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direttore Paolo Pagliaro

Cuneo: profumi e misteri alchemici

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

Cuneo: profumi e misteri alchemici


Una Idea vacanze per amanti dei profumi: una gita alla bella cittadina di Savigliano (Cuneo) per visitare il Múses - Accademia delle essenze e la mostra “Ars Regia. La Granda alchemica”, allestita all'interno delle auliche sale di Palazzo Taffini d’Acceglio. La mostra racconta una tradizione ermetica particolarmente viva nella provincia Granda, il cuneese. Tra le otto sezioni quella intitolata "L'Aroma del Sacro" è composta da un’installazione “alchi-mistica” con 24 olfattori in vetro per far scoprire ai visitatori profumi in qualche modo connessi alle note dell'incenso e/o all'Ars Regia (uno dei tanti nomi dell'alchimia). Fin dall'etimo per fumum (letteralmente "attraverso il fumo") l'utilizzo di aromi essenziali come l'incenso nei rituali è infatti collegato al "senso del sacro". Tra i profumi "in mostra": Alchimista (Discovery Collection), Cardinal (Heeley), Incense Avignon (Comme des Garcons), La liturgies des heures o Vitriol d'oillet (Serge Lutens), Laus, Unum (Filippo Sorcinelli), Mystic (Marilyn Miglin's).

FABRIANO: GENTILESCHI, CARAVAGGESCO ELEGIACO

La Regione Marche, il ministero per i Beni e le Attività culturali, il Comune di Fabriano e Anci Marche presentano la mostra “La luce e i silenzi: Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche del Seicento” che, fino all’8 dicembre, coinvolge non solo la Pinacoteca Civica Bruno Molajoli di Fabriano, ma anche il Duomo e la Chiesa di San Benedetto. L’esposizione fa parte del progetto “Mostrare le Marche “, nato dal protocollo d’intesa fra la Regione, il Mibac, l’Anci Marche, la Conferenza Episcopale e i Comuni di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Loreto, Matelica e Fabriano per promuovere la conoscenza e lo sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 2016. E’ il capitolo conclusivo di un ciclo di 5 grandi esposizioni che hanno già interessato Loreto, Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Matelica. Ora è Fabriano e il suo territorio - dopo l’esposizione su Gentile da Fabriano nel 2006 e il prestigioso riconoscimento ricevuto da ll’Unesco - a raccontare un altro grande artista - Orazio Gentileschi - che lavorò e soggiornò nelle Marche nel secondo decennio del Seicento, puntando i riflettori sulla sua attività marchigiana con importanti scoperte, confronti, anche inediti, e un ulteriore approfondimento del rapporto di Gentileschi con Caravaggio e l’influenza che questo suo caravaggismo ebbe sulla regione. Un pittore commovente, caravaggesco elegiaco e limpido, che rivela uno speciale focus nel momento fabrianese e marchigiano.

La mostra riunisce i capolavori realizzati tra Ancona (1606 - 1607) come la sublime Circoncisione , con quelli del periodo fabrianese (1613 - 1619), con La Vergine del Rosario oggi nella Pinacoteca Civica, la Visione di Santa Francesca romana oggi a Urbino (Galleria Nazionale delle Marche), l’intensa Maddalena per l’Università dei Cartai, nucleo di una stanza tematica in cui Gentileschi viene messo a confronto con Guerrieri, il grande caravaggesco marchigiano cui è riservata una mostra nella mostra, Baglione, Turchi, Valentin, Vouet, Cagnacci e molti altri . Infine , le opere del la Cattedrale di San Venanzio, tra cui la Crocefissione , e della Chiesa di San Benedetto, contesti ricchissimi , sono parte integrante del progetto e del percorso espositivo e riflettono, a gradazioni diverse, la conversione caravaggesca dell’artista. Quest’ ultima rappresenta un tema focale della mostra e di grande suggestione, la cui analisi viene proposta per la prima volta in relazione alle Marche, terra dove Caravaggio è grande assente in quanto ad opere, se pur documentate, ma presentissimo nel lascito di Gentileschi e compagni. La mostra, anche grazie a novità di opere e documenti, alcuni sorprendenti, sia per quanto riguarda Gentileschi che per altri protagonisti, allarga l’indagine sul territorio per gettare luce su incontri, incroci e incidenze dei numerosi artisti che, nel ‘raggio di Caravaggio’, ne hanno diffuso la dirompente novità in territorio marchigiano.

ROMA, FRANK HOLLIDAY E IL CLUB 57

Al Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese, fino al 13 ottobre, con la mostra “Frank Holliday in Rome” fa il suo primo ingresso in un’istituzione museale italiana uno degli artisti del Club 57. Dallo storico locale dell’East Village, al quale recentemente il MoMA di New York ha dedicato una grande mostra, sono passati, infatti, tutti i protagonisti della scena artistica degli anni Settanta e Ottanta, da Andy Warhol a Keith Haring, da Kenny Scharf allo stesso Holliday, che proprio durante quel periodo conquistò un posto di primo piano nel panorama pittorico astratto. Le 36 opere sono state dipinte nell'estate del 2016 nello studio vicino a Piazza Navona dove Holliday ha lavorato alacremente ispirandosi alle opere dei grandi maestri della storia dell’arte. Il percorso espositivo comprende anche la proiezione del film inedito di Anney Bonney "Roman Holliday".

ROMA: I TESORI DEL SICHUAN

Ai Mercati di Traiano di Roma prosegue, fino al 18 ottobre, “Mortali Immortali, tesori del Sichuan nell’antica Cina” con reperti in bronzo, oro, giada e terracotta, databili dall’età del bronzo (II millennio a.C.) fino all’epoca Han (II secolo d.C.) provenienti da importanti istituzioni cinesi. L’esposizione è realizzata sotto la guida dell’Ufficio Provinciale della cultura del Sichuan e patrocinata dall’ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia. L’intento della mostra è far conoscere i tratti evocativi della cultura del popolo Shu, raccontata attraverso i suoi oggetti più significativi, come le misteriose maschere in bronzo provenienti dagli scavi archeologici del sito di Sanxingdui. Un percorso straordinario nella vita sociale e nel mondo spirituale dell’antico popolo Shu, che proprio su questa terra nel sud-ovest della Cina ha creato una civiltà unica. Sono esposte eccezionali opere in bronzo, oro, giada e terracotta – databili dall’età del bronzo (II millennio a.C.) fino all’epoca Han (II secolo d.C.) – rinvenute nei siti di Sanxingdui e Jinsha (solo per citarne alcuni) e provenienti da importanti istituzioni cinesi come il Museo di Sanxingdui, il Museo del Sito Archeologico di Jinsha, il Museo del Sichuan, il Museo di Chengdu, l’Istituto di ricerca di reperti e archeologia di Chengdu, il Museo di Mianyang, il Museo Etnico Qiang della Contea di Mao. Come le origini di Roma sono state legate al Tevere, così la nascita del popolo di Shu è stata segnata dallo scorrere dello Yangtze, il Fiume Azzurro.

Il Fiume Azzurro costituisce il filo conduttore della mostra ed è significativamente tracciato sull’installazione dorata ispirata a un dragone cinese che invaderà lo spazio centrale della Grande Aula, accogliendo i visitatori. Questo e altri effetti scenografici potenziati dal contesto monumentale dei Mercati di Traiano esalteranno gli straordinari reperti, che per la prima volta sono presentati in un’esposizione così estesa in Europa, ora a Roma dopo la tappa di Napoli. Il percorso della mostra guida il visitatore alla scoperta dell’antica civiltà del Sichuan attraverso opere di inestimabile valore accompagnate da ricostruzioni digitali, foto, video e diversi strumenti interattivi utili alla conoscenza del processo di rinvenimento e alla delineazione dello sviluppo temporale di questa antica civiltà cinese. Circondato da statue e vasi rituali, da statuette in terracotta ed enigmatiche maschere di bronzo, il pubblico impara a conoscere i tratti distintivi del popolo Shu, andrà alla scoperta della sua genesi e dell’evoluzione degli elementi religiosi e sociali, senza tralasciare la sua naturale predisposizione alla creatività, all’eleganza e alla bellezza riscontrabile negli elementi decorativi in oro, nelle opere in giada o nei reperti unici come il cavallo di Mianyang e il sole di Jinsha.

Davanti alla varietà di oggetti di uso comune, ai raffinati recipienti in legno laccato, ai particolari ritratti su mattone, si ha la possibilità di percepire l’elevata qualità raggiunta dalla produzione artigianale durante la dinastia Han nonché comprendere la visione del popolo Shu riguardo ai temi della vita e della morte. Un atteggiamento romantico e ottimista di una popolazione non solo ricca ma anche profondamente pacifica. Il progetto espositivo sarà articolato in due sezioni con altrettante tematiche racchiuse in una suggestiva visione d’insieme. La prima, dedicata alla Cultura religiosa dello stato di Shu, si concentra sul mondo spirituale raccontando i riti di un popolo dedito al culto del Sole attraverso le maschere di bronzo provenienti dagli scavi del sito di Sanxingdui. La seconda sezione, invece, tratta La vita quotidiana del popolo Shu, ricostruendo le trame commerciali sviluppate nell’area del Sichuan attraverso bassorilievi su mattone della dinastia Han, figure umane e figurine di animali in ceramica. Alle 130 opere esposte a Napoli, Roma vede eccezionalmente aggiunti 15 nuovi prestiti, tra i quali spiccano le due maschere e una testa di bronzo di Sanxingdui, ognuna fortemente caratterizzata. In particolare, una si differenzia da tutte le maschere finora rinvenute nel sito per la resa del viso più delicata e per il velato sorriso, elementi che hanno fatto pensare agli studiosi che rappresenti una divinità dell’antica cultura Shu.

SIRACUSA: “CARAVAGGIO EXPERIENCE”

Fino al 10 gennaio il Palazzo della Soprintendenza di Siracusa presenta “Caravaggio. Per una crocifissione di Sant’Andrea”. La mostra è una vera e propria “Caravaggio experience” che vede al centro del progetto espositivo la “Crocifissione di Sant’Andrea” di Michelangelo Merisi da Caravaggio, dalla collezione Spier Londra (già collezione Back Vega). L’opera la cui proprietà è di un fondo privato è stata esposta al museo di Cleveland nel 2017 in occasione del restauro dell’altra versione della “Crocifissione di Sant’Andrea” di proprietà del museo americano. In quella occasione è stato possibile effettuare tra i principali studiosi al mondo di Caravaggio il confronto tra le due opere. Nell’ambito dello spazio espositivo, grazie alla collaborazione del Polo Museale di Messina per i siti culturali, possono essere apprezzate due opere di Mario Minniti, grande amico di Caravaggio, che ospitò nel suo periodo siciliano: “Miracolo della vedova di Naim” e “Maddalena ai piedi della croce”. Il percorso è arricchito da un itinerario nell’ipogeo di piazza Duomo, a pochi passi dalla mostra. Qui proiezioni immersive e suggestioni sonore accompagnano il visitatore lungo un percorso incentrato su due tematiche principali: il soggiorno siciliano dell’artista ed il tormento che ha caratterizzato i suoi ultimi anni di vita. Le opere riprodotte “in movimento” lasciano spazio al tema della condanna che anticipa il viaggio in Sicilia segnando la vita e la produzione del Merisi. Attraverso la tecnologia del 3D mapping il visitatore ha modo di rivivere l’esperienza traumatica della fuga dell’artista, ripercorrendo il viaggio in mare tra Malta e la Sicilia, mentre l’ultima parte della “Caravaggio Experience Sicily” è dedicata al "Caravaggio regista ante-litteram”. La realtà virtuale consente, infine, al visitatore di intrufolarsi in un’antica taverna dove trova il maestro intento a lavorare sul siciliano Seppellimento di Santa Lucia.

NOTO: L’ARTE “IMPOSSIBILE” DEL ‘900

Il Futurismo, il Cubismo, la Metafisica, Dada, il Surrealismo, sono i principali movimenti rivoluzionari del Novecento. La mostra “L’Impossibile è Noto” espone, fino al 15 novembre, i principali artisti di questi movimenti che sempre sperimentarono andando alla ricerca dell’inaudito e di quanto fino ad allora era stato ritenuto “impossibile” nell’arte. L’esposizione, costituita da oltre 100 opere, provenienti da fondazioni, archivi e importanti collezioni private, è ospitata al Convitto delle Arti di Noto e si articola in 10 tappe: l'invenzione del movimento nella foto- grafia e nella pittura, Futurismo e Cubismo, Metafisica e Dada tra Europa e Italia, Surrealismo, il Futurismo negli anni trenta; tra volo-sogno e cosmo, Astrattismo e Astrattismo lirico, Mirò e Depero, l'Astrattismo e la materia, Dalì-stravaganze, focus sul futuro. al Convitto delle Arti Noto Museum, aspetta il suo pubblico per proporre cento opere firmate De Chirico, Dalì, Mirò,Picasso, Braque, Kandinskij, Masson, Max Ernst. La mostra, prodotta da Sicilia Musei ed inserita fra i grandi eventi della Regione Siciliana, si conclude con un tributo a Salvador Dalì, per la ricorrenza dei 30 anni dalla sua scomparsa, con una sala appositamente dedicata all'artista spagnolo, dove sono esposte opere particolari, bozzetti ,oggetti e varie stravaganze shakerate in un collage multimediale.

(© 9Colonne - citare la fonte)