I reati commessi a danno di minori in Italia nel 2025 segnano un nuovo record: 7.272 vittime. Se la crescita rispetto all’anno precedente è contenuta - 68 vittime in più, circa l’1% - al contrario la tendenza negli ultimi 10 anni è in netta crescita, con un aumento del 43% dal 2015. In termini assoluti si tratta di 2.192 vittime in più. I dati, elaborati dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale, sono stati resi noti dalla Fondazione Terre des Hommes. La fattispecie di gran lunga più numerosa è quella dei maltrattamenti in famiglia, che conta 3.008 vittime, il 41,4% del totale. Seguono la violenza sessuale (881 vittime) e la violenza sessuale aggravata (664), che insieme raggiungono le 1.545 vittime. Il terzo reato con più vittime è l’abbandono di persone minori o incapaci, con 637. Insieme, queste voci raccolgono 5.190 vittime: il 71,4% del totale. Oltre sette su dieci. Il peso dei maltrattamenti, delle violenze sessuali e dell’abbandono è quindi centrale nella lettura del quadro complessivo. I dati sono pubblicati all’interno del Dossier indifesa “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo”. Sei vittime di reati a danno di minori su 10 sono bambine e ragazze. Ma il peso della connotazione di genere del fenomeno appare ancora più chiaro se si considerano le sette fattispecie sessuali: violenza sessuale, violenza sessuale aggravata, atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne, prostituzione minorile, pornografia minorile e detenzione di materiale pornografico. I reati sessuali contano, infatti, 2.024 vittime di sesso femminile su 2.451, l’82,6%. Più di 8 su 10. Bambine e ragazze rappresentano l’87% delle vittime di violenza sessuale e l’86% di quelle di violenza sessuale aggravata. Sono il 79% negli atti sessuali con minorenne e il 76% nella prostituzione minorile. Ancora, il 79% nella detenzione di materiale pornografico, il 71% nella pornografia minorile e il 65% nella corruzione di minorenne. La famiglia, il luogo che dovrebbe essere il primo spazio di protezione, continua a essere, per troppi bambini e bambine, quello nel quale subiscono violenza, trascuratezza o abuso. I maltrattamenti in famiglia sono il reato più diffuso. Nel 2025, per la prima volta, le vittime superano quota 3.000: sono 3.008, contro le 2.975 del 2024 e le 1.442 del 2015. Un incremento dell’1% rispetto all’anno precedente e del 109% rispetto al 2015. In dieci anni le vittime sono più che raddoppiate. Anche per questa fattispecie di reato, negli ultimi 10 anni è emersa una tendenza costante di crescita delle vittime femminili, seppur meno marcata rispetto ai reati sessuali: nel 2025 bambine e ragazze sono state il 54% delle vittime. Aumentano anche altri reati che chiamano direttamente in causa la responsabilità degli adulti nella cura e nella protezione dei più piccoli. Le vittime di abbandono di persone minori o incapaci raggiungono quota 637, crescendo del 10% rispetto al 2024 e del 56% rispetto al 2015. I casi di sottrazione di persone incapaci sono 311, con aumenti rispettivamente del 12% e del 23%. L’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina coinvolge 360 vittime: il 4% in più nell’ultimo anno e il 35% in più rispetto a dieci anni prima. Da 15 anni indifesa delle bambine e delle ragazze. La Campagna indifesa di Terre des Hommes, nata nel 2012 in occasione della prima Giornata mondiale delle bambine e ragazze, ha come obiettivo quello di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sulle gravi violazioni dei diritti delle bambine e delle ragazze che ogni giorno si verificano nel mondo e sull’importanza di assicurare loro protezione e sostegno. Nel 2025 sono state 525.279 le bambine e ragazze beneficiarie dirette dei progetti di Terre des Hommes per l’educazione inclusiva di qualità, la prevenzione di matrimoni e gravidanze precoci, il contrasto allo sfruttamento lavorativo, la protezione di bambine e bambini rifugiati e di ragazze vittime di abusi e violenze in diversi paesi del mondo. In Italia Terre des Hommes collabora con scuole, federazioni sportive e istituzioni per coinvolgere ragazze e ragazzi in attività di formazione e sensibilizzazione volte a favorire la partecipazione giovanile e il protagonismo delle giovani generazioni sui temi del contrasto alla discriminazione e violenza di genere. (15 ott – red)
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