Con la quinta legge di bilancio, il Governo Meloni conferma una tendenza: il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale cresce meno della ricchezza del Paese. Il Fondo Sanitario Nazionale rfaggiungerà € 146,3 miliardi nel 2027, € 147,1 miliardi nel 2028 e € 148,2 miliardi nel 2029, ma il rapporto FSN/PIL previsto per il 2027 resta inferiore a quello del 2022 e scenderà sotto il 6% dal 2028. «La Manovra 2027 – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE – conferma che il Governo si avvia a chiudere la legislatura senza aver assicurato al SSN un rafforzamento strutturale. Dopo il netto incremento del 2026, infatti, la crescita del FSN torna a rallentare. La Legge di Bilancio prevede un aumento del FSN di soli € 7,1 miliardi nel triennio 2027-2029, a fronte degli oltre € 18 miliardi richiesti dalle Regioni. L’incidenza del FSN sul PIL scende al 6,11% nel 2027, per poi attestarsi sotto il 6% nel 2028-2029. Le Regioni devono così garantire i servizi con margini finanziari sempre più ristretti, scaricando sui cittadini una quota crescente del costo delle cure. Uno scenario ancora più preoccupante per un SSN sempre meno attrattivo per i professionisti sanitari, segnato da profonde diseguaglianze: nel 2025 i cittadini hanno speso di tasca propria oltre € 42,4 miliardi per curarsi e 5,6 milioni di persone hanno rinunciato a visite ed esami».
Secondo la Fondazione GIMBE la Manovra, dunque, disattende sia le richieste del Ministro Schillaci, che aveva indicato la necessità di € 5,5 miliardi aggiuntivi, sia quelle delle Regioni, che nella loro articolata proposta avevano chiesto € 6,8 miliardi per il 2027, € 5,5 miliardi nel 2028 e € 5,7 miliardi a partire dal 2029. Una scelta distante anche dal richiamo del Presidente Mattarella, che ha definito il SSN «un campo di assoluta priorità», da preservare e sviluppare come strumento fondamentale per garantire il diritto costituzionale alla salute. In vista della discussione parlamentare sul DdL Bilancio 2027, la Fondazione GIMBE ha condotto un’analisi indipendente delle risorse assegnate alla sanità, basata sul testo bollinato dalla Ragioneria Generale dello Stato. L’analisi distingue le nuove risorse da quelle già previste e ricostruisce il finanziamento anno per anno, confrontandolo con il PIL e con le previsioni di spesa sanitaria. (2 nov - red)
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