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Diplomazia, Rosa Oliva: troppe poche donne ai tavoli dove si tratta di pace

Roam, 19 ott – Chi dice Rosa Oliva dice lotta per la parità di genere: è stata lei la prima donna ad essere ammessa al concorso per la carriera prefettizia. E proprio Rosa Oliva in veste di Presidente onoraria della Rete per la parità APS è stata tra le protagoniste dell’evento che si è tenuto questa mattina alla Farnesina: “Donne in Diplomazia – 25 anni di Diplomazia al femminile”. Intervista da 9Colonne presso la sala conferenze internazionali, Rosa Oliva ha sottolineato che molto è stato fatto e tanto ancora rimane da fare: “In Italia è stato fatto molto perché ora ci sono tante donne in Diplomazia e molte donne intraprendono la carriera diplomatica: molte hanno incarichi importanti, sono Ambasciatrici in Paesi anche spesso molto problematici”. “Siamo in una fase – ha continuato Oliva - in cui le donne italiane diplomatiche hanno un ruolo molto, molto importante: è un ruolo pesante perché siamo in un'epoca in cui c'è il maggior numero di guerre al mondo. Non c'è mai stato un numero così alto di guerre”. E lì dove sono le guerre “le donne sono perseguitate: non solo perché vittime di guerre ma anche in quanto donne”. “Le donne diplomatiche quindi possono fare tantissimo – ha sottolineato la giurista, attivista e scrittrice - anche perché le donne in generale sono fautrici della pace: basti pensare al famoso episodio del Ratto delle Sabine. Da allora c'è questa tradizione: ci sono molti casi in cui le donne sono fautrici di pace però purtroppo – ha sottolineato Oliva - ne troviamo pochissime ai tavoli dove si tratta della pace. Questa è una cosa davvero dannosa che dovrebbe cambiare”. Da Oliva anche un suggerimento per chi vuole abbracciare la carriera diplomatica: “E’ un percorso molto impegnativo quindi apprezzo il coraggio di chi decide di intraprenderlo: non sarà facile perché ancora adesso, purtroppo, sulle donne incombe un maggior peso per quanto riguarda le responsabilità e i compiti familiari”. La storia di Rosa Oliva ha segnato profondamente il percorso dei diritti civili nel nostro Paese: vinse, nel 1960, il ricorso presso la Corte Costituzionale, dopo il rifiuto, in quanto donna, del ministero dell’interno di ammetterla al concorso per la carriera prefettizia. La sentenza della Consulta a favore di Rosanna Oliva fu una decisione storica per aprire i concorsi pubblici anche alle donne. (PO Gil)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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