"Le politiche industriali non le fanno le banche". Lo ha sottolineato Antonio Patuelli, presidente dell'Associazione bancaria italiana (ABI), durante la 58ª Giornata del Credito, "Energia sostenibile, leva a sostegno della competitività; ruolo del sistema finanziario", svoltosi ieri alla Camera di Commercio di Roma, nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano. Patuelli ha ricordato che le banche sono europee perché europee sono le regole e la vigilanza. Gli istituti, ha spiegato, devono guardare alla solidità attuale e prospettica delle imprese e dei loro investimenti: "È l'applicazione della normativa". Sull'energia, il presidente dell'ABI ha detto che le banche sono in grande competizione per sostenere l'evoluzione in atto e che i problemi vengono da meccanismi normativi troppo lenti nell'autorizzazione delle rinnovabili, in particolare dell'eolico. Sull'estrazione di metano nell'Adriatico ha aggiunto: "Se i nostri partner dell'Unione europea lo fanno, dobbiamo poterlo fare anche noi". Infine, sul nucleare Patuelli ha chiesto precisione anche nel linguaggio: "Qui ragioniamo non sul ritorno, ma sul nucleare di nuova generazione, con nuove tecnologie e nuovi standard di sicurezza". (8 OTT / lug)
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