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MELONI: STATO ALLEATO
NON NEMICO DI IMPRESE

MELONI: STATO ALLEATO <br> NON NEMICO DI IMPRESE

 “Un’industria che vuole crescere ha certamente bisogno di volontà, ma ha anche bisogno di uno Stato che la accompagni, che la consideri un alleato e che non la consideri invece un mero soggetto da tassare, quando non direttamente da controllare o addirittura da ostacolare”. È il messaggio lanciato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, all’Assemblea generale di Assolombarda 2026, dove ha delineato la strategia del governo per sostenere la competitività delle imprese, tra innovazione, investimenti e costo dell’energia. La premier ha annunciato che, insieme al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, sta lavorando a una misura fiscale da inserire nella legge di bilancio per agevolare gli investimenti in software utilizzati tramite contratti cloud. “Considero di buon senso trovare il modo per promuovere anche gli investimenti in software utilizzati tramite i contratti di cloud”, ha detto, ricordando che la legge nazionale sull’intelligenza artificiale ha già messo a disposizione un miliardo di euro per le imprese attive nell’IA, nella cybersicurezza e nelle tecnologie abilitanti. La sfida, secondo Meloni, è puntare sulla cosiddetta physical AI, l’intelligenza artificiale applicata a macchine, robot e linee di produzione. “L’Italia possa dire la sua non inseguendo gli altri sul loro terreno, ma portando l’intelligenza artificiale dentro quello che noi sappiamo fare meglio”, ha affermato, indicando nella manifattura e nell’automazione industriale i punti di forza del sistema produttivo nazionale. La sua è “un’intelligenza artificiale che nasce dalla manifattura, lavora con le persone e non al loro posto”.
Sul fronte delle infrastrutture digitali, Meloni ha riferito che sono sette i programmi di investimento nei data center dichiarati strategici dal Consiglio dei ministri, per un valore complessivo di 25 miliardi di euro. Tra questi il campus da 500 megawatt previsto in provincia di Pavia, frutto della collaborazione con gli Emirati Arabi Uniti. Lo sviluppo del settore dovrà però essere sostenibile: le infrastrutture dovranno rispettare i territori, garantire la tenuta della rete elettrica e ridurre i consumi idrici.La premier ha rivendicato anche il nuovo iperammortamento, con un plafond che arriva a quasi 10 miliardi di euro fino al 2028. “Sappiamo quanto sia importante per le imprese poter programmare nel tempo gli investimenti senza dover rincorrere di volta in volta le scadenze annuali”, ha spiegato. Le domande presentate, ha aggiunto, sono oltre 22mila, per più di 6,7 miliardi di euro di investimenti innovativi. Al centro dell’intervento anche il costo dell’energia. “In questi anni noi abbiamo stanziato oltre 60 miliardi di euro per proteggere gli italiani dal caro energia”, ha detto Meloni, ricordando gli interventi sulle bollette e sui carburanti, ma avvertendo che “questa è la gestione dell’emergenza”. “Se noi non costruiamo risposte strutturali e di lungo periodo rischiamo di essere sempre più in balia dell’emergenza”, ha aggiunto. Tra le direttrici indicate dal governo figurano l’aumento della produzione da fonti rinnovabili, cresciuta di quasi il 40% in termini di potenza installata, il rilancio della produzione nazionale di gas e petrolio e il ritorno al nucleare, con l’obiettivo di arrivare alla prima produzione da nuovi impianti entro il prossimo decennio.
Meloni ha chiesto inoltre un cambio di passo all’Unione europea sul sistema ETS, che a suo giudizio penalizza la manifattura e la capacità delle imprese di competere con Paesi sottoposti a vincoli ambientali meno stringenti. “Se un’acciaieria chiude in Lombardia e quell’acciaio andiamo a comprarlo dall’altra parte del mondo, prodotto con standard ambientali molto più bassi, il pianeta non ci guadagna nulla, anzi ci perde”, ha affermato. E ha avvertito: “Se l’ETS rende i cisti insostenibili, l’Europa non diventa più verde, diventa più debole e più dipendente”. La presidente del Consiglio ha infine difeso il ruolo della politica estera nel sostenere l’economia. “La politica estera non è un’alternativa alla politica interna, ma è uno dei suoi strumenti più efficaci”, ha detto, richiamando gli accordi con i partner internazionali e il Piano Mattei per l’Africa. La conclusione è stata un appello agli imprenditori a continuare a investire e innovare, accompagnato da una promessa: “Il governo ci sarà quando serve e vi lascerà lavorare quando è quello che deve fare, perché a volte il migliore aiuto che lo Stato può dare a chi produce è non mettersi di traverso”.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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