Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

“Il colore dei miei giorni”, omaggio a Lorenzi Scotto

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

Fino al 26 gennaio 2020 Palazzo Medici Riccardi, a Firenze, ospita “Il colore dei miei giorni”, la personale dedicata all’opera di Danièle Lorenzi Scotto. Gli oltre 70 dipinti esposti ripercorreranno, soprattutto attraverso ritratti, l’intera avventura umana e creativa di quest’artista di origini italiane, che si lega alle vicende culturali e artistiche del secondo Novecento, prendendo avvio alla metà degli anni Cinquanta del secolo scorso proprio a Firenze. Alla declinazione armonica del fauvismo Danièle ha affiancato una ricca serie di altre suggestioni, provenienti da reminiscenze dell’arte italiana e da continui incontri ravvicinati con la grande pittura francese. La schiettezza cromatica violenta di Derin, le geometrie spigolose di Friesz sono all’origine del suo post-fauvismo. L’umanità caricata e quasi grottesca di Vlaminick affiora da certi suoi ritratti. Ma è al meraviglioso mondo di Matisse, con la sua carica solare, che va riconosciuto il contributo più significativo nel plasmare la sua vasta cultura artistica. I suoi quadri sembrano quasi prendere vita: i volti squadrano lo spettatore anche quando l’artista si sottrae al figurativo abbracciando il rigore della geometria.

FIRENZE: NOVECENTO LUNARE

Il 20 luglio del 1969, alle 22.17 ora italiana, si compì, sotto gli occhi di milioni di telespettatori, un millenario sogno dell’uomo. Il modulo lunare Eagle della missione Nasa Apollo 11 sbarcò sulla polverosa superficie lunare e l’astronauta americano Neil Armstrong – primo uomo al mondo – vi posò poco dopo il piede. “Un piccolo passo per un uomo – disse – un grande salto per l’umanità”. E da allora più niente è stato come prima. Nell’anno in cui si celebra il cinquantenario di quello storico momento, la mostra “Novecento lunare. Lucio Fontana, Eliseo Mattiacci, Fausto Melotti, Giulio Turcato”, ospitata nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio, a Firenze, fino al 15 gennaio, vuole rendere un poetico omaggio alla Luna e alla sua conquista. Curata da Sergio Risaliti, la mostra è un progetto di Museo Novecento, visibile lungo il percorso espositivo del museo di Palazzo Vecchio e si inserisce nel programma di F-LIGHT 2019, il festival delle luci del Comune di Firenze che per une mese ridisegnerà il volto notturno della città. In molte opere d’arte realizzate dopo la Seconda guerra mondiale, il linguaggio astratto e quello informale sembrano evocare la superficie lunare e l’assenza di gravità, fare riferimento alle teorie scientifiche contemporanee e alle nuove osservazioni astronomiche. In particolare sono esposti Concetto spaziale di Lucio Fontana del 1961, con una sua tonalità “celestiale”, costituito da una serie di buchi che evocano quasi l’orbita ellittica di un pianeta e La cometa di Fausto Melotti, del 1978.

MATERA: ECHI D’ACQUA, INSTALLAZIONI SONORE

Nell’ambito del programma di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, l’associazione LoxoSconcept e la Fondazione Matera Basilicata 2019 presentano la parte più importante del progetto di sound art “In VitrØ - Artificial sonification”, la installazione sonora “Echi d’acqua”, nel Palombaro Lungo di Matera, da domenica al 20 gennaio,realizzata dal CRM – Centro Ricerche Musicali. Domani la presentazione presso la sede della Fondazione,nell’ex Convento di Santa Lucia. Cinque percorsi artistici, visivi e musicali che utilizzano le particolari caratteristiche acustiche e gli elementi architettonici del Palombaro lungo, la celebre cisterna sotterranea che attraversa il centro della città. La presenza dell’acqua, le forme architettoniche, la geometria del percorso, l’incidenza percettiva della materia muraria e del colore, la suggestione dei fenomeni di riflessione acustica, e i delicati disegni della luce, hanno ispirato il lavoro di cinque compositori - Laura Bianchini, Giulio Colangelo, Alessio Gabriele, Silvia Lanzalone e Michelangelo Lupone, con la – collaborazione dell’architetto Emanuela Mentuccia – nel creare un percorso artistico che esalti la relazione tra visione e ascolto, lo spazio e il suono, sollecitando nel visitatore una partecipazione emozionale che permetta di riscoprire le caratteristiche del luogo, rinnovato e magnificato rispetto alla sua originaria funzione. Ogni area è caratterizzata da una diversa modalità di diffusione del suono che utilizza specifiche tecnologie (come i planofoni, superfici vibranti in legno armonico di diverse dimensioni e coloratura) progettate da Michelangelo Lupone e sviluppate al CRM secondo i criteri del “teatro dell’ascolto”.

ROMA: DIALOGO TRA CIELO E MONUMENTI

Ammirare le stelle dalle grandi città, tra le luci artificiali, è sempre meno scontato, eppure il firmamento non manca di offrire occasioni straordinarie per farlo. Esse rappresentano uno spunto importante per riscoprire e preservare il patrimonio del cielo. Roma, con il suo ineguagliabile patrimonio archeologico e monumentale, rappresenta un luogo ideale per farlo.Le spettacolari fotografie realizzate dall’astrofisico e fotografo Gianluca Masi, astronomo del Planetario di Roma Capitale, hanno l’obiettivo di avvicinare le meraviglie del cielo e il fascino monumentale della Città Eterna: frammenti di bellezza, raccolti vicino a quella linea di confine che è l’orizzonte, dove il cielo e l’Urbe si incontrano da migliaia di anni. Nella mostra “Carpe Sidera. La meraviglia del cielo sulla bellezza di Roma”, fino al 26 gennaio al Museo Civico di Zoologia, 30 immagini immortalano l’incontro di alcuni dei fenomeni più spettacolari del firmamento notturno con monumenti e simboli della Capitale. Lo splendore del cielo notturno, attraverso alcuni dei suoi più spettacolari fenomeni, si accende su quello di monumenti e simboli della Capitale: dalla Stazione Spaziale che attraversa il cielo sopra Piazza di Spagna alla Superluna che incombe all’orizzonte dell’Altare della Patria, da Venere che tramonta accanto al Cupolone, al graffio di luce di un satellite su Piazza del Campidoglio.

CITTA’ DELLE PIEVE: ARTE SACRA PER NATALE

Nei suggestivi ambienti della cripta del Duomo di Città della Pieve, nel perugino, fino al 6 gennaio, la mostra di arte sacra “Il Natale nella rappresentazione artistica pievese” si incentra su due predelle, recentemente restaurate grazie ad una collaborazione tra Università della Tuscia e Capitolo della Concattedrale dei Santi Gervasio e Protasio. Le due tavole, dall'impianto primitivista, di anonimo maestro, databile tra gli ultimi anni del XV e gli inizi del XVI, sono parte di un'opera più complessa di cui si sono perse notizie. Le due tavole appena rientrate al Museo del Duomo rappresentano una l'incontro tra la Vergine Maria e Sant'Anna, l'altra l'Adorazione dei pastori. Oltre alle predelle, è possibile ammirare anche due tele, provenienti da Salci, del XVII, con due copie d'autore una da Andrea del Sarto e una da Gerardo delle Notti, insieme ad un piccolo dipinto sempre di ambientazione da Gerardo delle Notti dal museo del Duomo, corredate da preziose cornici barocche. Provengono invece dal fondo antico della Biblioteca Comunale Francesco Melosio un codice miniato del XV secolo e testi liturgici dei XVI e XVII secolo proveniente dal Duomo.

MILANO: 115 AUTOMI PER “IO, ROBOTTO”

Fino al 29 gennaio è possibile visitare la mostra “Io, Robotto - Automi da compagnia” allestita in Fabbrica del Vapore di Milano, guidati dalla voce di di Alexa, l’intelligenza artificiale di Amazon. “Io, Robotto” è infatti la prima mostra al mondo guidata da un’AI programmata per conoscere ogni contenuto dell’esposizione. Tutti coloro che vogliono avere informazioni sulle opere in mostra possono utilizzare l’espressione “Alexa, chiedi alla guida…” o “Alexa, spiega questa stanza” per ascoltare una descrizione dell’ambiente in cui si trovano. Nella sala Ex-Cisterne è così possibile intraprendere un viaggio, tra memoria e futuro, ammirando la bellezza di alcuni tra i robot da compagnia più famosi, strani e curiosi della storia. Una collezione di 115 opere suddivisi in 17 aree tematiche racconta infatti l’evoluzione della robotica di intrattenimento. Quelli esposti, e raccolti in ogni parte del mondo, sono tutti robot veri e funzionanti, ad eccezione dei modelli di Goldrake, Mazinga Z e il Grande Mazinga, che hanno fatto parte del nostro vissuto quotidiano e ora solleticano i nostri ricordi, come Emiglio, oggetto del desiderio per i ragazzi cresciuti negli anni Novanta. Dagli androidi agli animatroni, passando per il mondo dei dinosauri, quello degli anime giapponesi e degli automi musicali. Sino alla frontiera delle Intelligenze Artificiali.

(© 9Colonne - citare la fonte)