Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Firenze: un agosto
di meraviglie

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

Firenze: un agosto <br> di meraviglie

Negli spazi della reggia di Palazzo Pitti, a Firenze, in corso due mostre: ‘Romanzo breve di moda maschile’, organizzata in collaborazione con Fondazione Pitti Immagine discovery, che porta alla Galleria del Costume trent’anni di storia del fashion style per uomo; e ‘Omaggio a Cosimo. Una biografia tessuta’, per celebrare i cinquecento anni dalla nascita di Cosimo I de’ Medici, con gli sfarzosi arazzi che raccontano episodi della sua vita in Sala Bianca e in sala delle Nicchie. Nel giardino di Boboli sono installate le grandi sculture polimorfiche del britannico Tony Cragg, uno degli esponenti di spicco nel panorama dell’arte contemporanea. Nella Limonaia, è allestita la mostra ‘Costruire un capolavoro: la Colonna Traiana’ : attraverso reperti d’epoca romana e ricostruzioni moderne i visitatori possono comprendere le tecniche di costruzione di questo miracolo dell’ingegneria civile dell’antichità, e ripercorrere il viaggio dei colossali blocchi marmorei che lo compongono, dalle cave di Luni fino al porto di Roma percorrendo 200 miglia marine, e poi risalendo il Tevere fino alla capitale.

SPECIALE MOSTRE / ARZACHENA: IMMERSIONE NELLA CIVILTA’ NURAGICA

Nuragica - primo parco “open air” in Sardegna interamente dedicato alla civiltà nuragica - torna in Gallura con una veste ancora più immersiva. “Il più sorprendente viaggio nel tempo fra ricostruzioni e realtà virtuale” si presenta per l’edizione estiva nel borgo arzachenese di Cannigione con un vero e proprio percorso multisensoriale nell'età dei Nuragici, il popolo che in Sardegna, intorno al 1700 avanti Cristo, diede vita a una delle civiltà più evolute del Mediterraneo occidentale. Il percorso, allestito ad hoc in un’area di circa 1500 metri quadri posta in una delle vie più trafficate del centro turistico che si affaccia sul Golfo di Arzachena, si snoda all’interno di un parco all’aperto dove villaggi, nuraghi e zone di culto prendono vita grazie alle spettacolari scenografie e ambientazioni. Il tour guidato all’aperto e la Realtà Virtuale Immersiva offrono ai turisti un’esperienza emozionale unica capace di attivare quel giusto interesse per la storia millenaria dell’Isola fino alla sua riscoperta. Il progetto realizza un network con l’area archeologica di Arzachena per valorizzarne l’unicità e, nel contempo, per creare un effetto di propagazione verso l’intero patrimonio culturale sardo. Nel nuovo format si potrà così apprezzare l’imponenza architettonica e le abilità degli antichi sardi che circa 3500 anni fa costruirono più di 10 mila nuraghi, centinaia di pozzi sacri e tombe dei giganti. Grande spazio, inoltre, verrà dedicato ai laboratori didattici per le scuole del territorio che, a settembre e ottobre, potranno vivere in prima persona la storia della Civiltà Nuragica in modo diverso. Grazie alla collaborazione con l’Agenzia Forestas, lungo il percorso sarà possibile scoprire le tipicità dell’ambiente mediterraneo.

ROMA: POLLAK, UN GRANDE ARCHEOLOGO AD AUSCHWITZ

Al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco di Roma, fino al 15 settembre, una esposizione dedicata all’archeologo e mercante d’arte Ludwig Pollak che racconta la storia professionale e personale del grande collezionista, le sue origini nel 1868 nel ghetto di Praga, gli anni d’oro del collezionismo internazionale fino alla tragica fine nel 1943 nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Le opere in mostra in “Ludwig Pollak. Archeologo e mercante d'arte” - oltre cento tra dipinti, sculture antiche, vasi greci, acquerelli, libri rari e fotografie d'epoca, inediti documenti d’archivio - ripercorrono la storia professionale e personale del grande collezionista e studioso in occasione dei 150 anni dalla nascita e a 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia. Archeologo, grande connoisseur, tra i più importanti mercanti d'arte dell'epoca, Ludwig Pollak è ricordato anche per importanti scoperte, tra cui il ritrovamento del braccio originale del Laocoonte e dell’Atena di Mirone. La sua appartenenza al mondo culturale e religioso ebraico ha inoltre favorito i suoi legami di amicizia e collaborazione con eminenti personalità della cultura viennese di fine secolo, in particolare con Sigmund Freud. Purtroppo l’origine ebraica ha anche comportato il tragico epilogo della sua vita ad Auschwitz, dove è stato deportato con la moglie e due figli nel 1943.

ROMA: UNA ARCA PER 191 VOLTI

In mostra al Museo di Roma in Trastevere, fino all’8 settembre, l’Arca di Cristiano Quagliozzi e Milena Scardigno, un unico grande disegno su tela (cm 200×300) che raccoglie le tante storie dei suoi passeggeri, che si sono guadagnati la preziosa “carta d’imbarco” rilasciata dagli autori, a seguito di un entusiasta invito a salire e a iniziare il viaggio fantastico. Un’esperienza – non solo artistica – iniziata nel 2015 e terminata nel 2017. Cristiano Quagliozzi ha ideato l’intero progetto, in veste di architetto e autore della struttura dell’Arca, applicando la sua nota abilità nel racconto disegnato e nella favola del proprio immaginario già magnificamente espressa nei libri. Quando gli uomini non avevano le ali (2014) e Orizzontale/Verticale. Libere visioni e interpretazioni (2016); Milena Scardigno, disegnatrice e ritrattista, interessata da sempre a progetti riguardanti la fisionomia, ha lavorato soprattutto alla caratterizzazione dei personaggi con fotografie da lei stessa scattate e tradotte in disegno. 191 per la precisione, sono, infatti, persone effettivamente esistenti, con cui gli autori hanno intrattenuto rapporti reali. Per fissarli in un attimo speciale è stato chiesto loro un gesto che li caratterizzasse. Poi, per arruolarli nell’impresa e trasformarli in passeggeri dell’Arca, è stata consegnata loro una “carta d’imbarco” nominale, timbrata e numerata al costo di dieci euro, con la quale si è finanziato un Progetto che include anche la pubblicazione del libro illustrato. La mostra è accompagnata da una ricca esposizione di disegni, documenti e fotografie che hanno contribuito alla realizzazione dell’Arca.

SIENA: I GRANDI RITRATTI DI HELMUT NEWTON

Presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di San Gimignano, nel senese, esposta fino all’1 settembre una grande esposizione dedicata ad uno dei fotografi più importanti e celebrati al mondo. Matthias Harder, curatore della Helmut Newton Foundation di Berlino, ha selezionato 60 fotografie con lo scopo di presentare una panoramica, la più ampia possibile, della lunga carriera del grande fotografo tedesco. Apre “idealmente” l’esposizione il ritratto di Andy Wharol realizzato nel 1974 per Vogue Uomo, l’opera più tarda è invece il bellissimo ritratto di Leni Riefenstahl del 2000. In questo lungo arco di tempo Newton ha realizzato alcuni degli scatti più potenti e innovativi del suo tempo. Dei numerosi ritratti a personaggi famosi del Novecento sono visibili circa 25 scatti, tra i quali quello a Gianni Agnelli (1997), a Paloma Picasso (1983), a Catherine Deneuve (1976), ad Anita Ekberg (1988), a Claudia Schiffer (1992) e a Gianfranco Ferrè (1996). Delle importanti campagne fotografiche di moda, invece, sono esposti alcuni servizi realizzati per Mario Valentino e per TierryMugler nel 1998, oltre a una serie di importanti fotografie, ormai iconiche, per le più importanti riviste di moda internazionali. Il tema ricorrente delle sue foto è la vita strabordante di eccentricità, bellezza, ricchezza, erotismo e arte culinaria. Egli ha utilizzato e contemporaneamente interrogato i cliché visivi, a volte arricchendoli di autoironia o sarcasmo, ma sempre restandovi in empatia. Newton è riuscito a unire la nudità e la moda in maniera sottile, con un senso di eleganza senza tempo. Il suo lavoro può essere considerato pertanto la testimonianza e l’interpretazione del mutevole ruolo delle donne nella società occidentale. Il senso estetico di Newton è riscontrabile in tutti gli aspetti del suo lavoro, ma è in particolare nella moda, nella ritrattistica e nella fotografia di nudo dove raggiunge vette inarrivabili. Le donne sono al centro del suo universo, consacrando, con la sua arte, personalità del calibro di Paloma Picasso, Ornella Muti, Catherine Deneuve e Carla Bruni, solo per citarne alcune.

Durante la sua permanenza a Parigi, negli anni '70 e '80, Newton affina il suo stile, sfidando scherzosamente le convenzioni e i tabù. In questo periodo la fotografia di moda comincia ad attirare un pubblico sempre più ampio - aumentando la popolarità di libri fotografici e mostre sull’argomento - resa ancora più attraente dalla partecipazione di influenti fotografi come Richard Avedon, Irving Penn, William Klein e lo stesso Helmut Newton e dalle loro originalissime interpretazioni. Dalla metà degli anni Ottanta i lavori di Newton subiscono un cambiamento: le fotografie cominciano a prendere la forma di una vera e propria narrazione fotografica. Tra i lavori più rappresentativi di narrativa visuale: le campagne in bianco e nero per Villeroy&Boch (1985), una serie di fotografie a colori con Monica Bellucci per Blumarine (1998) e diversi scatti per un calendario di riviste sportive (2002), dove giovani donne vestite in bikini non sono raffigurate in spiaggia ma nel deserto. Negli ultimi anni della sua carriera Newton intensifica la collaborazione con le edizioni tedesche, americane, italiane, francesi e russe di Vogue, ambientando i set fotografici principalmente a Monte Carlo. Una location privilegiata per le sue fotografie sarà il garage della sua casa a Monaco, dove le modelle e le auto parcheggiate vengono disposte come in un elegante dialogo visivo, trasformando un luogo apparentemente banale in una originale sala di posa.

VERSILIA: L’ARTISTA DELLE NUOVE DIPENDENZE DIGITALI

Al Palazzo Mediceo, Patrimonio Mondiale Unesco, di Seravezza in Versilia, fino al 15 settembre la prima personale in Italia dell'artista americana Rachel Lee Hovnanian. La mostra “Open Secrets”, organizzata da Pechersky Family Foundation di Londra in collaborazione con Galleria Poggiali e la Fondazione Terre Medicee, abbraccia gli ultimi dieci anni di lavoro di questa artista poliedrica e multidisciplinare, da sempre legata alla Versilia, che combina pittura, scultura, installazioni interattive, opere su carta e videoarte. L’esposizione propone una personale ricerca artistica sulla dipendenza dai social media e dall’abuso di sostanze, come l’alcool e le pressioni della società contemporanea attraverso un obiettivo femminile che si spinge alla perfezione. Presentati 31 lavori tra installazioni, opere e sculture che svelano le doppie esistenze che si sono evolute online attraverso l'avvento della rivoluzione digitale. In particolare la video installazione l"Swipe Left, Swipe Right" è dominata da volti trasformati in emoji. Seguendo la genesi delle piattaforme dei social media e l'ubiquità degli smartphone, Hovnanian ha poi creato "Dinner for Two", una installazione che mostra un lungo tavolo da pranzo. Seduti alle due estremità ci sono due commensali, rappresentati con le loro immagini su uno schermo. Piuttosto che guardarsi, i due personaggi passano la maggior parte del tempo a guardare i loro telefoni. L'audio dell'installazione riproduce solo i suoni di notifica digitale. Con la video installazione dal titolo "C.R.E.E.P.S.", l’artista racconta con il suo stile in che modo offriamo le nostre informazioni personali in cambio dell'opportunità di partecipare alla “piazza” virtuale. Con la serie "Happy Hour", "House of Empty Bottles" e la scultura "Taped Shut", Hovnanian esprime poi la sua drammatica esperienza personale di donna cresciuta in una famiglia dove gli effetti della dipendenza, in questo caso l’alcool, sono stati occultati dalle pressioni sociali dirette ad offrire malgrado tutto un'immagine di perfezione. Una monumentale scultura in marmo di Carrara, "Beauty Queen Totem", è sistemata inoltre nel prato davanti al Palazzo.

“Ho concepito e realizzato questa mostra – spiega Rachel Lee Hovnanian - per avviare dialoghi complessi sulle relazioni moderne con la tecnologia. Con le mie opere voglio sfidare gli spettatori a confrontarsi con il potenziale futuro della comunicazione digitale, e sul ruolo che potrà avere l’umanità”. “Rachel Lee Hovnanian è una delle prime artiste ad aver toccato il tema della dipendenza dei social media – spiega la curatrice Annalisa Bugliani –, infatti da anni ha capito che questi strumenti hanno cambiato e stravolto la nostra vita ed ed è la forma di dipendenza più forte che travolgerà tutto”. “Open Secrets” è un progetto espositivo che ha fatto tappa anche fino a luglio alla Galleria Poggiali di Pietrasanta mentre, fino a metà settembre, il giardino della boutique Malo di Forte dei Marmi presenta la installazione NND Immersion Room diventando lo scenario di un’esperienza forte immersiva. Infine, un’opera dell’artista si trova esposta a Forte dei Marmi in Piazza Tonini.

(© 9Colonne - citare la fonte)