LA “STRADA SMARRITA” DELL’ECONOMIA ITALIANA
Nel saggio “La strada smarrita. Breve storia dell'economia italiana”, Carlo Bastasin e Gianni Toniolo raccontano il lungo percorso che aveva portato gli italiani dalla povertà al benessere è stato smarrito di fronte alle sfide dell’economia globale. Nonostante i rischi attuali, la storia recente mostra che l’Italia non è condannata. Nell’ultimo decennio dell’Ottocento l’Italia inizia la rincorsa dei paesi più avanzati e alla fine del ventesimo secolo raggiunge un reddito per abitante non dissimile da quello di Germania, Francia e Regno Unito. È un percorso di successo, che crea un’economia moderna. Da un quarto di secolo, tuttavia, l’economia italiana cresce assai meno della media europea. I fattori di sviluppo che avevano funzionato nel dopoguerra si sono rivelati inadatti all’economia globale. Pesano mali antichi mai curati: bassi livelli di istruzione, prassi burocratiche e giudiziarie obsolete, gestioni aziendali poco trasparenti. Il reddito perduto con la crisi del 2008-2013 non è stato ancora recuperato. La differenza tra il benessere economico degli italiani e quello degli altri europei e dei nordamericani è tornata ai livelli degli anni Sessanta. Il clima di incertezza politica, finanziaria e istituzionale scoraggia gli investimenti, crea un ambiente ostile alla crescita e rischia di provocare un avvitamento dell’economia. Eppure ci sono stati momenti recenti nei quali l’Italia sembrava potesse riprendersi, segno che non è condannata a un perenne ristagno. Con questo libro, Bastasin e Toniolo ripercorrono la strada di un robusto sviluppo e indagano i motivi che l’hanno fatta smarrire per capire come fare a ritrovarla.
GLI AUTORI. Bastasin è Senior Fellow alla LUISS di Roma, dove insegna Governance economica europea, e alla Brookings Institution di Washington. Tra le sue pubblicazioni, Saving Europe (Brookings Institution Press 2015) eViaggio al termine dell’Occidente (Luiss University Press 2019). Toniolo insegna alla LUISS di Roma. È professore emerito alla Duke University e Research Fellow al Centre for Economic Policy Research. Tra le sue pubblicazioni recenti, The Oxford Handbook of the Italian Economy since Unification (Oxford University Press 2013).
OLVIDAR “DIMENTICARE”, L’AUTOBIOGRAFIA DI YULLA
E’ acquistabile online in formato ebook e cartaceo, Olvidar “Dimenticare”, l'autobiografia che segna l’esordio letterario di Yulla, una donna dalle mille sfaccettature, volto già noto nel panorama musicale, pronta a donare al suo pubblico una parte di sé fino ad ora celata. In questo libro colmo di vita, emozioni e dolore, l’autrice rivela ai suoi lettori, attraverso stralci di diario, ricordi e riflessioni, la sua complessa convivenza con la sfera del paranormale e del mistero. Fin da bambina, Yulla, si accorge di possedere delle doti molto particolari: veri e propri doni “scomodi” contro i quali ha combattuto una guerra vana, poiché essi hanno sempre avuto la meglio su di lei. La convivenza forzata con l’aldilà, la sua capacità di vedere “oltre” e gli anni di lunghissimi studi e ricerche nel settore, l’hanno resa, ben presto, una potente sensitiva e medium. Questa biografia sfaterà il mito basato su streghe e fattucchiere rintanate in casa con cappelli a punta calcati in testa e nasi aquilini; ciò che viene descritto è soltanto la vita, difficile, stancante e a volte eccessiva di una donna, di una madre e di una professionista “normale”. Ma Olvidar “Dimenticare” è anche un progetto musicale a cui Yulla sta lavorando da più di due anni. Un album che sarà disponibile non appena si sarà conclusa l'emergenza sanitaria che stiamo vivendo e che racchiuderà la sua carriera, le evoluzioni, i cambiamenti, la crescita in ambito musicale e personale. Gli studi, le contaminazioni e le passioni. A questo proposito l’artista ha affermato: “Come mi è capitato di dichiarare in più occasioni la data di uscita dell’album e del manoscritto era prevista per i primi mesi del 2020. Purtroppo il periodo di profonda crisi e preoccupazione che ci ha invaso ha messo un freno alle attività prefissate spostando, a data da definirsi, il lancio e la promozione del mio album e ritardando di qualche mese l’uscita del libro. Malgrado tutto, conscia della possibile perdita di visibilità, ho deciso di autorizzare ugualmente il lancio del manoscritto. Quando ho scelto di ‘mettermi a nudo’ e di regalare una parte così profonda di me al mio pubblico l’ho fatto, anche, con la speranza che il mio vissuto potesse essere di aiuto a chi, come me, come molti, ha o ha avuto una vita ‘scomoda’. Per questo motivo voglio che il mio libro esca ora, in un momento così buio per tutti, perché ci sono moltissime persone chiuse in casa, sole, con problemi, vite complicate, situazioni indescrivibili e spero, ora più che mai, che le mie parole possano essere un supporto positivo, almeno per qualcuno dei miei lettori. E proprio oggi, nel giorno della nascita di Baudelaire mi aggancio alle sue parole "Ubriacatevi. Di vino, di poesia, di libertà, di ciò che volete, ma ubriacatevi". Questo è il mio augurio”.
L’AUTRICE. Yulla è un’artista autodidatta e anticonvenzionale. Comincia il suo percorso artistico come autrice e compositrice prima per sé, poi per importanti esponenti del panorama musicale italiano. Dopo aver prodotto il suo primo singolo dal titolo “Ce l’ho qua”, decide di intraprendere la carriera manageriale, senza mai tralasciare la passione per la musica e per la sua attività di batterista. Dal 1997 al 2007 produce ben sette singoli e un album dal titolo “Nella fretta dimentico” per Federico Poggipollini, chitarrista di Luciano Ligabue, che accompagna come batterista in occasione dei tour promozionali in tutta Italia, come il Coca Cola Live e l’MTV Day. Negli stessi anni collabora editorialmente con la Warner Chappel Music Italia, ampliando la propria visibilità all’interno del mercato musicale. Si occupa della co-produzione e della produzione rispettivamente per i cantautori Fabrizio Consoli e Luca Bui, nonché della promozione e distribuzione dell’album Anima Revuelta degli EL V & TheGardenHouse. Produce e promuove Salvo Veneziano e Lucio Calligarich del Grande Fratello. Nel 2007 scrive e interpreta insieme a Luca Anceschi e ai giocatori della squadra di calcio della Reggiana l’inno “Dai Reggiana!”. Nel 2009 comincia la sua collaborazione con il team dei “No es lo mismo”, con cui rivoluziona il tradizionale spettacolo live e da intrattenimento tramite l’inserimento di balli di gruppo. Nel 2012 il team decide di dare vita a un proprio progetto latino dance dal titolo “Me Gusta il Pelo” che lei stessa scrive e interpreta. Nell’estate dello stesso anno lavora al suo progetto tecnologik dance. A novembre del 2012 esce il primo singolo dal titolo “Narcotizzata” che ha ottenuto moltissimo riscontro da parte del pubblico e degli addetti ai lavori. Nell’aprile del 2013 esce il singolo provocatorio “I’m a Cougar” di cui hanno parlato numerose testate giornalistiche. A maggio 2015, Yulla, continua il suo progetto dance dando vita al singolo “Sono Single” che ottiene ampio riscontro web e moltiplica i suoi seguaci. Nello stesso anno inizia una stretta collaborazione con “il Pancio”, comico e webstar, che la vede protagonista di numerosi video per il web con milioni di visualizzazioni che le fanno conquistare l’affetto di sempre più persone. Il 3 ottobre 2016 esce il suo nuovo album "Voglio", un featuring con El Gato DJ e Ge Morales. In questo singolo Yulla, che parte da un'anima profondamente rock, va alla ricerca di nuovi stili come il Latin e il Rap, da mescolare al carattere Dance del progetto a cui si aggiungono contaminazioni di derivazione pop, tecnologik. dance e hip house. A Novembre 2018 esce "No te amo”, un reggaeton lento, sensuale e intenso cantato in lingua spagnola. Insieme a Yulla gli interpreti del brano sono Kiki Aguero, ballerino e coreografo cubano e Moreno, uno dei più innovativi rapper del panorama musicale italiano. Il videoclip vanta la partecipazione dell'influencer Mattia Marciano in veste di attore protagonista. Dal 10 maggio 2019 è in radio il nuovo singolo “Ziki Zaka”, seguito dal singolo “Modela” (18 novembre). Dal 9 aprile 2020 è disponibile il suo primo libro OLVIDAR “Dimenticare”, un’autobiografia che anticipa il suo nuovo album omonimo.
“L’USSARO SUL TETTO” DI JEAN GIONO
Francia, 1831. In una Provenza assolata, attraversata dal colera, segnata ovunque dai miasmi della morte, un giovane ufficiale degli ussari fuggito dal Piemonte dopo aver ucciso una spia austriaca, trova lo sfondo ideale per le sue imprese. Angelo Pardi è un uomo di principi e di spirito, è un uomo che per onore o per curiosità è disposto a rischiare la vita. E così, mentre fugge sui tetti di una cittadina inseguito dalla folla che urla all’untore, incontra una giovane donna, molto bella e molto bisognosa d’aiuto, e si mette al suo servizio. Insieme attraversano l’intero Midi francese, tra duelli, imboscate, rischi di ogni genere e sussulti del cuore, per raggiungere la salvezza. Una storia epica e avvincente, che ci restituisce il clima, le cadenze, i contenuti del grande romanzo d’avventura, da Stendhal a Dumas a Melville. Questa la trama del romanzl “L’ussaro sul tetto” di Jean Giono, edito da Guanda. L’autore è nato nel 1895 a Manosque, in Provenza, dove ha vissuto quasi tutta la vita ed è morto nel 1970. Tra i suoi libri: Una pazza felicità, Il Disertore, Un re senza distrazioni, Collina, Il ragazzo celeste, Angelo, Il serpente di stelle, Due cavalieri nella tempesta, Nascita dell’Odissea e Melville. Un romanzo, tutti pubblicati in Italia da Guanda. Presso Salani sono usciti L’uomo che piantava gli alberi e Il bambino che sognava l’infinito, e presso Ponte alle Grazie Lettera ai contadini sulla povertà e la pace.
“RAGAZZO ITALIANO” DI GIAN ARTURO FERRARI
La vita di Ninni, figlio del dopoguerra, attraversa le durezze da prima rivoluzione industriale della provincia lombarda, il tramonto della civiltà rurale emiliana, l’esplosione di vita della Milano riformista. E insieme Ninni impara a conoscere le insidie degli affetti, la sofferenza, persino il dolore che si cela anche nei legami più prossimi. Da ragazzino, grazie alla nonna, scopre di poter fare leva sull’immenso continente di esperienze e di emozioni che i libri gli spalancano di fronte agli occhi. Divenuto consapevole di sé e della sua faticosa autonomia, il ragazzo si scava, all’insegna della curiosità e della volontà di sapere, quello che sarà il proprio posto nel mondo. Nella storia di “Ragazzo italiano” di Gian Arturo Ferrari (Feltrinelli) si riflette la storia dell’intero Paese, l’asprezza, la povertà, l’ansia di futuro, la vicenda di una generazione figlia della guerra ma determinata a proiettare progetti e sogni oltre quella tragedia. Un’Italia dove la scuola è la molla di promozione sociale, e l’avvenire è affollato di attese e promesse. Un’Italia ancora viva nella memoria profonda del Paese, nelle peripezie familiari di tanti italiani. Ferrari le restituisce corpo e respiro senza indulgenze né compiacimenti, con uno stile cristallino e austero, non di rado crudo, con un timbro di coraggiosa sincerità. Capace di esprimere la freschezza del protagonista e di una moltitudine di personaggi lampeggianti di futuro. Troncati i legami con il nido, eliminati in pratica obblighi e doveri, Ninni, con suo intimo stupore, scoprì che rimaneva ed esisteva altro. Esisteva lui. Ferrari (1944) ha perseguito per un certo tratto una doppia vita. Da un lato l’insegnamento universitario, come professore di Storia del pensiero scientifico presso l’Università di Pavia. Dall’altro l’apprendistato editoriale, prima con Edgardo Macorini alla Est Mondadori, poi per un decennio come stretto collaboratore di Paolo Boringhieri. Editor della Saggistica Mondadori nel 1984, direttore dei Libri Rizzoli nel 1986, rientrato in Mondadori nel 1988, con il 1989 ha scelto infine l’editoria libraria come propria unica vita e si è dimesso dall’Università. Direttore dei Libri Mondadori nei primi anni novanta, è stato dal 1997 al 2009 direttore generale della divisione Libri Mondadori. Dal 2010 al 2014 ha presieduto il Centro per il libro e la lettura, presso il ministero dei Beni e delle Attività culturali. Dal 2015 al 2018 è stato vicepresidente di Mondadori Libri. È editorialista del Corriere della Sera. È autore del libro “Libro” (Bollati Boringhieri, 2014). Ragazzo italiano è il suo primo romanzo.
FULVIO ABBATE RACCONTA LA “PESTE NUOVA”
Lo scrittore Guido Battaglia è un inventore di storie, meglio, di barzellette. In crisi dopo la partenza della collega Valeria, talento prezioso per la stesura d’ogni sua opera, vive smarrito in un’imprecisata città su cui imperversa un bacillo sconosciuto, dando intanto corpo a ricordi e fantasmi. In un’atmosfera sospesa, segnata dal passaggio dei camion del genio militare e delle ambulanze, viene incaricato da due irresistibili ragazze di comporre la storia che salvi non solo la propria, ma tutte le città dall’assedio della “peste nuova”, risollevandole anche dalle paure che l’epidemia porta con sé. In cambio potrà godere del loro sesso. Portato a termine l’incarico insieme a un medico, le ragazze riveleranno la loro vera identità . . . “La peste nuova” di Fulvio Abbate è un romanzo sul senso dell’intellettuale, e soprattutto del suo pensiero, di fronte al nodo del rapporto tra il mondo e le sue aspettative: i suoi valori, i suoi limiti, i suoi desideri, il suo profondo. L’autore è nato a Palermo nel 1956 e vive a Roma dal 1983. Scrittore, opinionista, critico d’arte e animatore su YouTube della televisione web PACK, ha pubblicato i romanzi Zero maggio a Palermo (1990), Oggi è un secolo (1992), Dopo l’estate (1995), La peste bis (1997), Teledurruti (2002), Quando è la rivoluzione (2008), Intanto anche dicembre è passato (2013). E ancora, tra le sue opere, Il ministro anarchico (2004), Sul conformismo di sinistra (2005), Pasolini raccontato a tutti (2014), Roma vista controvento (2015), Love. Discorso generale sull'amore (2018), I promessi sposini (2019). Nel 2012, il Collège de Pataphysique di Parigi lo ha insignito del titolo di Commandeur Exquis de l’Ordre de la Grande Gidouille. Nel 2013 ha ricevuto il Premio della satira politica di Forte dei Marmi. Dal 2004 va in scena con il monologo Il teatro degli oggetti, un one-man show che lo vede protagonista insieme alla sua collezione di cimeli storici.
(© 9Colonne - citare la fonte)



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