Bruxelles – “Francesco è partito da una piccola città dell’Umbria, Assisi, senza ricchezze e senza potere, ma dopo ottocento anni la sua voce parla ancora al mondo intero. In un tempo segnato da guerre e divisioni, il suo messaggio di pace, fraternità, giustizia sociale e rispetto per il creato rappresenta una speranza concreta per l’Europa e per le nuove generazioni”. È il messaggio portato dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, a Bruxelles, dove è intervenuta all’Istituto italiano di cultura all’incontro “Pensare Francesco. Storia, memoria e uso politico”, dedicato all’ottavo centenario della morte del patrono d’Italia. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Belgio e la Nunziatura Apostolica nell’ambito della Settimana della lingua italiana nel mondo, ha visto la partecipazione dell’ambasciatrice Federica Favi, del direttore dell’Istituto Pierre Di Toro, di un rappresentante della Nunziatura Apostolica e dell’assessore regionale all’ambiente e all’energia Thomas De Luca. Al centro dell’incontro il volume dello storico Andrea Possieri, docente dell’Università di Perugia, presentato attraverso un dialogo con il giornalista di Avvenire Giacomo Gambassi. Gli insegnamenti di San Francesco si rinnovano alla vigilia del quarantesimo anniversario dello Spirito di Assisi, lo storico incontro interreligioso per la pace convocato da Giovanni Paolo II il 27 ottobre 1986, che sarà ricordato dal 25 al 27 ottobre ad Assisi. Da Bruxelles, Proietti ha collegato l’eredità francescana all’impegno della Regione Umbria nelle istituzioni europee, richiamando il parere sull’attuazione e la semplificazione delle politiche ambientali dell’Ue di cui è relatrice al Comitato europeo delle regioni. L’ambasciatrice Federica Favi ha sottolineato il valore universale di San Francesco per la cultura italiana, ricordando il Cantico delle Creature, composto in volgare umbro, come testimonianza fondamentale delle origini della nostra letteratura. Ha inoltre invitato a conoscere l’Umbria e i luoghi francescani, patrimonio culturale e paesaggistico di straordinaria importanza. Il professor Andrea Possieri ha approfondito le trasformazioni dell’immagine di Francesco attraverso i secoli, evidenziando la capacità del suo messaggio di parlare ancora alla società contemporanea attraverso i valori della pace, della povertà e della cura del creato. “Da Assisi a Bruxelles, dall’Umbria all’Europa, Francesco ci invita a essere costruttori di pace, custodi del creato e artefici di fraternità – ha concluso Proietti. Ottocento anni dopo, continua a rappresentare un simbolo universale di speranza. Il modo più autentico di onorarne la memoria è tradurre il suo messaggio nelle nostre scelte e nelle nostre responsabilità quotidiane”. (9colonne)
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