Studenti, lavoratori, precari, agricoltori, pensionati, movimenti per la casa, pro-Pal, sindacati di base. Sono tanti che hanno manifestato per dire no a riarmo e carovita. La mobilitazione, nel giorno dello sciopero generale indetto dall'Unione Sindacale di Base, ha interessato 60 piazze. Per l'Usb si è trattato di un milione e mezzo di partecipanti, 255mila per il Viminale.
Non sono mancate le tensioni, in particolare a Roma e Torino: i cortei della mattina si sono svolti pacificamente, poi in serata gli scontri. Nella Capitale, ad esempio, una parte del corteo si è staccata dal gruppo principale nei pressi del Colosseo, lanciando oggetti contro gli agenti e dando fuoco ai cassonetti. In risposta, c'è stata una carica di alleggerimento da parte delle forze dell'ordine. Successivamente, altre tensioni si sono verificate presso ponte Sisto, a Trastevere, e poi su Lungotevere Testaccio dove per disperdere la folla sono stati attivati gli idranti. Anche a Torino sono stati usati gli idranti, in particolare a piazza Castello, per respingere i manifestanti che si erano avvicinati ai cordoni a protezione della Prefettura. Anche in questo caso si sono verificati scontri in serata, nel centro storico, quando dal corteo sono state lanciate varie bottiglie a cui gli agenti hanno risposto con i lacrimogeni. Qualche tensione anche a Mestre, dove sette agenti hanno riportato contusioni e tagli, e a Vicenza, dove sono dieci i contusi tra manifestanti e agenti. Solo disagi, invece, a Milano. A Genova e Napoli, invece, chi protestava è entrato nelle aree portuali in corteo senza creare problemi. Intanto, è stato prorogato fino al 31 marzo 2027 l'impiego di un contingente di 500 unità di personale delle Forze armate per rafforzare il controllo della sicurezza a Milano. A prevederlo un articolo della manovra, che allunga il periodo previsto nel decreto del governo e mettendo a disposizione uno stanziamento di 6,1 milioni.
A commentare la giornata, su Facebook, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi: "Oggi, ancora una volta, va riconosciuta la competenza e la professionalità con cui le nostre Forze dell’ordine hanno saputo gestire decine di manifestazioni nelle principali città del Paese. A dimostrazione che la sicurezza deve essere perseguita come presidio fondamentale per garantire l’esercizio di ogni libertà. Tutti i dispositivi messi in campo si sono distinti per equilibrio ed efficacia: qualità che hanno permesso di tutelare un diritto fondamentale dei cittadini, quello di manifestare pacificamente, nonostante il tentativo di alcuni soggetti di provocare disordini e violenze. Un pensiero di vicinanza e un augurio di pronta guarigione va agli operatori rimasti feriti. Le aggressioni che hanno subìto rappresentano un attacco all’intera comunità e i responsabili ne risponderanno. A tutte le donne e gli uomini in divisa che, con dedizione e spirito di servizio, hanno garantito l’ordine pubblico, e alle autorità di pubblica sicurezza impegnate in una complessa ed infaticabile attività di coordinamento, va la gratitudine e il riconoscimento unanime delle Istituzioni". (31 OTT - gci)





amministrazione