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direttore Paolo Pagliaro

TETTO STRANIERI, MOLTO
RUMORE PER POCO?

TETTO STRANIERI, MOLTO <BR> RUMORE PER POCO?

In attesa di conoscere il numero delle prime classi del primo e del secondo ciclo che nel prossimo anno scolastico 2027-28 rientreranno nei limiti previsti dal decreto-legge 170/2026 sul tetto massimo di alunni stranieri, qual è la situazione effettiva delle classi in cui gli alunni stranieri sono più del 30%, quindi indipendentemente dal fatto che abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia o tre anni nel sistema di istruzione? Secondo una ricerca di Tuttoscuola sui dati del Portale Unico MIM per l’anno scolastico 2024-25 (gli ultimi dati disponibili) sono 33.222 le classi con oltre il 30% di alunni stranieri, pari al 9,1% delle 365.935 classi funzionanti nel 24-25. Quante sono le scuole che ospitano queste classi ad alta densità di stranieri? 4.295. Costituiscono il 10,6% delle 40.678 scuole statali attive.  Su 848.231 alunni stranieri distribuiti, in quantità variabile in diverse classi, 273.561 alunni non italiani, circa un terzo del totale, sono inseriti nelle classi che hanno superato il tetto del 30%.

È la scuola primaria ad avere il maggior numero di classi oltre il 30% (16.836, pari al 13,8%), seguita dalla scuola dell’infanzia (5.023, pari al 12,5%). Alla scuola media si scende al 9% e alle superiori al 3,5%. "E’ su questa base numerica che inciderà il decreto del Governo, che ne toccherà un sottoinsieme ridotto" sostiene Tuttoscuola secondo cui listribuzione di alunni stranieri nelle classi si differenzia molto per area geografica. E ancora di più per singola Regione. Se a livello nazionale il tetto del 30% è superato in una classe su 11, in Emilia Romagna e in Lombardia è superato in una classe su 5. In Sardegna solo in una classe su 193. In mezzo le altre regioni: al nord si arriva al minimo a una scuola su 8 (in Friuli), al centro al minimo a una su 15 (Lazio), mentre nel Meridione la massima incidenza di classi over 30% si ha in Abruzzo, dove una classe su 27 supera il tetto. Fino alla Puglia che ne ha una su 122, seguita solo dalla citata Sardegna (una su 195, con sole 55 classi con più del 30% di alunni stranieri su un numero complessivo di 10.595 classi, ovvero lo 0,5%). L’Emilia-Romagna, con quasi il 20% di classi over 30% (una ogni cinque) guida la graduatoria, precedendo di poco la Lombardia (che, comunque, ha il maggior numero di classi 30%) e le altre regioni settentrionali. Le regioni del Mezzogiorno sono tutte con situazioni minime di classi con stranieri. (segue)

 

 

 

Al Nord il 17% delle classi supera il tetto del 30% di alunni stranieri (una classe su 6). Al centro il 9% (una classe su 12). Nel Meridione solo l’1-2% (una classe su 68). Nelle scuole dell’infanzia del Nord Est si arriva al 31,3% di classi con oltre il 30% di bambini stranieri, quasi una su 3.  Secondo la ricerca il decreto-legge 170/2026 sul tetto massimo di alunni stranieri “circoscrive molto l’ambito di intervento. In primo luogo non saranno coinvolte classi di scuola dell’infanzia (nel 2024-25 oltre 5mila avevano superato il tetto del 30%). Inoltre ci si riferirà solo alle classi prime della scuola primaria, della scuola secondaria di primo e di secondo grado secondo.  Ma per quanto riguarda le prossime prime classi della scuola primaria, l’esclusione dal computo del 30% a favore degli alunni stranieri "nati in Italia o che hanno frequentato almeno due anni di scuola dell'infanzia" potrebbe determinare un numero ridottissimo di alunni stranieri da considerare ai fini del decreto, rispetto ai circa 27mila complessivi rilevati nelle prime classi di primaria nel 2024-25. In effetti, sono sempre meno i minori che arrivano da fuori Italia e, comunque, nel solo 2024-25 sono risultati iscritti alle scuole dell’infanzia statali e paritarie circa 150mila bambini stranieri”. Si evidenzia che “quasi certamente nelle classi iniziali della scuola secondaria di I grado non dovrebbe essere attivato il superamento del tetto del 30%, in quanto "il numero degli studenti con cittadinanza non italiana che non hanno frequentato con esito positivo, per almeno tre anni scolastici" potrebbe essere pari pressoché a zero; la frequenza di tre anni scolastici con esito non positivo, infatti, non può che riferirsi alla scuola primaria, dove da anni non si registrano bocciature, ma promozioni generalizzate: il numero di alunni stranieri con eventuale esito negativo, e magari di quelli arrivati in Italia da meno di tre anni, si conterebbe sulle dita di una mano, in quantità insufficiente per costituire una classe pressoché dappertutto. Il limite posto dal DL potrebbe riguardare un certo numero di studenti delle prime classi della secondaria di II grado (erano 10.600 nelle classi prime del 24-25), in quanto è possibile che esista una certa quantità (probabilmente non rilevante) di studenti che "non hanno frequentato con esito positivo, per almeno tre anni scolastici" la scuola media. In definitiva: le classi con più del 30% di alunni stranieri sono moltissime, soprattutto al Nord, e in crescita notevole. Ma il numero delle classi che saranno toccate dal Decreto-Legge 170/2026 sarà presumibilmente molto limitato. Molto rumore per… poco?”. (7 ott - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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