“Ancora un suicidio oggi in carcere a Viterbo. Come sempre non ne conosciamo, e forse non ne sapremo mai, le ragioni profonde, ma non possiamo non registrare il fatto che sia il terzo dall'inizio dell'anno in quell'istituto, attraversato da tensioni e difficoltà crescenti”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasìa, alla notizia che un detenuto di 49 anni, viterbese, con problemi di dipendenze, si è tolto la vita nella casa circondariale di Viterbo. “È urgente che la Regione adotti il nuovo piano di prevenzione del rischio suicidario e che esso sia applicato in tutti gli istituti di pena. Ma è altrettanto urgente che nelle carceri si ristabilisca un clima di fiducia reciproca tra i detenuti e l'istituzione penitenziaria e si riduca il sovraffollamento, in modo da assicurare una maggiore attenzione degli operatori alle singole storie di vita delle persone detenute, prima condizione di prevenzione del rischio suicidario in carcere”. Nel Lazio, dall'inizio del 2026 a oggi, sono stati registrati sei suicidi in carcere: tre a Viterbo (il 5 febbraio, il 16 luglio e quello di oggi), due a Rebibbia (il 7 marzo e il 23 aprile) e uno a Regina Coeli (il 2 ottobre). Nel 2025 i suicidi nelle carceri del Lazio sono stati otto: quattro a Rebibbia, due a Frosinone, uno a Regina Coeli e uno a Viterbo. In tutta Italia, secondo la rivista Ristretti Orizzonti, i suicidi in carcere nel 2026 erano saliti a 57 prima dell'episodio odierno di Viterbo, che porta il totale a 58. Nel 2025, sempre secondo Ristretti Orizzonti, i suicidi nelle carceri italiane sono stati 80. (19 ott - red)
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