La mostra intitolata "1946: nasce la Repubblica. L’Assemblea Costituente a Montecitorio", che celebra l’80° anniversario del referendum istituzionale per la scelta fra Monarchia e Repubblica e dell’elezione dell’Assemblea Costituente, e l’esposizione, per la prima volta negli Stati Uniti, del dipinto Maddalena in estasi (c. 1606–1610) di Michelangelo Merisi da Caravaggio. Sono le due mostre - presentate ieri a New York nella sede dell'Istituto italiano di cultura - che raccontano l’Italia attraverso due momenti di rottura e di rinascita: la scelta repubblicana e il percorso che portò alla nuova Costituzione, e il genio che ha rivoluzionato la pittura moderna. "Due eventi straordinari che esplorano l'Italia e le sue trasformazioni", ha affermato Claudio Pagliara, direttore dell'IIC, durante la presentazione a New York. "Due momenti importanti della nostra storia", ha detto Giuseppe Pastorelli, Console d'Italia a New York, sottolineando l'importanza di fare sistema per promuovere la cultura italiana. Cultura che, ha chiosato Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati, "è una delle più alte espressioni della nostra identità". All'inaugurazione a New York erano presenti anche il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e l'Ambasciatore Giorgio Marrapodi, Rappresentante Permanente d'Italia presso le Nazioni Unite. Realizzato sul modello della grande esposizione organizzata a Roma dalla Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio, l’itinerario proposto dall’Istituto di Cultura di New York per la mostra sulla Costituente consta di riproduzioni di documenti provenienti dall’Archivio storico della Camera, fotografie d’epoca e materiali multimediali, e ripercorre i principali passaggi che condussero dalla fine della seconda guerra mondiale, al voto del 2 giugno 1946 e alla successiva approvazione della Costituzione della Repubblica, il 22 dicembre 1947. Riconosciuta nel 2014 da Mina Gregori come originale autografo di Caravaggio, la Maddalena in estasi è un’opera dell’ultima fase del pittore. La santa, con la testa riversa e le dita intrecciate, emerge dall’oscurità in un’immagine di dolore e pentimento. La tela è stata identificata come uno dei dipinti che Caravaggio portò con sé nel suo ultimo viaggio, nel luglio 1610. Dopo secoli in collezioni private e recenti esposizioni internazionali, arriva per la prima volta negli Stati Uniti. La mostra è organizzata in collaborazione con MetaMorfosi Eventi Srl e con il sostegno e il contributo di Fondazione Giordano e Listone Giordano. (15 OTT - sip)
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