Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

16 OTTOBRE 1943,
INSULTI CONTRO ANPI

16 OTTOBRE 1943,  <br> INSULTI CONTRO ANPI

Urla e insulti contro la delegazione dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) presente all’ex ghetto ebraico di Roma per la commemorazione del rastrellamento del 16 ottobre 1943.  La delegazione è stata allontanata dallo spazio dedicato alla cerimonia.  “Questa mattina, in occasione delle celebrazioni del Comune di Roma per l'anniversario del rastrellamento che i nazifascisti operarono il 16 ottobre 1943 deportando 1022 ebrei romani, la delegazione dell'Anpi di Roma (presente come sempre alla commemorazione) è stata fatta oggetto di un'aggressione verbale con minacce e insulti ad opera di membri della comunità ebraica - si legge in una nota dell’Anpi provinciale Roma - Un'aggressione annunciata nei giorni scorsi dalle grossolane dichiarazioni del presidente Fadlun e puntualmente verificatasi con tanto di successiva imbarazzante rivendicazione che non fa che qualificare lo spessore dell'autore”. L'Anpi di Roma, prosegue la nota, “è rimasta nella piazza della celebrazione insieme alle altre associazioni presenti e non si è fatta intimidire dall'uso della violenza che grazie alle forze dell’ordine presenti è rimasta solo verbale. Continueremo non solo a presenziare nei luoghi della Resistenza ma come sempre ad essere il motore di tutte le iniziative pubbliche (a partire dal 25 aprile) legate al nostro impegno civile nel nome degli ideali della Lotta Partigiana Antifascista e della Costituzione Repubblicana. Gli stessi valori su cui le centinaia di migliaia di donne e uomini della Resistenza hanno fondato l'Anpi.  All'interno della comunità ebraica di Roma guidata da Fadlun, sottolinea inoltre la nota, “si manifesta, ormai da tempo, una difficoltà di fondo a ripudiare le forme di violenza e ad accettare metodi e condotte democratiche. Fortunatamente altre donne e uomini ebrei italiani hanno dimostrato in questi mesi (con appelli e manifesti) sensibilità pubblica, cultura e senso della storia in relazione al tema dei crimini di guerra compiuti in Palestina dall'esercito dello Stato d'Israele”. “Proprio l'aver denunciato i crimini di guerra in Palestina e l'aver sostenuto la popolazione civile di Gaza e della Cisgiordania - conclude la nota - rappresentano ‘la colpa’ dell'Anpi agli occhi di Fadlun e di chi ha anche oggi ha insultato e aggredito verbalmente la nostra delegazione. Costoro sappiano che in nome dei valori dei padri e delle madri partigiane e costituenti, l'Anpi continuerà a rivendicare libertà, autodeterminazione, democrazia e Stato per la Palestina ed il suo popolo”. (”Siamo riusciti a escludere l’Anpi dalle commemorazioni del 16 ottobre, ottenendone l’allontanamento. Da due giorni, come presidente della Comunità Ebraica di Roma, avevo chiesto all’Anpi di non partecipare a un dolore che appartiene alle nostre famiglie e alla nostra comunità. La loro presenza non era gradita, non si va in casa d’altri durante un lutto senza essere ben accetti. Specialmente se il dolore delle famiglie riguarda una delle pagine più dolorose della nostra storia bimillenaria, il giorno del rastrellamento e della deportazione di 1.022 ebrei nei campi di sterminio. Soltanto sedici tornarono e nessun bambino”  ha dichiarato Victor Fadlun, presidente della Comunità Ebraica di Roma. “Non c’è dubbio che la decisione dell’Anpi, considerando le nostre prese di posizione ufficiali, sia stata una provocazione. Ed è stato giusto estrometterli dalla cerimonia, per non turbare un momento di sofferenza profonda, il dolore che si rinnova per un’immensa ferita. Non vogliamo l’Anpi, non solo il 16 ottobre, ma anche nelle altre occasioni dedicate alla Memoria e alla lotta contro il nazi-fascismo, a cui gli ebrei hanno contribuito con 2000 partigiani. Loro sono arrivati a cancellare la Brigata Ebraica dal corteo del 25 Aprile, e ormai fanno solo politica e hanno più volte manifestato la vicinanza alle piazze Pro-Pal. Non sono più un’Associazione di partigiani impegnata a preservare la memoria, ma un movimento che ne tradisce il ricordo e fa politica. Apprezzeremo di nuovo l’Anpi quando tornerà a essere la custode autentica della memoria e di un patrimonio ideale condiviso".  “La contestazione durissima della comunità ebraica all'Anpi di questa mattina dimostra che è finito il tempo della doppia morale. Non si può stare il 16 ottobre al Ghetto e poi tutti gli altri giorni in piazza con chi esalta il 7 ottobre con le bandiere di Hamas, con chi pensa che sia stato un atto di resistenza e con chi caccia la brigata ebraica dai cortei per il 25 aprile”,  così dichiara il presidente della Commissione cultura della Camera e deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone. “Come Parlamento, siamo stati insieme al Presidente dell'Ucei Ottolenghi, al Presidente Fadlun e a tutta la Comunità ebraica di Roma per commemorare una ferita ancora aperta della nostra storia, ricordare le oltre mille persone che, in quella giornata drammatica, furono strappate dalle proprie case dai nazifascisti e deportate nel campo di concentramento di Auschwitz e contrastare tutte le forme di antisemitismo”. (Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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