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direttore Paolo Pagliaro

PARTIGIANE, PRIMA
SCALA DEDICATA

PARTIGIANE, PRIMA <br> SCALA DEDICATA

Ad Alpignano, nel torinese, nasce la “Scala delle Partigiane”: ogni scalino è dedicato a una donna impegnata nella Resistenza. È la prima del genere in Italia ed è il primo atto del nuovo assessorato dedicato a Resistenza, Costituzione e Antifascismo. La scala si trova al fondo di via Cervino. “Creiamo un nuovo luogo di memoria e di raccoglimento che celebra figure troppo spesso dimenticate dalle pagine di storia o relegate in un boxino colorato a fondo pagina” spiega l’assessora a Resistenza, Costituzione e Antifascismo, Chiara Priante. La scala, peraltro, si trova proprio sotto l'abitazione di Vito Bonadies, una delle figure più importanti dell'antifascismo torinese: “Qui, tante volte, sono passati partigiani che andavano a trovare Bonadies per assecondare ricerche e progetti”. L’inaugurazione si è tenuta ieri all’interno del nuovo festival “C’era una svolta” che racconta i bivi della storia per decifrare il presente, incrociando la storia nazionale a quella locale. La selezione dei nomi scelti per la scala — disposti secondo un rigoroso equilibrio tra figure locali, regionali e nazionali — è stata curata da una commissione di cui fanno parte la stessa Marcella Filippa, Bruna Bertolo, giornalista e storica, autrice di importanti volumi sulle donne nella Resistenza, Mariella De Vietro, attiva nell'ANPI di Alpignano, Caselette, Givoletto, La Cassa, San Gillio e Val della Torre, e Maria Grazia Alemanno, già insegnante di lettere e vicepresidente della sezione torinese "Frida Malan" della FNISM. Il percorso ideale prende le mosse dal basso, partendo dalle figure alpignanesi e territoriali per poi elevarsi verso le grandi protagoniste regionali e nazionali. Tra le prime gradinate si incontrano figure simbolo come Emilia Basevino, testimone instancabile della memoria antifascista;, Elsa Albrile, staffetta partigiana con il nome di battaglia «Mirka», attiva tra Alpignano e la Val Sangone, Anna Maria Polo, nota come «Mara», partigiana combattente e staffetta decorata con il grado di sottotenente; e Pierina Leone, la giovane «Piera» legata alle vicende della Val di Susa e alla tragica storia della famiglia Piol. Il racconto corale della Resistenza femminile prosegue abbracciando figure centrali del territorio piemontese come Brigida Zuccolotto Piol, universalmente nota come “Mamma Piol”, madre coraggio che perse il marito e i quattro figli nella lotta di liberazione; Lucia Baudano, la staffetta rivolese che ingegnò il celebre stratagemma di nascondere i feriti nelle bare per superare i posti di blocco nazifascisti; la giovane e sfortunata Maria Teresa Gorlier, martire della libertà a Cesana; le sorelle torinesi Vera e Libera Arduino, trucidate barbaramente dalle Brigate Nere nel marzo del 1945; Carmelina Piccolis; e la dottoressa Silvia Pons, partigiana e medico con il nome di battaglia «Claudia», attiva tra le valli valdesi e Torino. Il percorso si completa con figure di rilievo nazionale che hanno segnato la storia repubblicana: Lidia Menapace, staffetta partigiana, pacifista e intellettuale di primo piano; Angiola Minella, tra le 21 donne dell'Assemblea Costituente e amministratrice locale; Teresa Mattei, la partigiana “Chicchi”, figura chiave nella scelta della mimosa per la festa della donna; e Tina Anselmi, staffetta partigiana “Gabriella”, sindacalista, prima donna ministro della Repubblica, presidente della commissione d'inchiesta sulla loggia P2: fu lei a dare vita, nel 1978, alla Servizio Sanitario Nazionale. (26 ott - red)

 

(© 9Colonne - citare la fonte)
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