Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

TRUMP: NO BOIA IN DIRETTA
E’ DIBATTITO SU PIKE E HASAN

TRUMP: NO BOIA IN DIRETTA <BR> E’ DIBATTITO SU PIKE E HASAN

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annulla il progetto di trasmettere in diretta streaming la fucilazione dell’ex psichiatra dell’esercito statunitense Nidal Hasan. “Morirà, come previsto, davanti a un plotone d'esecuzione, ma l'evento non sarà trasmesso in streaming. Tuttavia, i familiari più stretti delle vittime potranno assistere all'esecuzione di persona, se lo desiderano. Meritano di vedere la giustizia in azione”, scrive Trump sul suo social, Truth, nel dare l’annuncio. L’ex militare è stato riconosciuto come autore della strage del 5 novembre 2009 nella base militare di Fort Hood, in Texas, in cui furono uccise tredici persone e trentuno rimasero ferite. Per questo, dall’agosto del 2013 sul cittadino statunitense di origine palestinese pende una condanna alla pena capitale. Pochi giorni fa è stato il segretario per la Guerra statunitense, Pete Hegseth, a ufficializzare la decisione di un’esecuzione pubblica, facendo seguito a quanto auspicato dallo stesso tycoon, che ancora oggi su Truth ribadisce come per lui “trasmettere l'esecuzione affinché tutti potessero vederla avrebbe potuto rappresentare un forte deterrente”. Al contrario, a schierarsi, negli scorsi giorni, contro la “promozione barbara di una cultura di morte” è stato il presidente della Conferenza episcopale dei vescovi degli Stati Uniti, arcivescovo Paul Stagg Coakley, oltre a numerose Ong e associazioni umanitarie. Tra queste, Amnesty International ha definito “riprovevole” il ricorso alla fucilazione per l’esecuzione di un uomo e la sua trasmissione in diretta. Anche il vicepresidente Usa, il cattolico JD Vance, pur non attaccando direttamente la scelta di Trump, ha dichiarato che non avrebbe guardato l’esecuzione di Hasan, che ad oggi è paralizzato dalla vita in giù. Non solo: secondo un sondaggio condotto da ABC News, Washington Post e Ipsos e pubblicato oggi, otto americani su dieci si dichiarano contrari alla trasmissione in streaming dell’esecuzione di Hasan. A meno di tre settimane dalle elezioni di midterm (al via il prossimo 3 novembre), a cui il leader Usa si presenta con un indice di gradimento nei sondaggi di appena il 30%, quello di Hasan è il secondo caso che incendia l’opinione pubblica americana sul tema della pena di morte dopo quello di Christa Pike. La donna è stata condannata a morte nel 1994, quando aveva 18 anni, per l’omicidio di una compagna di classe. La sua esecuzione tramite iniezione letale era prevista per il settembre del 2026. Dopo diversi tentativi di ricorso da parte dei suoi legali davanti alla Corte suprema, in considerazione dei traumi e degli abusi sessuali subiti dalla donna in tenera età, l’iniezione è stata effettivamente eseguita il 30 settembre, ma a causa di errori, Pike non è morta ed è rimasta priva di sensi e intubata in ospedale per diversi giorni, prima di essere riportata in carcere, dove si trova tutt’ora. (15 ott - mol)

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

archivio

I RITORNATI

IL SUMMIT DEI TALENTI

Summit dei Talenti foto Ricercatori

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

archivio

DALLE COMUNITA’
ITALIANE NEL MONDO

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola