"L'Italia ha compiuto progressi significativi, compresa la riduzione del deficit previsto sotto il 3% già quest'anno. Ma il debito pubblico è elevato e questo significa che qualsiasi nuova voce di spesa permanente — e purtroppo difesa e transizione energetica non sono spese una tantum— richiede risparmi o nuove entrate per compensarla e mantenere il debito sotto controllo". Lo afferma, in un'intervista a Repubblica, Mateusz Szczurek, direttore del dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale. Allargando lo sguardo all’area Euro, Szczurek parla di “resilienza mostrata dall'Europa di fronte allo shock energetico. Nel caso dell'Italia ci sono gli investimenti del Pnrr, che prevediamo diminuiranno gradualmente, non con un calo improvviso e drastico. Ma le riforme di fondo restano necessarie, indipendentemente dall'aggiornamento delle previsioni". E rispetto alla flessibilità delle regole Ue a più riprese invocata dal governo italiano, "il quadro fiscale dell'Ue prevede un collegamento tra il percorso della spesa netta e la dinamica del debito. Se si introducono sempre più deroghe ed esclusioni, questo collegamento comincia a venir meno", è il punto di vista di Szczurek. (17 ott-mol)
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione