ROMA: IMMAGINI DA GRAN PARADISO
Gran Paradiso Film Festival al Museo Civico di Zoologia di Roma, fino al 27 ottobre, con il progetto fotografico ed espositivo “In Paradiso”, co-ideato dai fotografi Giorgio Marcoaldi e Tonino Mosconi e da Fondation Grand Paradis. Un progetto artistico, sviluppatosi e arricchitosi nel tempo, risultato di più di un anno e mezzo di lavoro all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso, che mette in evidenza sfumature differenti di un patrimonio naturale e culturale straordinario e offre nuovi spunti per conoscere la ricchezza e l’unicità del luogo. “In Paradiso” è stato parte della sezione GPFF in Mostra del Gran Paradiso Film Festival, manifestazione che promuove la diffusione del cinema naturalistico con la finalità di far maturare una sensibilità di pieno rispetto per l’ambiente. (red)
MATERA: NEI SASSI IL MUSEO MUDIC
La mostra "Art from the world” inaugura le attività del MUDIC, Museo Diffuso Contemporaneo, nei Sassi di Matera. Il MUDIC nasce come luogo dedicato a far avvicinare le persone all'arte, attraverso l'organizzazione e la promozione di progetti culturali come mostre di dipinti, sculture, fotografie o istallazioni, presentazioni di spettacoli, opere teatrali, concerti musicali, libri, film e produzioni audiovisive, conferenze e lezioni sull'arte e sugli artisti, dal passato fino ai giorni nostri, borse di studio e residenze d'arte in cui frequentare corsi di disegno e pittura per sviluppare il pensiero creativo e le facoltà della parte destra del cervello. Il MUDIC prevede anche la diffusione dei propri progetti in diverse sedi partner del museo, strutture situate in vari punti di Matera. L'obiettivo è dare a questi progetti una maggiore visibilità, visto che Matera è raggiunta ogni anno da migliaia di visitatori da tutto il mondo, in qualità di Capitale Europea della Cultura 2019 e Patrimonio Mondiale dell'Unesco fin dal 1993. Tra i primi eventi lo spettacolo "Il Conformista", di e con Guido Barlozzetti di Rai Uno in programma il 5 e 6 ottobre. Costruita nel Cinquecento, la sede del MUDIC – che vanta un logo creato da Oliveiro Toscani - si attesta "tra le pregevoli case palazziate di via D'Addozio", così la definisce l'architetto Lorenzo Rota nel libro "Matera. Storia di una città", grande omaggio scritto dedicato alla città dei Sassi. La sua architettura, delimitata da uno sorprendente marcapiano e da un tipico ballatoio esterno, sembra aver assorbito in pieno la concezione rinascimentale albertiana dell'edificio urbano. Gli spazi del MUDIC sono in parte scavati nella roccia, ambiente che accoglie un'antica cisterna d'acqua alta più di 5 metri impreziosita da innumerevoli insenature interconnesse tra loro e scolpite dall'acqua, e in parte costruiti in tufo locale, con una serie di arcate che si rincorrono per l'intera struttura. (red)
NUORO: A ULASSAI MUSEO A CIELO APERTO
Nuoro, 20 set - Un’opera site-specific di carattere permanentesSulla montagna di Ulassai che entra a far parte della collezione del Museo a cielo aperto Maria Lai. E’ il progetto “Cuore mio” dall’artista Marcello Maloberti - un cartello stradale collocato in verticale, come una bandiera, quasi a indicare l’inizio di un altro paese sospeso tra cielo e terra - che riprende metaforicamente quel famoso nastro celeste con cui, nel 1981, Maria Lai unì tutte le case del piccolo borgo dell’Ogliastra alla montagna. L’installazione è stata accompagnata da una azione “partecipata”, nella piazza del paese, già teatro di un’altra opera di Maria Lai, “Il volo del gioco dell’oca”, dal titolo “Circus”, che Maloberti, a partire dal 2003, ha già presentato in diverse città italiane ed europee, come Imola, Mestre, Palermo, Vitry/Parigi e alla Biennale di Thessaloniki. “Ho rifatto l’immagine che ho visto un giorno a Roma – spiega -, un tendone di un venditore ambulante di occhiali indiano. C’era uno specchietto appeso che brillava al sole, io ho rifatto il gesto, l’immagine duecento volte. Duecento specchietti che dondolavano nell’aria riflettevano i fari accesi di quattro auto posteggiate intorno, con le autoradio accese, brillando nella notte”. La fotografia scelta per rappresentare l’intera operazione ritrae trenta cittadini di Ulassai disposti attorno a un masso della montagna con le braccia protese verso l’alto, desiderosi di poterla raggiungere e al contempo sostenere. “È l’immagine di una comunità che oggi non guarda più con sospetto all’arte di Maria Lai ma è lì, insieme a lei, per testimoniare il profondo legame tra l’artista e le sue radici, in una sorta di dichiarazione d’amore” sottolinea il curatore Davide Mariani, direttore del museo dedicato a Maria Lai. (PO / red)
MILANO: UN MARE VIRTUALE DI BALENE
Conoscere le balenottere del Mediterraneo; scoprire quanto vicini a Milano vivono i capodogli… e magari farsi una foto con loro senza bisogno di andare in mare. E’ possibile con “Digital whales – Balene a Milano” che, fino al 30 settembre, porta, virtualmente, i cetacei all'Acquario Civico di Milano. Niente animali nelle vasche, ma una esperienza multimediale interattiva promossa dal Comune e dall’Acquario Civico di Milano e progettata dall’Istituto Tethys e da Verdeacqua, grazie alla Fondazione Cariplo, che vede protagonisti sei delle più amate e affascinanti specie di cetacei. Grazie alle moderne tecnologie si possono così incontrare davvero i giganti dei nostri mari, le orche, le megattere, e scoprire perché salvare le balene può aiutare anche noi. Oltre 150 "pillole" di divulgazione scientifica visibili in Acquario in parte attraverso l’apposita app, in parte scaricabili dai visitatori della storica struttura nel Parco Sempione, con un linguaggio chiaro, intrigante e divertente. I visitatori possomo anche lasciare suggerimenti, partecipare a sondaggi, rispondere a quiz su questa fantastica “immersione” nel mondo dei mammiferi marini. A fare gli onori di casa, fino al 20 novembre, un focus sul maestoso capodoglio, campione di immersioni e protagonista di storie e romanzi. Seguiranno la gigantesca balenottera comune (dall’1 dicembre), la stenella striata e altri delfini (dall’1 febbraio), il globicefalo (dall’1 aprile), la megattera (dall’1 giugno) e infine l’orca (dall’1 agosto), uno degli animali più suggestivi della Terra. (red)
MILANO: LE TELE LEONARDESCHE DI CORRADO VENEZIANO
In occasione delle celebrazioni per il quinto centenario della morte di Leonardo si svolge fino al 6 ottobre, nella Sala del Foro della Biblioteca Ambrosiana di Milano, la mostra “Leonardo Atlantico” di Corrado Veneziano, selezionata e presentata in anteprima nel programma ufficiale francese sui festeggiamenti del 500mo anniversario della morte del genio di Vinci. Dopo l’inaugurazione ad Amboise, sotto l’alto patrocinio del presidente della Repubblica francese, e con il partenariato del Museo del Louvre, e dopo la mostra nell’Osservatorio astronomico di Firenze e nel Museo nazionale Ridola di Matera, arrivano all’Ambrosiana, le trenta opere, tutte a olio, con cui Veneziano rende omaggio a Leonardo mettendo insieme, sovrapposte, alcune frasi, spesso da destra a sinistra, come nella stimolante abitudine leonardesca, ed una serie di immagini disegnate da Leonardo nel suo celeberrimo “Codice Atlantico”. Parole e disegni, frasi e schizzi sono evocati, ripresi, estrapolati dalle pagine di Leonardo. Tutti sono poi sospesi in un azzurro-blu-celeste che di volta in volta è universo impenetrabile e moderno, cielo poeticamente spirituale, firmamento notturno e fiabesco. Il blu è la cifra fondante delle opere: una molteplicità di macchie dorate, le stelle, ritma il cielo diventando fiocchi, fiori, puntini, comete. Mentre i disegni del Codice Atlantico restituiscono modernità e scientificità alle tele. Si tratta di ruote, archi, utensili da fabbro e da officina. Nonché di ponti, cannoni di artiglieria, dighe per incanalare corsi d’acqua. Si tratta, infine, di parole scritte come appunti e numeri di operazioni matematiche inconcluse, formule algebriche da sviscerare e rinsaldare. E tutti questi segni (alfabetici, simbolici, numerali, alchemici), nel tappeto bluastro dello sfondo di Corrado Veneziano, si fanno oggetti metafisici, astratti e fantastici (biciclette? mongolfiere? ali meccaniche che sfidano il vento?), riconoscibili e allo stesso tempo fantastiche e fascinose. (BIG ITALY / red)
VOGHERA: LA PRIMA “CAMERA OBSCURA” STABILE
La seconda edizione di Voghera Fotografia, incontro nazionale dedicato alla fotografia d’autore dal titolo “Tra luoghi e persone - Transiti”, presenta, fino al 6 ottobre, al Castello Visconteo del comune pavese, sei progetti fotografici che coinvolgono oltre 25 fotografi italiani e stranieri fra cui Olivo Barbieri, Harry De Zitter e Sara Munar, con più di 250 immagini esposte. Una mostra sulla via Appia, una collettiva sui “Transiti” contemporanei, una finestra su “I Giganti del Jazz”con cinque progetti fotografici e cinque incontri, un omaggio a Leonardo da Vinci ed uno ai 180 anni della fotografia, la rievocazione del 50mo dall’allunaggio, oltre a corsi e workshop, incontri e talk, visite guidate, performance e videoproiezioni. Inoltre, Voghera Fotografia 2019 presenta una “sala di posa per ritratti” itinerante nel centro della città, due concorsi fotografici con una mostra dedicati agli studenti delle scuole medie e superiori, la mostra collettiva “FIAF d’autore” con 150 opere composta dalle opere dei nove circoli fotografici aderenti alla FIAF della Provincia di Pavia, la prima “Camera Obscura” stabile in Italia, ideata e realizzata da Beppe Bolchi e Spazio 53 nella Torre nord-ovest del Castello Visconteo. Infine, completano l’offerta visite guidate in alcune aziende locali come Cifarelli, Balma,Capoduri Co.,Trenitalia - Officina Grandi Riparazioni,oltre alla possibilità di entrare all’interno dei palazzi storici della città aperti eccezionalmente per l’occasione.
COSENZA: UNA COLLETTIVA PER UN CODICE ANTICO
La mostra “Vedere Parole - Il sacro dell'Arte”, fino al 20 ottobre al Complesso monumentale di S. Bernardino di Corigliano Rossano, rende omaggio - con una collettiva che riunisce oltre 70 artisti italiani e stranieri - al Codex Purpureus Rossanensis, splendido Evangeliario greco miniato, che gli studiosi datano tra il V e il VI secolo d.C. e che nel 2015 è stato riconosciuto dall'Unesco di Parigi Patrimonio Universale dell'Umanità. Al tempo stesso l'intenzione della mostra è anche quella di sollecitare gli artisti ad una riflessione sull'attualità del concetto di sacro nell'arte, come auspicato da Paolo VI in una sua famosa Lettera agli artisti, a conclusione del Concilio Vaticano II. (1965). La mostra si inserisce nel progetto “Vedere Parole”, che la biblioteca Minnicelli del comune cosentino ha avviato nel 2013 con una mostra sui libri d’artista. La mostra è promossa dalla Biblioteca Minnicelli con il patrocinio del Museo Diocesano e del Codex, della Biblioteca Diocesana Santi Nilo e Bartolomeo, dell'Amministrazione Comunale di Corigliano Rossano e dell'Università della Calabria, Dipartimento di Studi Umanistici. (20 set - red)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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