Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

ESCALATION RIAD-HOUTHI
TRUMP MINACCIA IRAN

ESCALATION RIAD-HOUTHI <BR> TRUMP MINACCIA IRAN

L'escalation tra Arabia Saudita e Houthi ha riportato al centro della crisi mediorientale lo Yemen, mentre dagli Stati Uniti sono arrivate nuove minacce contro l'Iran e in Israele è tornata l'ipotesi di un'azione militare contro Teheran prima delle elezioni del 27 ottobre. Nella notte forti esplosioni sono state avvertite a Riad e la Protezione civile saudita ha diramato, per poi revocare, allerte per minacce aeree nella capitale. Le autorità saudite hanno riferito che i frammenti di due missili intercettati hanno ferito quattro persone e danneggiato 15 abitazioni. La coalizione a guida saudita ha inoltre annunciato di avere distrutto tre missili da crociera e due droni diretti verso Riad e il sud del Paese. Gli Houthi hanno accusato le forze saudite di avere compiuto nelle ultime 24 ore 104 raid aerei e attacchi missilistici contro Sana'a e diverse province dello Yemen, sostenendo che vi siano stati morti e feriti tra i civili. Il portavoce militare Yahya Sari ha affermato che dall'ultima escalation gli attacchi sauditi sarebbero saliti complessivamente a 2.281. Riad, dal canto suo, ha colpito impianti per il carburante che accusa il gruppo yemenita di utilizzare per sostenere le proprie operazioni militari. Il gabinetto saudita ha avvertito che gli Houthi affronteranno "conseguenze" per gli attacchi. La tensione ha coinvolto anche le infrastrutture energetiche saudite. Il ministero dell'Energia ha reso noto che un attacco a Dhahran ha colpito un edificio amministrativo di Saudi Aramco provocando un incendio limitato, senza notizie di feriti. Gli Houthi hanno a loro volta avvertito i dipendenti degli impianti petroliferi sauditi di evacuare le aree considerate obiettivi. (segue)

 

  Alla crisi militare si accompagna un nuovo deterioramento umanitario nello Yemen. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, i casi sospetti di colera sono triplicati in tre settimane, passando da 217 nella settimana 6-12 settembre a 647 tra il 27 settembre e il 3 ottobre. Dall'inizio dell'anno sono stati segnalati 8.034 casi sospetti e 27 morti, mentre oltre 200 mila persone hanno lasciato le proprie case per i combattimenti. Il governo yemenita riconosciuto internazionalmente ha inoltre lanciato un appello urgente per Taiz, chiedendo cibo, ripari, assistenza sanitaria, acqua e beni di prima necessità. La nuova escalation ha avuto riflessi anche sui mercati. Il Brent è salito oltre 106 dollari al barile e il Wti sopra i 94 dollari. Sullo sfondo restano le tensioni nello Stretto di Hormuz. Il Centcom ha respinto le affermazioni del comandante della marina dei Guardiani della Rivoluzione iraniana sul controllo iraniano dello stretto, sostenendo che le forze statunitensi e i partner regionali ne mantengono il controllo. Da Teheran, il comandante Ali Ozmaei ha invece minacciato di affondare eventuali navi statunitensi che si avvicinassero allo stretto. Intanto il presidente americano Donald Trump ha alzato ulteriormente i toni contro l'Iran. Durante un comizio elettorale in Alaska ha dichiarato: "Aspettate e vedrete cosa faremo con l'Iran, perché ne abbiamo abbastanza", aggiungendo: "Li colpiremo duramente".

In Israele, Channel 12 ha riferito che il premier Benjamin Netanyahu avrebbe chiesto a Trump di riprendere le ostilità contro Teheran prima delle elezioni israeliane del 27 ottobre e delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti del 3 novembre. Secondo le fonti citate dall'emittente, Trump avrebbe invitato Israele a proseguire i preparativi senza però assumere un impegno formale. La stessa ricostruzione riferisce che, secondo la sicurezza israeliana, non vi sarebbe stato finora un cambiamento dell'intelligence tale da giustificare un'operazione congiunta nelle prossime due o tre settimane. Sul fronte diplomatico, l'Iran ha convocato l'ambasciatore britannico a Teheran dopo le accuse relative a un presunto complotto contro la base Raf di Fairford, chiedendo a Londra di presentare prove e minacciando in caso contrario una revisione dei rapporti bilaterali. A Gaza, l'esercito israeliano ha affermato di avere ucciso in un raid a Gaza City Momen Ahmad Salameh Ay, indicato come comandante dell'ala militare di Hamas e collaboratore di vertici della Brigata di Gaza. Secondo l'Idf, l'uomo avrebbe detenuto ostaggi e più recentemente diretto attacchi e tentato di ricostruire le capacità di Hamas, in violazione del cessate il fuoco. Non è arrivata una conferma immediata da Hamas. Al Jazeera ha inoltre riferito dell'uccisione di una donna palestinese in un attacco israeliano contro un appartamento vicino al complesso medico al-Shifa. Al Cairo, intanto, rappresentanti delle principali fazioni palestinesi, tra cui Olp, Jihad islamica e Hamas, si sono riuniti per discutere unità nazionale, divisioni interne ed elezioni, dopo il rinvio del voto presidenziale e legislativo al settembre 2027. (14 ott - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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