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In Italia il primo corso d’Europa in Ingegneria Biomedica Aerospaziale

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In Italia il primo corso d’Europa in Ingegneria Biomedica Aerospaziale

Bruxelles - Mercoledì sarà presentata la nuova offerta formativa del corso di Laurea magistrale in Ingegneria Biomedica dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara. Tra le novità presenti a partire dall’a.a. 2026-2027, il nuovissimo curriculum in Ingegneria Biomedica Aerospaziale, primo ed unico nel suo genere a livello nazionale ed europeo. Comprendere i problemi bioingegneristici legati alle missioni spaziali, e come risolverli, richiede competenze interdisciplinari ed abilità trasversali che risultano estremamente preziose anche nella professione “a terra” di un ingegnere biomedico. Il settore aerospaziale rappresenta un dominio di sviluppo molto importante, in cui i temi del fattore umano, della permanenza prolungata nello spazio o in ambienti confinati, delle modifiche biomeccaniche ed immunologiche, dell’ottimizzazione del payload dei sensori e dei bioequipaggiamenti richiedono competenze nuove ed avanzate, che il nuovo curriculum promette di promuovere e consolidare. “L’Ingegneria Biomedica Aerospaziale - spiega il professor Alessandro Fraleoni Morgera, Presidente del Corso di Studio in Ingegneria Biomedica della “d’Annunzio” - rappresenta una disciplina in rapida evoluzione, che avrà nei prossimi anni uno sviluppo vertiginoso, dato il crescente impegno del genere umano verso l'ambiente spaziale: basti pensare - sottolinea il professore- all'equipaggio di Artemis appena rientrato dalla "gita" intorno alla Luna, o agli ambiziosi piani di Elon Musk per la costruzione di una base lunare permanente nei prossimi dieci anni. Con questo nuovo corso la “d’Annunzio” si inserisce in un settore formativo in cui esiste una fortissima competizione, e punta a fornire agli attori aerospaziali - dalle aziende come Leonardo o Thales agli enti come ASI o ESA - dei professionisti in grado di gestire strumentazioni e procedure biomediche letteralmente ovunque, sia sulla Terra che sui moduli delle missioni spaziali che da qui a pochi anni cominceranno a diventare sempre più frequenti". (9colonne)


(© 9Colonne - citare la fonte)
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