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direttore Paolo Pagliaro

'Personaggi e interpreti': i racconti di Enrico Ruggeri

Libri
Ogni settimana uno scaffale diverso, ogni settimana sarà come entrare in una libreria virtuale per sfogliare un volume di cui si è sentito parlare o che incuriosisce. Lo "Speciale libri" illustra le novità delle principali case editrici nazionali e degli autori più amati, senza perdere di vista scrittori emergenti e realtà indipendenti. I generi spaziano dai saggi ai romanzi, dalle inchieste giornalistiche, alla storia e alle biografie.

'Personaggi e interpreti': i racconti di Enrico Ruggeri

È uscito “Personaggi e interpreti” (La nave di Teseo, Le Onde, pp. 192), il nuovo libro di Enrico Ruggeri. Ogni racconto è impreziosito da un’opera di Remo Rachini, poliedrico artista contemporaneo in grado di plasmare la materia e ribaltare la nostra relazione con l’oggetto artistico. Con uno sguardo profondamente umano, Enrico Ruggeri raccoglie nell’opera 10 racconti di vite ordinarie e straordinarie, attraverso i quali emerge una riflessione sulla storia umana, il libero arbitrio e la ricerca del senso della vita. Affronta il tema del rimpianto (Il matrimonio di Maria, La prima sigaretta, Sipario), del riscatto (Il momento della verità, I ragazzi che volano via), della manipolazione (Speranza, Chi l'ha visto?, Diverso dagli altri) e si addentra in visioni distopiche immaginando il destino dell'umanità con il predominio dell’Intelligenza Artificiale (Il sole d'Europa). Il lettore si ritrova, così, accanto a un uomo che ha rinunciato al sogno della musica, a una ragazza e a un anziano editore che costruiscono un rapporto fuori dagli schemi, a un avvocato che porta dentro di sé il ricordo del primo amore, a un prete che si confronta con una baby gang e a tanti altri personaggi. Nel capitolo finale, La giostra della memoria, un Angelo Custode narra il suo cammino attraverso i secoli, legato al destino delle anime che gli vengono affidate, passando dalla povertà dell’Ottocento, ai tempi delle Guerre Mondiali, fino ad arrivare ai giorni nostri. È proprio questo intreccio di sguardi a rendere i racconti un'unica esperienza di lettura. Cambiano i personaggi, cambiano le epoche, cambiano le situazioni, ma resta la domanda su chi siamo e come possiamo lasciare traccia del nostro passaggio. E tra i titoli dei racconti e i personaggi, i fan di Enrico Ruggeri potranno scovare tanti rimandi a canzoni meno note del repertorio del cantautore ma rimaste nel cuore di molti. 10 capitoli da leggere tutto d’un fiato per imparare a guardare il mondo da prospettive che non sono necessariamente le nostre.
Enrico Ruggeri (Milano, 1957) cantautore (con 40 album all’attivo), scrittore, conduttore televisivo e radiofonico, vincitore di due edizioni del Festival di Sanremo. Tra i suoi romanzi: “Non si può morire la notte di Natale” (2012, nuova edizione 2019), “La brutta estate” (2014), “Un prezzo da pagare” (2016), “Piccoli mostri” (2000), “Il professore nano” (2020), “Un gioco da ragazzi” (2020). Nel 2024 ha pubblicato l’autobiografia “40 Vite senza fermarmi mai”. Tra il 2023 ed il 2026 ha condotto 3 edizioni de Gli Occhi del Musicista su Rai2, format che racconta la storia della musica e della società italiana adottando, appunto, il punto di vista e lo sguardo di un artista.
Remo Rachini (Cortona, 1954) nel 1977 si diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera e inizia una carriera artistica che si sviluppa in un percorso disegno, ceramica e mosaico in vetro. È tra i pochi artisti italiani inseriti nel volume “2000 e oltre. Tendenze della contemporaneità” (Skirà, 2010). Dal 1972 ha tenuto numerose mostre personali in Italia e all’estero. Da sempre legato al mondo dell’archeologia, dal 1979 collabora con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove è professore a contratto di Disegno Archeologico. La poetica di Rachini affonda nell’esperienza come disegnatore di reperti archeologici, un’attività che lo ha portato a riflettere a fondo sul valore della traccia, sull’umanità e la sua storia.

“GARLASCO INSEGNA” DI VITTORIO ROIDI
Quando la cronaca giudiziaria diventa spettacolo, dove finisce il diritto di informare e dove comincia il processo mediatico? Da questo interrogativo nasce “Garlasco insegna”, il nuovo libro di Vittorio Roidi, pubblicato da All Around nella collana Quaderni Murialdi, in collaborazione con la Fondazione sul giornalismo italiano “Paolo Murialdi”. Attraverso uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi vent’anni, l’autore propone una riflessione sul ruolo del giornalismo, sui suoi limiti e sulle responsabilità di chi racconta vicende giudiziarie al centro dell’attenzione pubblica. Il 13 agosto 2007 Chiara Poggi viene uccisa nella sua abitazione di Garlasco, in provincia di Pavia. La vicenda attraversa indagini, processi, sentenze e nuovi sviluppi investigativi, fino a diventare un appuntamento ricorrente nei programmi televisivi e nel dibattito pubblico. La condanna definitiva di Alberto Stasi e le successive indagini su Andrea Sempio hanno alimentato una narrazione mediatica nella quale prove, ipotesi, testimonianze e opinioni si sovrappongono continuamente. Ma il libro di Roidi non cerca di individuare il responsabile dell’omicidio: il suo obiettivo è esaminare come quella storia è stata raccontata e quali interrogativi solleva per la professione giornalistica. Al centro del volume c’è la trasformazione della cronaca giudiziaria in intrattenimento. Trasmissioni televisive, confronti tra avvocati, consulenti ed esperti, discussioni su tracce biologiche e indizi controversi finiscono per costruire veri e propri processi paralleli, lontani dalle aule di tribunale. Roidi ripercorre la vicenda per interrogarsi sul confine tra fatti e interpretazioni, sul rispetto della presunzione di innocenza e sulla tutela della dignità delle persone coinvolte. Una riflessione che investe direttamente il rapporto tra libertà di stampa e responsabilità professionale, fino alla necessità di ripensare le regole e gli strumenti deontologici dell’informazione.
Vittorio Roidi, giornalista e saggista, ha lavorato come cronista, caporedattore ed editorialista al Messaggero e come inviato e caporedattore del GR1 Rai. È stato presidente della Federazione nazionale della stampa italiana e segretario dell’Ordine nazionale dei giornalisti. Tra le sue pubblicazioni: Piccolo manuale del giornalismo (Laterza, 2009), Giornalisti o giudici con Lorenzo Grighi (Rai Libri, 2018), e, per All Around, Quale futuro per il giornalismo? (2019), Il giornalista nell’età dello smart working (2021), Il giornalista artificiale (2023) e Carta straccia (2024).

CARO FRANCESCO TI SCRIVO: LETTERE A FRANCESCO D’ASSISI
In occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, Santo Patrono d’Italia, è in libreria e negli store digitali “Caro Francesco ti scrivo – Lettere a Francesco d’Assisi” (CartaCanta editore), il nuovo libro della cantautrice milanese Patrizia Cirulli. Le 24 lettere che compongono il libro sono rivolte a San Francesco d’Assisi, con il quale Patrizia Cirulli instaura un dialogo fuori dal tempo tra musica, spiritualità e ricerca interiore, ripercorrendo alcune delle tappe più significative della vita del Santo: l’infanzia, la giovinezza inquieta, la conversione e la ricerca di sé. All’interno del libro, la radicale trasformazione del Santo – dal desiderio di gloria e successo alla scelta di una vita semplice e in povertà – porta alla luce temi universali e profondamente contemporanei: amore, libertà, dolore, pace e cambiamento. San Francesco d’Assisi diventa così, anche a 800 anni dalla sua morte, uno specchio attraverso il quale guardare il nostro tempo. «Con la sua storia di vita Francesco ci ricorda che il cambiamento è possibile, che il punto d’incontro con l’altro sta a metà strada, che il perdono, per quanto talvolta difficile, è necessario, che la gioia è un aspetto fondamentale nel nostro mondo interiore e che l’umiltà è, in realtà, una grande forza – afferma Patrizia Cirulli – L’operato di Francesco muove da una straordinaria fede in Dio che è amore totale. L’amore per noi stessi e per gli altri è un aspetto che possiamo coltivare partendo anche dalle nostre piccole cose quotidiane». In questo libro, e in particolare nelle ultime 13 lettere, la figura di San Francesco diventa ancora più “concreta”: l’autrice, infatti, intreccia gli episodi della vita del Santo alla propria esperienza personale, annullando quella distanza che lo rende inarrivabile e permettendo al lettore di focalizzare più nitidamente un volto e un’umanità che acquistano la forza di una vicinanza temporale e fisica. «Scrivere queste lettere a San Francesco è stato un privilegio e una piccola follia – dichiara l’autrice – Ripercorrendo la sua storia ho ascoltato da vicino il suo immenso cuore e i suoi preziosi insegnamenti. Una forza interiore, la sua, che ci parla ancora oggi attraverso il suo straordinario esempio di vita. Francesco ha “parlato” con i fatti, dando l’esempio in prima persona».
Patrizia Cirulli, cantautrice milanese dalla voce “insolita e straordinaria” come l’ha definita Lucio Dalla, ha una particolare predilezione nel trasformare testi di grandi poeti in canzoni vere e proprie. Una sensibilità che le è valsa il termine di “MusicaPoeti”, in quanto già nell’album “Mille Baci” ha musicato in forma di canzoni testi di Oscar Wilde, Catullo, Quasimodo, García Lorca, Pessoa, Baudelaire, Trilussa, Eduardo De Filippo, Frida Kahlo, Alda Merini e Gabriele D’Annunzio. Quattro volte finalista al PREMIO TENCO, tre volte vincitrice del PREMIO LUNEZIA. Ha all’attivo cinque album: “Qualcosa che vale” (FPPC, 2012), “Mille Baci” (Egea Music, 2016), “Sanremo d’autore” (Egea Music, 2018), “Fantasia. Le poesie di Eduardo in musica” (Squilibri, 2022), “Il Visionario” (Francesco d’Assisi) (Egea Music, 2025).

(© 9Colonne - citare la fonte)
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