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CISGIORDANIA, RIMPATRIO
PER ATTIVISTE ITALIANE

CISGIORDANIA, RIMPATRIO <BR> PER ATTIVISTE ITALIANE

Sono tornate in Italia le cinque attiviste italiane fermate in Cisgiordania giovedì scorso dalle forze di difesa israeliane nel villaggio di Al Bweib, a sud di Hebron. Le quattro ragazze ed una donna adulta, di cui non sono state fornite le identità, facevano parte di un gruppo più ampio di 12 stranieri (tra cui attivisti francesi, tedeschi e britannici) giunti in Cisgiordania per fare da "scudi umani" e proteggere i contadini palestinesi dagli attacchi o dalle intimidazioni dei coloni israeliani durante la delicata stagione della raccolta delle olive. Intanto in Cisgiordania la situazione si sta aggravando dopo che venerdì scorso due uomini armati palestinesi hanno aperto il fuoco contro un posto di blocco militare israeliano a nord di Hebron, uccidendo due soldati e ferendone altri cinque. Benjamin Netanyahu ha ordinato la chiusura e il sigillo totale della città di Hebron e di diverse aree limitrofe, bloccando ogni via d'accesso ed il ministro Bezalel Smotrich ha ordinato la demolizione degli edifici arabi nell'area dell'attacco. Le operazioni militari israeliane hanno già provocato lo sfollamento forzato di circa 2.000 palestinesi dalle loro case. “La polizia israeliana ha dichiarato che gli attivisti si trovavano in una zona militare riservata senza coordinarsi con le autorità israeliane (un’accusa usata in passato anche in modo pretestuoso per ostacolare palestinesi e attivisti)” si legge in una nota di Global Sumud Flotilla. “Questa settimana nella zona erano già stati fermati e poi espulsi altri due attivisti italiani, Alberto e Manuel Tartarotti, padre e figlio di Bolzano, con l'accusa di terrorismo. Inutile dire che le accuse sono del tutto infondate: gli attivisti facevano parte della carovana umanitaria "Youth of Sumud" impegnata nel sostegno alla comunità palestinese durante il periodo della raccolta delle olive. Uno dei due, Manuel, ha raccontato alla stampa di essere stato bendato e rinchiuso nel retro di un blindato, picchiato e trattenuto illegalmente – o per meglio dire, rapito – per due giorni, al termine dei quali è stato rilasciato ed espulso con divieto di ingresso per i prossimi 10 anni. Contestualmente, è stato revocato il visto a Stefania Ascari, deputata del Movimento 5 Stelle, la cui "colpa" è quella di aver denuncia il genocidio in corso a Gaza e l'illegittimità dell'occupazione dei territori palestinesi. La motivazione fornita dalle autorità sioniste – “le circostanze relative al suo caso sono cambiate” – non nasconde la realtà: le viene vietato l'ingresso per aver fatto il proprio dovere di parlamentare - e di essere umano”.  Dal 2023, in tutta la Cisgiordania e a Gerusalemme Est si è registrato un rapido aumento di attacchi violenti da parte dei coloni, operazioni militari, incursioni nelle abitazioni, nei campi per le persone sfollate e nei terreni agricoli, l'espansione degli insediamenti illegali, sfollamenti, demolizioni di abitazioni e restrizioni alla libertà di movimento, in particolare nel corso di quest’anno. (25 ott – red)

 

(© 9Colonne - citare la fonte)
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