Ancora una giornata ad alta tensione nelle piazze delle principali città italiane. Anche se le proteste organizzate da un capo all’altro della penisola sono circa una cinquantina, l’attenzione è puntata principalmente su Roma, Milano, Torino, Bologna, Padova, Napoli, Firenze e Genova. In particolare, nella capitale il corteo organizzato dai sindacati di base per lo sciopero generale indetto contro la guerra e il carovita potrebbe richiamare decine di migliaia di persone da piazza della Repubblica. Uno degli scenari che potrebbe rendere tutt’altro che tranquilla la mattinata capitolina è quello di una deviazione dei manifestanti verso il Circo Massimo dove proprio stamane è in programma l’inaugurazione del “Villaggio Difesa” delle forze armate. Tutt’altro che remota appare infatti la possibilità che i movimenti studenteschi e antagonisti, come già sabato scorso, tentino di “spostare” parte del corteo su rotte non autorizzate.
Lo sciopero proclamato dall’Usb coinvolge tutti i lavoratori dipendenti e autonomi, del settore pubblico e privato, e ha dato luogo a un vero e proprio braccio di ferro con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il quale ha firmato un’ordinanza di precettazione in cui chiede formalmente di rimandare la mobilitazione e garantire il trasporto pubblico locale, ferroviario e aereo, marittimo e relativo al servizio taxi. Ma i rappresentanti dell’Usb poche ore dopo hanno diffuso un post su Instagram, in cui hanno dichiarato che “Lo sciopero si fa, è un diritto e siamo pronti a tutelarlo”. Non solo, “siamo pronti ad accettare le sanzioni pesantissime” (le multe per i dipendenti che violano la precettazione arrivano fino a 1.000 euro), “nella consapevolezza che queste siano illegittime”. (30 OTT – deg)
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