Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

UN RAP E 3 PROPOSTE
CONTRO IL DISSESTO

UN RAP E 3 PROPOSTE <br> CONTRO IL DISSESTO

 Un attestato obbligatorio sulla pericolosità naturale degli immobili, campagne di educazione al rischio nelle scuole e un fondo di rotazione per aiutare i Comuni a progettare gli interventi. Sono le proposte contenute nel manifesto della Società italiana di geologia ambientale (SIGEA-APS), presentato a Roma insieme al brano rap “L’Italia che frana”, nato per sensibilizzare soprattutto i giovani sui rischi idrogeologici e sulla fragilità del territorio. “Dal 1976 al 2025 abbiamo avuto oltre 1.600 vittime di alluvioni e frane: per un minuto di silenzio per ogni vittima dovremmo stare zitti per 28 ore di fila”, ha sottolineato Antonello Fiore, presidente nazionale della SIGEA, chiedendo che la prevenzione strutturale entri nei prossimi programmi politici. “Dobbiamo passare a investimenti attivi sulla prevenzione”, ha aggiunto. Il manifesto propone innanzitutto l’introduzione dell’APEN, l’Attestato di pericolosità naturale, da allegare obbligatoriamente agli atti di compravendita degli immobili. Il documento dovrebbe riportare informazioni certificate sulla pericolosità del territorio, ricavate esclusivamente da fonti pubbliche come ISPRA, INGV e Autorità di bacino. L’obiettivo è colmare una lacuna informativa: così come gli acquirenti conoscono la prestazione energetica di una casa, dovrebbero poter valutare anche i rischi naturali a cui è esposta. La seconda proposta punta a destinare l’uno per mille dei fondi infrastrutturali esistenti a iniziative permanenti di educazione e autoprotezione, con il coinvolgimento delle Regioni, degli Uffici scolastici regionali e del Terzo settore. Esercitazioni pratiche e attività formative dovrebbero aiutare cittadini e comunità a conoscere i comportamenti da adottare in caso di emergenza, superando la mobilitazione emotiva che segue le catastrofi.

Infine, la SIGEA propone un fondo di rotazione per sostenere gli enti locali nelle fasi iniziali della progettazione: le risorse anticiperebbero i costi di studi, rilievi e monitoraggi, necessari a elaborare interventi fondati su dati scientifici aggiornati. Una volta ottenuti i finanziamenti per le opere, le somme anticipate verrebbero restituite al fondo, rendendole disponibili per altri Comuni. Le priorità dovrebbero essere definite sulla base del rischio effettivo. “Abbiamo dovuto aspettare 19 legislature per capire che il tema non poteva essere affrontato distrattamente”, ha affermato Pino Bicchielli, presidente della commissione parlamentare sul rischio idrogeologico, richiamando il dato delle circa 680mila frane censite in Italia. “È un fenomeno strutturale che bisogna anticipare”. Accanto alle proposte tecniche, la conferenza stampa ha dato spazio alla musica come strumento di divulgazione. “Il territorio è qualcosa di sacro”, ha spiegato Luca Semeraro, in arte Samen Mi Casa, rapper pugliese che ha lavorato al brano insieme a Leonarda Agrifa, in arte la Voce di Selea. La canzone, nata su impulso di Fiore e realizzata con la collaborazione dei geologi della SIGEA, ripercorre le ferite del territorio italiano, dal Vajont all’alluvione di Firenze fino ai dissesti più recenti, tra cui quello di Niscemi. Il lavoro, sviluppato attraverso momenti di confronto e approfondimento con gli esperti, mira a tradurre in un linguaggio accessibile le dinamiche geologiche e le conseguenze delle frane sulle comunità. “Il nostro auspicio è che questo brano possa contribuire ad accrescere la consapevolezza collettiva, stimolando una maggiore attenzione verso il territorio, la prevenzione del rischio idrogeologico e la tutela delle comunità esposte”, ha affermato Agrifa. “Perché dietro ogni frana non ci sono soltanto dati, emergenze e territori feriti, ma anche storie, persone e identità da proteggere”.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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