E’ arrivato nelle sale italiane il 29 ottobre “Dio Ride”: film scritto e diretto da Giovanni Veronesi che è stato presentato in prima mondiale nella serata di chiusura della 83esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Nel film Pierfrancesco Favino nei panni di frate Leopoldo e Silvio Orlando in quelli del Cardinale Maculani, nel cast anche Alma Noce , Francesco Gheghi , Maurizio Lombardi , Paolo Rossi e Carlo Cecchi nel ruolo di Papa Innocenzo X. Ambientato nel cuore del Seicento e liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, il racconto mette al centro la libertà e il rapporto tra l'uomo e il potere attraverso la storia di un frate che, con la forza della sua umanità, cambia la vita delle persone che incontra. Il film è scritto da Giovanni Veronesi , Nicola Baldoni, Gianluca Bernardini , Nicola Deorsola con la collaborazione di Paolo Portone e Jean Jacques Ilunga . Dio ride è una produzione Indiana Production - una società VUELTA, Piperfilm e Ogi Film in collaborazione con Netflix ed è prodotto da Fabrizio Donvito , Benedetto Habib, Marco Cohen e Daniel Campos Pavoncelli per Indiana Production , prodotto da Massimiliano Orfei , Luisa Borella e Davide Novelli per PiperFilm. La fotografia è a cura di Maurizio Calvesi , la scenografia di Carmine Guarino, i costumi sono di Carlo Poggioli , il trucco di Alessandra Vita , le acconciature di Rodolfo Sifari , le musiche sono firmate da Paolo Buonvino e il casting da Nicola Deorsola . Il film è distribuito da PiperFilm.
SINOSSI Nel cuore del ‘600 c’è un uomo che parla di Dio come nessuno aveva fatto prima di lui: è Frate Leopoldo da Casamacchia. Mentre la Chiesa predica in latino, Fra Leopoldo racconta il Vangelo con una gioia contagiosa portando, a chi lo ascolta, sollievo e speranza. Parla di un Dio vicino agli uomini capace anche di ridere insieme a loro. Il suo messaggio si diffonde di villaggio in villaggio, conquistando il cuore di migliaia di persone che iniziano a seguirlo ovunque, mentre le chiese si svuotano. Quel clamore arriva fino a Roma e l’eco di quella voce ha un suono pericoloso per chi ormai governa attraverso la paura; il Papa decide di affidare il caso al cardinale Maculani, il più autorevole inquisitore del suo tempo. Quello che nasce come un processo si trasforma in un confronto inatteso, destinato a mettere in discussione convinzioni che sembravano incrollabili. Mentre il destino di Leopoldo sembra ormai segnato, quello di Maculani e di chi come lui è stato colto dal dubbio prendono direzioni inattese. Perché si può spegnere una voce ma non ciò che quella voce ha lasciato negli altri.
(© 9Colonne - citare la fonte)




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