Si è svolta ieri la prima giornata dedicata al Made in Italy Summit del Sole 24 Ore. Tra i temi affrontati, hanno dominato il dibattito la transizione energetica, l’export, la digitalizzazione e le spese per la difesa. Il primo a intervenire è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il quale ha colto l’occasione dell’evento per rinnovare l’impegno del governo nel processo di diversificazione energetica: “Abbiamo lavorato su due fronti: energia rinnovabile, migliorata del 40%, e sul nucleare. Dobbiamo sbloccare i 4mila progetti di energia rinnovabile, al momento frenati da alcuni veti. Sul fronte del nucleare, l’Italia torna al futuro: un settore, un comparto, una tecnologia italiana”, ha spiegato, “Abbiamo investito sulla digitalizzazione e sul progetto Transizione 5.0, finanziato fino al 2028 e che intendiamo prorogare fino al 2029, affinché diventi strutturale”.
I relatori hanno così seguito la linea tracciata dal ministro, accompagnando la riflessione relativa alla crisi energetica all’importanza di rafforzare il lavoro manifatturiero con l’implementazione delle nuove tecnologie. A questo proposito, Giuliano Noci - professore ordinario in Ingegneria Economico-Gestionale e prorettore delegato del Polo Territoriale Cinese al Politecnico di Milano – ha chiarito che “il Made in Italy deve, non soltanto produrre bene, ma anche ibridarsi con l’IA, per agire in una prospettiva di Made in Italy aumentata”. È questo, in buona sostanza, il pensiero comune della maggior parte degli ospiti.
Il messaggio è inequivocabile e ben riassunto nelle parole di Andrea Rossini, Chief Consumer e Mobile Wholesale Market Officer di TIM: “Tutta la nostra vita è digitale. Dobbiamo ricordarci che, oggi, senza Wi-Fi non funziona niente”. E infatti la speranza è che presto anche le Piccole e Medie Imprese aderiscano ai progetti di transizione digitale. Un percorso che necessita tuttavia di un sostegno concreto, in termini di formazione e ricerca di partnership abituali.
Alla luce di questa importante sfida, il presidente di Unioncamere Andrea Prete (NELLA FOTO) ha garantito: “In dieci anni abbiamo affiancato un milione di imprese. Il nostro progetto è quello di accompagnarle verso l’utilizzo dell’IA, per toccare con mano le opportunità delle nuove tecnologie”. Un quadro ottimistico, che tuttavia vede nella crescita del prezzo del carburante un ostacolo decisivo.
Il Commissario Europeo per l’Energia Dan Jorgensen ha ribadito la necessità di ridurre l’esposizione ai combustibili fossili e ha ricordato che l’Italia è tra i paesi UE con i prezzi più alti dell’energia. È comprensibile, quindi, finanziare sconti e applicare delle politiche suppletive, ma – rimarca – “va fatto in maniera molto targettizzata”.
Anche Emma Marcegaglia, presidente e amministratore delegato di Marcegaglia Holding, ha sottolineato l’innalzamento esponenziale del prezzo del petrolio – “da circa 30 euro a 80 euro, oggi 73-75 euro” – e dell’energia elettrica “cresciuto del 70%”. Ha quindi invitato le istituzioni a “sbloccare le autorizzazioni sulle rinnovabili” e “ampliare l’Energy Release”, così da contrastare un’emergenza che sta costringendo alcune aziende a “ridurre o interrompere la produzione”.
Sul tema dell’inflazione energetica è intervenuto anche Lorenzo Ceppatelli, head of Global Energy e Commodity Management e chief pricing officer di ENEL, che ha invitato i cittadini a puntare su “forme di contrattualizzazione che svincolino dal rischio di pagare un prezzo che possa tendere a rialzo, quindi contratti a prezzo fisso, annuali o pluriannuali”.
In un contesto internazionale nel quale le tensioni geopolitiche non sembrano attenuarsi, il Made in Italy Summit si è inoltre posto come obiettivo il confronto sul tema della difesa. “L’Europa si trova in una situazione difficile, ambiva a diventare l’impero delle regole, ma in un mondo nel quale nessuno bada più alle regole, non è una strategia vincente”, ha detto Edoardo Campanella, founding director and chief editor UniCredit Investment Institute e research fellow Harvard University, e dunque – come ha affermato Alessandro Marrone, responsabile del Programma Difesa, Sicurezza e Spazio presso IAI – diventa essenziale “soddisfare i bisogni delle forze armate”.
Tanto che anche Gelsomina Vigliotti, vice presidente dell’European Investment Bank (EIB), ha spiegato che, mentre un tempo la policy di EIB prevedeva esclusivamente investimenti sul double use, ora tale “criterio sta venendo meno”, a favore di un range di interesse più ambio. A conclusione della prima giornata del Made in Italy Summit, si è poi parlato dell’export: l’Italia si trova al quarto posto tra i paesi UE. Il chief economist di SACE Alessandro Terzulli ha evidenziato la crescita dell’export extra-Ue, in Svizzera e negli Stati Uniti, oltre a ricordare una crescita del +2% nel 2026. Mentre il presidente della Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti ha affermato: “Il Made in Italy esercita sempre un’attrattività straordinaria, grazie a una componente di stile, eleganza e design che ci consente di essere vincenti in tutto il mondo. L’interesse, inoltre, c’è anche verso la meccanica di precisione, non è soltanto limitato alla moda e food. Il messaggio è: venite perché l’Italia è un paese straordinario”. (7 OTT / Mvc)
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