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Al Senato Cecilia D’Elia (Pd) presenta “Arkansas, storia di mia figlia” di Chiara Tagliaferri

Roma, 7 ott - “Siamo in un momento storico, culturale e politico piuttosto oscuro: nostra figlia Lula è arrivata in Italia otto mesi prima che la legge Varchi venisse approvata al Senato, rendendo i percorsi come quello che io e mio marito abbiamo affrontato ‘reato universale’”. A dirlo è la scrittrice Chiara Tagliaferri, autrice di “Arkansas, storia di mia figlia”, storia autobiografica che ha al centro il percorso che ha portato alla nascita, tramite gestazione per altri, di Lula, figlia di Tagliaferri e dello scrittore Nicola Lagioia. Il libro è stato presentato oggi in Senato su iniziativa della senatrice Cecilia D’Elia. “Reato universale – prosegue Tagliaferri a margine della presentazione dell’opera – sono il genocidio, i crimini di guerra, la tratta degli esseri umani, la pedofilia. In Italia non è reato universale uccidere un bambino, ma lo è, secondo questo governo, farlo nascere con il percorso che noi abbiamo affrontato”. La legge approvata nel 2024, che rende la pratica della Gpa perseguibile penalmente anche se commessa all’estero, non è retroattiva: “Non rischiavo – spiega ancora la scrittrice - una pena detentiva che va dai tre mesi ai due anni di carcere e una sanzione che va dai 600.000 a un milione di euro. Ma c'erano tante coppie che io ho conosciuto in questi anni e che speravano di diventare famiglia. Io credo che ogni bambino dovrebbe venire al mondo nell'amore. I figli delle coppie che diventano famiglie attraverso un percorso come il mio – conclude - sono figli amati e desiderati e solo questo dovrebbe contare”. Sul tema della Gpa come reato universale, “noi come Partito democratico abbiamo votato contro – ricorda la senatrice D’Elia – perché riteniamo un obbrobrio giuridico questa norma, anche perché avevamo già una legge che la vieta”. Secondo D’Elia, “la discussione, anche tra donne, non è stata una vera discussione ma più un posizionamento ‘pro’ o ‘contro’, senza ascoltare mai l’esperienza di chi è passato per la gestazione per altri né delle donne che si mettono a disposizione per portare avanti la gravidanza” né, prosegue D’Elia, sono state prese in considerazione “le differenze nei diversi Paesi”. Per questo, “mi è sembrato importante che una scrittrice, in modo molto coraggioso, mettesse a disposizione la sua storia per discutere, facendola conoscere e spiegando come è nato ed è stato realizzato questo desiderio di maternità”. (PO/mol)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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