L’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) festeggia cento anni dalla sua nascita e, per l’occasione, promuove una serie di iniziative legate ai report periodici che hanno documentato, tra i tanti campi d’analisi, l’andamento dell’economia e dell’inflazione italiana. Il racconto di quest’ultima rientra nella sedicesima edizione della collana “Storie di Dati”: “L’inflazione, cioè la crescita generalizzata dei prezzi, è un fenomeno che ha accompagnato l’economia fino dall’antichità. Pur potendo essere alimentata da cause diverse, un’inflazione elevata, così come una riduzione prolungata dei prezzi (deflazione), ha effetti importanti sull’economia. La storia dell’Italia unita è caratterizzata da periodi di alta inflazione alternati a periodi di stabilità dei prezzi, talvolta sfociati in deflazione”, spiega il report. A questo proposito, Andrea De Panizza – economista applicato e dirigente di ricerca dell'Istituto – ha spiegato che "l'inflazione di per sé non è un male". Lo diventa nel momento in cui raggiunge livelli tanto elevati da produrre incertezza ed effetti redistributivi, penalizzando i creditori e chi percepisce redditi fissi. “Storie di Dati” è poi accompagnata da un’altra collana: “Storie di dati regionali”, che – come spiega ISTAT – “sono una serie di approfondimenti divulgativi, nati per raccontare sinteticamente l’evoluzione dei territori”. Aggiunge, inoltre, che “attraverso le statistiche ufficiali prodotte nei cento anni di vita dell’Istat, esse descrivono la trasformazione demografica, sociale ed economica delle regioni italiane, mettendone in luce le peculiarità rispetto alle tendenze nazionali”. La novità e il fiore all'occhiello delle iniziative legate al centenario, però, è la mostra “Contiamo l’Italia, contiamo per il futuro” che si terrà presso la Sala Fontana di Palazzo Esposizioni. Quest’ultima, disponibile da domani fino al 2 dicembre, “mette in luce il patrimonio informativo, prodotto dall’Istituto, attraverso il dato statistico che diventa strumento di conoscenza, memoria comune e interpretazione del presente, evidenziando il legame profondo tra la storia dell’Italia e quella dell’ISTAT. I contenuti sono sviluppati con documenti, immagini, video, installazioni immersive e dispositivi interattivi”. ISTAT racconta, inoltre, che “attraverso il linguaggio della statistica ufficiale, la mostra racconta cento anni di storia italiana e di evoluzione dell’Istat, grazie a un approccio innovativo, immersivo e inclusivo, con numeri, rilevazioni e indicatori che diventano forme capaci di restituire il volto umano dei grandi fenomeni economici, sociali, demografici e ambientali che hanno caratterizzato il nostro Paese dal 1926 ad oggi”. Il progetto nasce in collaborazione con Opera Laboratori e Punto Rec Studios e si pone come obiettivo quello di “coniugare il rigore scientifico e la dimensiona umana, trasformando la statistica in una narrazione vicina all’esperienza quotidiana delle persone”. Così ISTAT intende celebrare cento anni di documentazione di dati, numeri che raccontano l’evoluzione di un paese, senza trascurare tanto i successi quanto le criticità, e testimoniando al contempo “il valore della statistica ufficiale nella società contemporanea”. (13 ott-Mvc)
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