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direttore Paolo Pagliaro

Leonardo da Vinci e la macchina dell’immaginazione

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

Leonardo da Vinci e la macchina dell’immaginazione

Per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci l’esposizione multimediale "Leonardo. La macchina dell’immaginazione", fino al 14 luglio, a Palazzo Reale, a Milano, presenta sette videoinstallazioni, di cui cinque interattive, che coinvolgono lo spettatore in un racconto di immagini e suoni che, a partire dal multiforme lascito di Leonardo, ci “parlano” tanto del suo, quanto del nostro tempo. Le grandi macchine scenografiche in uno uno spazio che immerge i visitatori nel mondo dell’immaginazione del genio di Vinci. Un mondo di macchine talvolta trasparenti come i suoi orizzonti, talvolta opache come la carta dei fogli di appunti. L’esperienza del visitatore passa dall’osservazione alla partecipazione, muovendosi tra forme che richiamano il rigore geometrico dei solidi platonici di Luca Pacioli e si rimodulano in strumenti utili. Questo mondo di macchine trasformate in dispositivi narrativi, di giganteschi fogli di appunti in attesa di essere risvegliati, accoglie il visitatore in una penombra da cui spiccano i colori del legno, della tela e della carta. L’interazione avviene con sistemi diversi: la modulazione della luce e della voce sono gli strumenti privilegiati. In quattro sezioni, infatti, il visitatore può scegliere alcune parole-chiave tratte dal lessico vinciano, che, una volta pronunciate, danno vita alle narrazioni video, in cui i disegni di Leonardo sono affiancati, percorsi o rivisitati da filmati talora iperrealistici, talora quasi astratti.

REGGIO EMILIA: LAND ART NELLA CASA DI CURA

Arte come terapia è una missione culturale fortemente consolidata per la Casa di Cura Privata Polispecialistica Villa Verde di Reggio Emilia che, in collaborazione con l'associazione culturale Gommapane Lab, promuove nei propri spazi esposizioni, installazioni e incontri. Fino al 14 luglio la struttura presenta una selezione di opere a tema naturalistico degli artisti Rodolfo Liprandi ed Ersilia Sarrecchia rispettivamente nel parco, negli spazi di accoglienza e nei corridoi della struttura. In particolare Liprandi è il vincitore del concorso di land art indetto da Gommapane Lab, con la installazione "Animal care". Ersilia Sarrecchia espone una quindicina di dipinti della serie "Wild", un "habitat" onirico nel quale tutta la composizione è attraversata da interferenze di colore generate da una gestualità istintiva in cui si inserisce la presenza animale, abitanti di terra, aria e acqua.

LATINA: LUIGI DI GIANNI, SCATTI DI MEMORIA

Una selezione di fotografie realizzate negli anni ‘60 e ‘70 in Italia e all’estero dal regista Luigi Di Gianni, recentemente scomparso, quali perlustrazioni legate a progetti di film. Immagini che propongongono appunti visivi, intimi, processuali. A partire da questi frammenti visivi, la mostra “Luigi Di Gianni. Sopralluoghi di memoria” - fino al 21 luglio a Latina, nella Palazzina di architettura razionalista ex Onmi (Opera Nazionale Maternità e Infanzia), ora sede territoriale della Soprintendenza, crea rimandi tra immagine fissa e immagine in movimento, indagando il dipanarsi di una produzione fotografica che trova il suo contraltare nella produzione filmica. In questo percorso incontriamo visioni che ci riportano ai temi centrali della ricerca filmica del regista, quali, ad esempio, la dimensione magico-religiosa o le atmosfere kafkiane. Allo stesso tempo, la mostra presenta uno sguardo inedito su altre realtà e contesti perlustrati e documentati per lavori poi non compiuti. Il percorso espositivo porta anche all’esplorazione della biografia personale e culturale di Luigi Di Gianni, dai suoi interessi giovanili per la musica espressi negli esercizi musicali, al suo amore per la filosofia, fino alle lavorazioni per sceneggiature.

ROMA: MALELINGUE DI PERIFERIA

In mezzo a un gruppo di signore intente a mangiare un gelato, una con gli occhiali spessi guarda dritto verso di noi. È, il suo, uno sguardo corale e inquisitorio, lo sguardo delle malelingue. Sembra di poter ascoltare i pensieri che stanno dietro a questo sguardo, che presto prenderanno aria in forma di chiacchiera e pettegolezzo, tra una cucchiaiata e l’altra di gelato. S’intitola “Le Malelingue” la personale di Domenico Ventura che Casa Vuota di Roma ospita fino al 21 luglio. Le stanze dell’appartamento del Quadraro trasformato in spazio espositivo, ancora rivestite di vecchie carte da parati sdrucite e strappate, sono l’ambientazione ideale per i racconti a volte iperbolici e a volte boccacceschi che Domenico Ventura dispiega nelle scene della sua pittura e sembrano riempirsi degli echi di un vociare di paese. La voce di Altamura, sulle Murge pugliesi, terra d’origine dell’artista, ma anche la voce di Roma, dei suoi quartieri e delle sue borgate. Che siano ambientate tra i mobili di una casa oppure che siano scorci di esterni, vedute di piazza, feste di popolo, scenari campestri, le narrazioni vernacolari di Ventura sono caratterizzate da una dovizia di particolari e da un gusto della deformazione, dell’iperbole, dell’esasperazione, in universo figurativo bizzarro, assurdo e surreale.

VENEZIA: ANESE CHO, SCULTURE FEMMINISTE

Per molte generazioni le donne hanno dovuto lottare per i propri diritti in un mondo patriarcale e dominato dagli uomini, dovendo dividersi tra la loro carriera e la vita domestica come mogli e madri. In modo molto concreto, questa è la frammentazione che si ritrova nelle opere di Anese Cho che, sotto il titolo appunto di “Fragmentation”, le espone presso Laboratorium-Venezia, fino al 22 luglio. Il ruolo “frammentato” della donna vissuto come madre, moglie, figlia, donna in carriera è una delle ispirazioni alla base delle sculture 3D e murali di Cho realizzate con superfici molto lisce, come il raso di seta, e su tonalità contrastanti come il rosso e il nero ottenendo una consistenza scintillante. Le scelte del rosso e del nero sono come i due lati della stessa moneta, proprio come nella ruota dei colori in cui il nero, che è mix di tutti i colori, rappresenta la morte, e il rosso può significare al contempo sia la vita che la morte.

VENEZIA: ALBERTO BIASI, OTTICA CINETICA

Fino al 18 luglio, in occasione della 58.ma Biennale di Venezia, Palazzo Ferro Fini ospita la mostra “Alberto Biasi. Tra realtà e immaginazione”. Promossa dal Consiglio Regionale del Veneto in collaborazione con l’Archivio Alberto Biasi e la Fondazione Alberto Peruzzo, l’esposizione rende omaggio a uno dei protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento, Alberto Biasi, ripercorrendone la sessantennale carriera attraverso la presentazione di una selezione di opere opere storiche e grandi opere recenti appartenenti a quattro diversi cicli di produzione: Torsioni – opere generalmente bicromatiche sviluppate su forme geometriche classiche, realizzate con strisce in pvc combinate in modo da creare effetti percettivi cangianti, a seconda dello spostamento del punto di vista dello spettatore; Ottico Cinetici - opere che trovano già nella definizione il senso della poetica di Biasi: la ricerca, attraverso la scienza antica dell'ottica, di un dinamismo percettivo ed emotivo; Politipi – lavori realizzati tra la seconda metà degli anni Sessanta e la fine degli anni Novanta, caratterizzati dalla sovrapposizione di più piani e dall’intreccio multiplo di listelli; Uniche Tele – lavori recenti la cui particolarità si colloca nella lavorazione: si tratta di opere dipinte sul retro della tela e, solamente grazie al taglio e alla torsione di questa, il disegno sottostante diviene visibile.

ROMA: FRANKENTHALER, PENNELLATE NELL’ACQUA

Helen Frankenthaler è da tempo riconosciuta come una delle più grandi artiste americane del 20mo secolo. Figura di punta della seconda generazione di pittori astratti americani del dopoguerra, è famosa per il suo ruolo fondamentale nella transizione dall’Espressionismo astratto al movimento Color Field. Con la sua invenzione della tecnica soak-stain, ha ampliato le possibilità della pittura astratta, rifacendosi a volte anche al figurativo e al paesaggio in modo unico. In concomitanza con l’esposizione dell’artista a Palazzo Grimani, durante la Biennale di Venezia, la galleria Gagosian di Roma presenta, fino al 19 luglio, la mostra “Sea Change£ che comprende 12 tele dipinte tra il 1974 e il 1983 fortemente influenzate dagli ampi panorami e dal movimento delle maree dei paesaggi della casa dell’artista - scomparsa nel 2011 - affacciata sulle acque del Long Island Sound. Una delle prime tele di quegli anni, Ocean Drive West #1 (1974), si riferisce esplicitamente all’oceano con le sue bande orizzontali fluttuanti, che sembrano arretrare di fronte a una distesa blu trasparente. In Jupiter (1976) e Reflection (1977), le pennellate sono dense e verticali, e sembrano essere sul punto di dissolversi. In entrambi questi dipinti, i colori caldi della terra sono in contrasto con il blu-verde acqueo, evocando l’incontro tra terra e acqua. Le tele di grande formato Tunis II e Dream Walk Red (entrambe del 1978), esprimono un forte senso di calore, con densi strati di rosso scuro, rosa, cremisi, terra di Siena e rosso scarlatto. In questo periodo Frankenthaler lavora sul concetto di “fare di più per ogni immagine” per creare opere allo stesso tempo più complesse e complete.

ROMA: ABRAMOVIĆ E ACCARDI

Nuove opere vanno ad arricchire la mostra “Donne corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione”, in corso con successo fino al 13 ottobre alla Galleria d’Arte Modena di Roma, attraverso gli omaggi a due importanti artiste contemporanee. Marina Abramović (fino al 21 luglio) presenta il video originale della performance realizzata d insieme a Ulay, Imponderabilia, il 2 giugno 1977 presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna. I due - storici - corpi nudi, l’uno di fronte all’altro, dei due performer a scandire l’entrata del pubblico nel museo. A seguire Carla Accardi (dal 23 luglio all’1 settembre), in mostra con una serie di importanti opere dei decenni Settanta e Novanta, fra i quali alcuni bozzetti originali inediti e/o da molto tempo non esposti. Inoltre nel chiostro/giardino, il 18 luglio, reading di poesia di Lucianna Argentino, Stella Cacciamani, Antonella Maria Carfora, Patrizia Chianese, Enza Cigliano, Laura Colombo, Rossana Coratella, Stefania Di Lino, Raffaella Lanzetta, Maria Teresa Laudenzi, Carolina Lombardi, Stefania Lubrani Fiore, Camelia Mirescu, Maria Grazia Savino, Italia Talamonti. Ed un omaggio alle poetesse Flavia Falduto (1960-1980) ed Antonia Pozzi (1912-1938).

VICENZA: LE FORME DEL MITO

Fino al 14 luglio a Palazzo Leoni Montanari, a Vicenza, la mostra “Mito. Dei ed eroi” celebra i vent’anni di attività della sede vicentina delle Gallerie d’Italia, il polo museale di Intesa Sanpaolo. L’esposizione indaga la fortuna e l’esemplarità della mitologia classica, anche grazie all’eccezionale percorso iconografico delle decorazioni pittoriche e a stucco che caratterizzano l’architettura del palazzo. Partendo dalla rappresentazione di miti e personaggi eroici nell’antichità, il progetto espositivo mette in luce la fortuna della tematica mitologica nei secoli, a partire dalla Grecia, dalla Magna Grecia e da Roma fino al Classicismo dell’età barocca e alle diverse stagioni, tra Sette e Ottocento, del Neoclassicismo. Il piano nobile del Palazzo ospita oltre 60 opere, di cui molti capolavori in prestito come lo straordinario Mecenate presenta le Arti Liberali ad Augusto di Giovan Battista Tiepolo, dall’Hermitage di San Pietroburgo con cui Intesa Sanpaolo ha un accordo triennale di collaborazione. Apollo, Atena, Marsia, Niobe, Alessandro Magno, Ercole e Achille sono i protagonisti di un avvincente viaggio nel tempo e nello spazio architettonico, in un incessante rimando sul piano figurativo e iconologico tra i soggetti delle decorazioni e le opere in mostra, alla scoperta dei significati religiosi, morali e culturali che il mito ha assunto in tempi e contesti diversi. I vasi dipinti della collezione di Intesa Sanpaolo dialogano con sculture e affreschi dell’arte greco-romana, analizzando gli aspetti produttivi e figurativi, l’influenza e la traduzione in immagine dei soggetti più celebri, le interpretazioni proposte per lo stesso mito da pittori e scultori.

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