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direttore Paolo Pagliaro

Commerzbank
chi era costei?

Commerzbank <br> chi era costei?

di Paolo Pagliaro

(2 aprile 2020) Dalla Germania arrivano messaggi contraddittori. Commerzbank, la seconda banca del paese, pubblica il report di un analista che consiglia di disfarsi dei titoli di stato italiani, secondo lui destinati a diventare spazzatura per gli effetti del coronavirus sui conti pubblici. Dall’Italia arrivano reazioni indignate, ma pochi ricordano che il pulpito da cui viene la predica è molto screditato. Nessuno normalmente legge o segue i suggerimenti di Commerzbank , una banca sull’orlo del fallimento salvata per ragioni politiche e comunque troppo indebitata e malgestita per permettersi il lusso di elargire consigli credibili. Il titolo Commerzbank – tanto per dire - valeva 26 euro nel 2009 e ne vale poco più di 3 oggi. 
Più interessante è il fatto che in Germania si sta allargando il fronte dei favorevoli a forme di condivisione comunitaria del debito che potrebbero prevedere – in un secondo momento – anche gli eurobond. E’ un fronte guidato dai verdi, a cui si stanno aggiungendo molti socialdemocratici e alcuni dei grandi giornali c’opinione. Su posizioni meno rigide sembrano anche Cdu e Csu. Ieri sera i capi della Daimler, della Bmw e della Volkswagen hanno discusso per un’ora in videoconferenza con la cancelliera Merkel e i ministri dell’economia, delle finanze, dei trasporti e del lavoro. Gli imprenditori hanno espresso timori per la tenuta del Sud Europa, un mercato vitale per l’industria automobilista tedesca. 
E’ sempre più concreto, infine, l’aiuto che la Germania dà per alleviare la pressione sulle terapie intensive della Lombardia e del Veneto. Sono già molte decine i malati di coronavirus trasportati dall’aeronautica militare e dalla Luftwaffe negli ospedali dei diversi Laender, che hanno 28.000 posti letto attrezzati per la terapia intensiva di cui 25.000 con ventilatori polmonari, un numero quattro volte superiore a quello degli ospedali italiani.

(© 9Colonne - citare la fonte)