Copenaghen - “Pink. Donne del progetto grafico italiano. Dalle origini alla contemporaneità” è il titolo della mostra, inaugurata il 15 gennaio a Copenaghen, nata da un’iniziativa del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, curata da AIAP, Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva, e organizzata dall’Istituto italiano di cultura fino al 16 marzo. La storia delle arti e delle professioni creative è stata a lungo raccontata da una prospettiva prevalentemente maschile. Pink, curata da Francesco E. Guida, docente del Politecnico di Milano, ricostruisce e presenta le figure e i contributi delle donne che hanno operato nella grafica italiana dagli anni Quaranta a oggi. Tra le protagoniste Anita Klinz, prima art director italiana, Jeanne Michot Grignani, Brunetta Mateldi Moretti, Lora Lamm, Claudia Morgagni, Simonetta Ferrante e Adelaide Acerbi, che contribuirono alla definizione dell’immagine dell’Italia negli anni del boom. Accanto a loro, le designer attive negli anni Settanta e Ottanta, tra cui Elisabetta Ognibene, Elena Green, Patrizia Pataccini e Michela Papadia, impegnate nella grafica di interesse pubblico e politico. Con gli anni Novanta e Duemila, l’avvento del digitale apre nuove frontiere e vede emergere personalità come Ginette Caron, Cristina Chiappini, Claude Marzotto e Silvana Amato - prima italiana membro di AGI, Alliance Graphique Internationale - oltre a Laura Viale, nota per le celebri copertine Millelire di Stampa Alternativa. (9colonne)
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