Roma, 5 mag - Con un intervento sul Sole 24 Ore, il ministro degli Esteri Franco Frattini è tornato sulla riforma del ministero degli Esteri approvata nei giorni scorsi dal Consiglio del ministri. “In questi giorni – scrive Frattini nel suo articolo - abbiamo potuto constatare, nel bene e nel male, come la stabilità economico-finanziaria, la proliferazione nucleare, il terrorismo, la criminalità transnazionale, la povertà, il clima, l'energia, abbiano portata davvero globale e richiedano risposte collettive e tempestive. In un'epoca di incessanti e profondi mutamenti, anche sul piano internazionale, la trasversalità e l'ampiezza di questi fenomeni costituiscono il dato di fondo. Così come lo sono le dimensioni dei mercati, davvero globali anch'esse, che richiedono, per vincere la sfida cruciale della competitività, che la proiezione all'estero delle nostre imprese avvenga non isolatamente, ma nel pi ampio quadro del posizionamento complessivo del sistema paese, nelle sue dimensioni politica, culturale, economico-finanziaria, scienti fica e tecnologica”. I cambiamenti appena descritti – dice Frattini - non possono non avere significative ripercussioni sul ruolo che i ministeri degli Esteri sono chiamati a svolgere all'interno di ciascuna struttura statale. E’ quindi importante saper adeguare il nostro strumento diplomatico alla complessità del mondo contemporaneo, come hanno fatto i nostri principali partner europei”. Dunque “il nuovo assetto del ministero degli affari esteri, che è stato varato dal consiglio dei ministri dopo aver ottenuto l'unanime parere favorevole delle commissioni parlamentari, trae origine da questa analisi. Con meno direzioni generali (da 13 a 8) basate non più su un criterio geografico ma dotate di capacità di visione globale, ciascuna nel proprio ambito (affari politici e sicurezza, mondializzazione e sfide globali, Unione europea, oltre che cooperazione allo sviluppo e italiani all'estero e politiche migratone) e un consiglio di amministrazione chiamato a esprimere valutazioni sugli indirizzi strategici e sull'azione complessiva del ministero,





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