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direttore Paolo Pagliaro

ADDIO CONTE E ITURBE, MA “ALLEGRI” ALLA JUVE

“Vincere non è importante… è l’unica cosa che conta”: il motto del “presidentissimo” Giampiero Boniperti è stato inverato sul campo negli ultimi tre anni dalla Juventus di Antonio Conte e il nuovo allenatore bianconero Massimiliano Allegri non poteva che pronunciare quella parolina magica per provare a sciogliere il gelo (nel migliore dei casi) con cui è stato accolto dai tifosi della Vecchia Signora: “vincere”. A poche ore dall’addio shock di Conte, Allegri è stato presentato nella sala stampa dello Juventus Stadium, dopo aver siglato un contratto che lo legherà alla Juventus per due stagioni: “È stato un fulmine a ciel sereno quando sono stato contattato ieri per dare la mia disponibilità a guidare la squadra. Sono felice e so quanto sia importante il compito che mi è stato affidato. Da domani inizierò a lavorare insieme alla società e ai giocatori per costruire una stagione importante e vincente” spiega l’ex tecnico del Milan, parlando così del suo predecessore sulla panchina della Juve e dello scarso entusiasmo con cui è stato accolto dai tifosi il suo arrivo a Torino: “Lui ha rappresentato tanto da giocatore e da allenatore, in Italia ha dominato facendo cose straordinarie e capisco lo scetticismo dei tifosi, perché in un solo giorno la Juventus ha cambiato guida tecnica. Per conquistarli serviranno vittorie, lavoro, rispetto e professionalità. Ho vissuto quattro anni di Milan e penso di essere pronto per continuare la striscia di risultati ottenuta dalla squadra negli ultimi tre anni e cercare di migliorarla”.

 

 


“FAVORITI IN ITALIA, ALMENO I QUARTI IN CHAMPIONS”  -
“In Italia la Juve è favorita, perché viene da tre scudetti consecutivi e ci giocheremo il campionato sino in fondo” sottolinea l’allenatore livornese, che sposta anche l’asticella più in alto, lì dove l’anno scorso la Juve di Conte non è riuscita a tener fede al motto di Boniperti: “In Europa ci sono grandi club, ma con una strategia di mercato oculata e con l'organizzazione cercheremo di fare una grande Champions, come ad esempio ha fatto l'Atletico Madrid nella passata stagione. La Juve deve stare tra le prime otto squadre d'Europa, è un nostro dovere”. Naturalmente, nella conferenza stampa non potevano mancare domande su uno dei rebus legati all’arrivo di Allegri sulla panchina bianconera, ovvero la convivenza con Andrea Pirlo: “Il rapporto è ottimo – garantisce il tecnico – Andrea è un campione e con me nel Milan ha sempre giocato. Nella sua ultima stagione in rossonero è stato sfortunato per via di qualche infortunio, ha avuto difficoltà a recuperare e a fine campionato è passato alla Juventus, ma fortunatamente ora, dopo tre anni, lo ritrovo”. Allegri spiega che non farà rivoluzioni, ma graduali cambiamenti all’assetto tattico della squadra: “In questo momento stravolgerla sarebbe poco intelligente. Lavorerò sulle caratteristiche dei giocatori e porterò degli accorgimenti in base a queste. Cambiare un modulo che funziona non avrebbe senso”. “L’appagamento non esiste nel Dna della Juventus – assicura infine il tecnico – E poi, come diceva l'Avvocato, la prossima vittoria è sempre la più bella”. Insomma, anche ogni citazione ruota sempre intorno alla stessa parola: vincere.

 


MAROTTA: “VIDAL CE LO TENIAMO STRETTO” - Vicino al nuovo tecnico, in conferenza stampa, l’ad della società bianconera Giuseppe Marotta: “Con Conte si è chiuso un ciclo vincente, con Allegri ne vogliamo aprire un altro” ha affermato il dirigente, spiegando che la rottura con il tecnico dei tre scudetti consecutivi “si è consumata negli ultimi mesi: abbiamo tentato in tutti i modi di tenerci stretto Conte, c’è stato un confronto in cui da una parte c'era la volontà della società, dall'altra c'era la sua volontà di fermarsi e questo ha portato al tentativo di tenercelo. Ma quando si è presentato al raduno sono emerse ulteriori difficoltà, non legate al mercato o a motivi organizzativi, così siamo arrivati alla risoluzione del contratto”. Ma ora, è proprio sul mercato che si concentrano le principali preoccupazioni del popolo bianconero: “Vidal? Mai messo in vendita. E' un giocatore che ci è stato chiesto da club importanti, ma non ci siamo mai seduti al tavolo della trattativa, è uno dei maggiori attori della nostra squadra e ce lo teniamo ben stretto” spiega Marotta, che però puntualizza: “Poi sapete che da una parte c'è la società, dall'altra c'è il giocatore che è sempre quello che decide il suo futuro. Comunque mi sembra che Vidal abbia espresso anche ieri la sua felicità di rimanere, se questa felicità è vera, noi siamo strafelici di tenerlo”. E su Juan Manuel Iturbe, il giovane e talentuoso giocatore del Verona strappato dalla Roma alla Juve proprio nelle stesse ore in cui si consumava la rottura con Conte, l’ad premette che è un “grande giocatore”, ma che dopo “il repentino cambiamento della conduzione tecnica anche i giocatori che cerchiamo sono differenti”. Per far recuperare fiducia all’ambiente – che teme l’entusiasmo di una Roma protagonista sul mercato – serviranno però soprattutto dei giocatori “convincenti”, affinché Allegri possa reggere il peso del motto che recita che “vincere è l’unica cosa che conta”. Quel peso, forse, che il suo predecessore non riusciva più a sostenere.
(Roc – 16 lug)

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