La Corte d’appello di Milano ha annullato la sentenza in primo grado che condannava l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Salis, a un risarcimento del valore di 300 mila euro nei confronti dei due ex collaboratori, Valentina Dadda e Francois Gelmetti, per licenziamento senza giusta causa. “Accolgo con soddisfazione la decisione”, ha scritto Salis in una nota. “Come ho sostenuto fin dall'inizio, non ero stata posta nelle condizioni di venire a conoscenza del procedimento e, di conseguenza, di esercitare il mio diritto alla difesa. L'intero giudizio di primo grado si è svolto in mia totale e incolpevole assenza – continua – senza alcuna possibilità di contraddittorio. Una situazione surreale”. L’eurodeputata ha parlato di una “vergognosa campagna mediatica”, che “prende sistematicamente di mira, anche con metodi sleali, chi si batte a sinistra e non abbassa la testa”. Ha inoltre evidenziato quanto il procedimento giudiziario abbia “avuto pesanti ripercussioni” sulla sua “salute, sull’immagine pubblica” e sulla sua “reputazione”, promettendo infine che continuerà a dedicarsi, “con ancora più determinazione”, alle “battaglie politiche” per cui è stata eletta. La giudice Silvia Marina Ravazzoni ha accolto la contestazione dei legali dell’europarlamentare, Federico Manfredi e Chiara Romeo, i quali avevano sostenuto che l’atto di notifica del ricorso non fosse stato consegnato correttamente, motivo per cui Salis sarebbe stata impossibilitata a esercitare il suo diritto di legittima difesa. Inoltre, secondo gli avvocati, il risarcimento da 300 mila euro avrebbe inciso “in modo devastante” sulle possibilità economiche di Salis. A questo punto, il procedimento ricomincerà in primo grado, nelle aule del Tribunale di Milano. La condanna era arrivata nel mese di marzo, mentre l’impugnazione della lettera di interruzione con effetto immediato dei contratti co.co.co dei due dipendenti risale al mese di febbraio 2025. La prestazione di Dadda e Gelmetti prevedeva l’organizzazione delle iniziative per valorizzare la figura di Salis, la conseguente gestione degli eventi nazionali e internazionali, ma anche la consulenza politica e il supporto legato ai rapporti istituzionali. Il rapporto di lavoro sarebbe dovuto durare fino al termine del mandato dell’europarlamentare, quindi il 16 luglio 2029. Tuttavia, pochi mesi dopo l’elezione, Dadda aveva ricevuto il recesso del contratto per il “venir meno del rapporto fiduciario”, mentre a Gelmetti era stato revocato l’incarico con effetto immediato per la “manifesta insoddisfazione riguardo ai contenuti della sua collaborazione”. (13 ott-Mvc)
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