Verrà inaugurata il 5 novembre a Londra, presso la galleria Robertaebasta, la mostra personale di quindici opere - tra dipinti e lavori tessili - dell’artista italiana Nicoletta Gatti dal titolo “A Trace to Start”, che rimarrà aperta fino al 15 dicembre. Al centro della ricerca di Nicoletta Gatti vi è un gesto apparentemente semplice: tracciare una linea. Per Gatti, tuttavia, la linea non è mai soltanto un espediente formale o il contorno di un’immagine prestabilita. È il punto da cui l’opera prende avvio, un gesto che si dispiega nel tempo, registrando il movimento del corpo e reagendo alle qualità fisiche e alla resistenza della materia che incontra. Nelle Tracce (ossia Traces), la linea resta intimamente legata alla superficie. Lavorando su supporti grezzi, tra cui lino e juta, Gatti lascia che la trama, la porosità e le irregolarità della materia influenzino il movimento e l’assorbimento del pigmento. I segni affiorano, scompaiono e riemergono. Negli Arabesque (ossia Arabesques), la continuità della linea si interrompe e si frammenta in sequenze, creando nuovi ritmi e forme alternative di ordine. Nelle opere tessili di Gatti, questa evoluzione assume una dimensione fisica. La linea diventa filo, acquista spessore e occupa uno spazio reale. Nei Pensieri (ossia Thoughts), il linguaggio visivo di Gatti diventa più raccolto e introspettivo. Nelle più recenti Morfologie di una Traccia (ossia Morphologies of a Trace) la linea può restringersi, espandersi, accumularsi o deviare, producendo gradualmente una configurazione anziché descriverne una preesistente. La forma emerge dall’incontro tra movimento, colore, superficie e contingenza. (9colonne)
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