“Il rischio, talvolta riconosciuto dalle stesse big tech, è che” l’intelligenza artificiale e “lo sviluppo dei modelli attraverso l’apprendimento automatico possa condurre a una perdita di controllo dei processi tecnologici. L’esigenza è quella di porre un freno a una competizione sempre più esasperata tra un numero limitato di soggetti, con esiti che, allo stato, la scienza non è in condizioni di prevedere. Se ci limitassimo a essere spettatori dell’espansione, in ogni direzione, del potere computazionale, potrebbero risultare pregiudicati i valori fondativi della centralità della vita umana e, al contempo, della nostra democrazia”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento alla cerimonia di apertura del 5° Festival delle Regioni e delle Province Autonome, dal titolo “Il futuro è passato da qui – le Regioni protagoniste di un mondo in continuo movimento”, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. “Già oggi è evidente – afferma il capo dello Stato - come la manipolazione dell’informazione, anche attraverso la diffusione di notizie false avvalendosi della potenzialità offerta dalla rete, sia in grado di condizionare le opinioni pubbliche, di indirizzarne gli orientamenti e le scelte non soltanto a livello commerciale, fenomeno, quest’ultimo, ampiamente presente nella esperienza quotidiana”.
ENTI LOCALI. Nel suo intervento, il presidente della Repubblica ha spiegato che “sono trascorsi 25 anni dalla riforma del Titolo V che ha ridisegnato il modello e il sistema degli enti territoriali. Una riforma approvata a maggioranza e condizionata dal clima che si determina a ogni fine legislatura, ma i cui principi apparivano condivisi dalla gran parte delle forze politiche”, e “governi di colore politico differente si sono succeduti impegnandosi ad attuare quella riforma che ha rappresentato il fondamento sul quale le Regioni hanno operato, acquisendo una nuova dimensione anche agli occhi dei loro cittadini. Quella riforma è risultata un punto di equilibrio, una valida base per realizzare un modello nuovo di autonomia regionale”. Secondo Mattarella, “la consapevolezza della necessità di fare sistema tra gli enti territoriali è espressione di una cultura istituzionale che valorizza l’articolazione della Repubblica in chiave collaborativa, in coerenza con i principi costituzionali di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza”.
SANITA’ E PNRR. “Vi rientra un campo di assoluta priorità”, dice il capo dello Stato rievocando le parole di Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome - “’uno dei grandi patrimoni della Repubblica’ e uno ‘dei sistemi universalistici di maggior valore’: il Servizio sanitario nazionale. Questa opinione è condivisa dalla grande maggioranza dei nostri concittadini, consapevoli della necessità di preservare e sviluppare uno strumento fondamentale per assicurare il diritto alla salute, garantito dalla Costituzione”. “Un contributo importante a questo riguardo – sottolinea - è venuto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza”, un “complesso di interventi rivelatisi necessari, almeno in parte, proprio durante la pandemia, quando abbiamo sperimentato i limiti di una organizzazione sanitaria incentrata sui grandi ospedali e sui medici di base e ha pesato l’assenza di strutture sanitarie di medie dimensioni in grado di avvicinare le cure mediche ai territori articolandole secondo criteri di prossimità. In virtù del Pnrr il nostro sistema sanitario – anche attraverso l’impegno delle Regioni e delle Province autonome – ha potuto quindi avviare un significativo adeguamento organizzativo nel segno della promozione della autonomia e del decentramento, in coerenza con l’articolo 5 della Costituzione. Alle Regioni spetterà adesso un ruolo centrale nel garantire che le innovazioni introdotte si consolidino e che i cambiamenti effettuati migliorino effettivamente la qualità dei servizi erogati” aggiunge Mattarella, evidenziando che è stata “una positiva prova di efficienza di tante amministrazioni ai diversi livelli. È da augurarsi che, a livello della stessa Unione europea, le procedure previste per l’impiego delle risorse del Dispositivo per la ripresa e la resilienza, con i necessari adattamenti, trovino applicazione anche con riferimento ad altri fondi europei con importante valenza economica e sociale”. “L’unità di intenti, la proficua collaborazione, il perseguimento di obiettivi condivisi – afferma infine Mattarella – rappresentano per la Repubblica una risorsa fondamentale che alimenta la necessaria fiducia dei cittadini nelle istituzioni”. (Roc)
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