per avergli garantito “un voto di fiducia per il cambiamento”. Uscendo dal proprio seggio elettorale a Rio de Janeiro, il candidato della destra ha ribadito la volontà di “liberare il popolo brasiliano”, facendo perno sul malcontento diffuso: “Il Brasile ha bisogno di un cambiamento, il Brasile non può più sopportare tanta sofferenza, tante tasse elevate, tante donne uccise, tanta persecuzione politica”.

IL DUELLO TRA DUE VISIONI CONTRAPPOSTE DEL PAESE. A dispetto delle dichiarazioni con cui Flavio Bolsonaro tenta di accreditarsi come una figura “più moderata” rispetto al padre, la contrapposizione politica nel gigante sudamericano si ripresenta nella sua forma più radicale e polarizzata. Per Lula, arrivato alla soglia dell'ottantunesimo compleanno e impegnato nella campagna per ottenere un quarto mandato non consecutivo alla guida della nazione, la posta in gioco trascende la semplice alternanza di governo. Commentando i risultati nello stato di San Paolo, il leader della sinistra ha avvertito che “il popolo dovrà scegliere tra il rafforzamento del regime democratico e la barbarie”, tracciando una linea di demarcazione netta tra la sostenibilità delle istituzioni repubblicane e la minaccia di un ritorno alle derive autoritarie.

Dall'altro lato della barricata, la piattaforma elettorale della destra si è concentrata sui punti dolenti dell'attuale amministrazione, con particolare enfasi sul tema della sicurezza pubblica e della gestione economica. Nonostante la presidenza Lula abbia rivendicato risultati significativi sul fronte ambientale — in particolare una netta riduzione della deforestazione in Amazzonia rispetto ai picchi registrati sotto il precedente esecutivo —, la campagna elettorale si è svolta prevalentemente sul terreno dello scontro frontale e della polemica politica, ignorando in gran parte i dibattiti programmatici. I crescenti tassi di criminalità e l'aumento del costo della vita hanno pesato in modo determinante sulle scelte dell'elettorato, rendendo inefficaci i richiami del governo uscente ai successi storici dei programmi sociali di lotta alla povertà.

L'EREDITÀ GIUDIZIARIA E LE ACCUSE INCROCIATE. Lo scontro politico si sviluppa in un contesto fortemente condizionato dalle vicende giudiziarie che hanno coinvolto entrambi gli schieramenti. Jair Bolsonaro, l'ex presidente di estrema destra oggi ineleggibile e agli arresti domiciliari dopo la condanna ricevuta per i fatti del 2022, ha affidato la guida del movimento al figlio primogenito, mantenendo tuttavia un ruolo centrale nella regia politica dell'opposizione. Nemmeno le recenti indagini per corruzione e riciclaggio di denaro a carico dello stesso Flavio Bolsonaro — legate all'ipotizzato finanziamento illecito di un'opera cinematografica destinata a celebrare la figura del padre — sono riuscite a scalfirne il consenso.

Gli esponenti dello schieramento conservatore hanno sistematicamente neutralizzato le accuse rivolte ai propri leader ricordando il passato giudiziario dello stesso Lula, che tra il 2018 e il 2019 trascorse oltre diciotto mesi in carcere con l'accusa di corruzione prima che le sue sentenze venissero annullate per vizi procedurali e parzialità del giudizio. Questo continuo richiamo delle questioni penali ha contribuito a polarizzare ulteriormente il corpo elettorale, trasformando il voto in una sorta di referendum sulla legittimità etica dei due blocchi politici dominanti.

UN SUCCESSO CORALE PER LA GALASSIA CONSERVATRICE. Il verdetto delle urne nella giornata di ieri non si è limitato a premiare la candidatura presidenziale di Flavio Bolsonaro, ma ha fatto registrare un'affermazione complessiva della galassia conservatrice sia a livello parlamentare sia negli esecutivi statali. Il Partito Liberale ha infatti consolidato la propria egemonia nell'Assemblea nazionale, conquistando 19 dei 54 seggi in palio al Senato e portando la propria rappresentanza complessiva a 28 seggi su 81. Parallelamente, la formazione si è confermata la prima forza alla Camera dei Deputati, dove è risultato eletto anche il più giovane dei figli dell'ex presidente, Jair Renan.

Il successo del clan Bolsonaro trova riscontro anche nell'elezione all'Assemblea senatoria della moglie dell'ex capo di Stato, Michelle Bolsonaro, e del secondogenito Carlos Bolsonaro. Questa rilevante concentrazione di seggi conferisce alla destra una base parlamentare sufficientemente solida per promuovere un disegno di legge di amnistia a favore dell'ex presidente, con l'obiettivo di cancellarne la condanna e restituirgli la piena agibilità politica. L'unico passaggio a vuoto per la famiglia è stato registrato da Rogeria, madre di Flavio, che non è riuscita per un soffio ad aggiudicarsi uno scranno alla Camera.

Particolarmente significativi appaiono inoltre i risultati ottenuti nelle consultazioni per le cariche di governatore nei principali stati della federazione. Nello stato di San Paolo, Tarcisio de Freitas ha ottenuto la riconferma al primo turno superando la soglia del 60% dei voti e sconfiggendo nettamente Fernando Haddad, ex ministro delle Finanze ed esponente di spicco del Partito dei Lavoratori. Nel Paraná, la vittoria è andata a Sergio Moro, il magistrato che in passato fu protagonista dell'inchiesta contro Lula, mentre a Rio de Janeiro il candidato conservatore Douglas Ruas ha ribaltato i pronostici della vigilia portandosi in netto vantaggio sul candidato sostenuto dal governo centrale.

L'OMBRA DELLE TENSIONI INTERNAZIONALI E LO SGUARDO DI WASHINGTON. L'evoluzione del quadro politico brasiliano viene seguita con estrema attenzione dalle cancellerie internazionali e, in modo particolare, dalla Casa Bianca. L'amministrazione guidata da Donald Trump guarda con evidente interesse all'eventuale affermazione di Flavio Bolsonaro, inserendosi in un contesto continentale caratterizzato dall'avanzata delle forze di destra in vari paesi della regione. Sebbene non sia intervenuto con un endorsement esplicito durante la campagna, l'atteggiamento dell'esecutivo statunitense ha esercitato una pressione indiretta ma costante sul confronto elettorale, specialmente attraverso l'imposizione di misure doganali e sanzioni economiche al Brasile a partire dal 2025. La reazione del governo uscente di Brasilia non si è fatta attendere nei mesi scorsi, durante i quali Lula ha formalmente invitato l'omologo statunitense a non interferire nelle vicende interne del paese. Tuttavia, il peso dell'influenza esterna e il clima di incertezza economica continuano a condizionare le prospettive della nazione. La stabilità dell'intera regione dipenderà in gran parte dall'esito del confronto finale atteso per la fine di questo mese, che determinerà chi guiderà il Paese a partire dall'inizio del 2027.

(5 OTT – deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

archivio

I RITORNATI

IL SUMMIT DEI TALENTI

Summit dei Talenti foto Ricercatori

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

archivio

DALLE COMUNITA’
ITALIANE NEL MONDO

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola