Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Roma, Mario Monicelli nelle foto di scena

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

Roma, Mario Monicelli nelle foto di scena

Debutta lunedì 8 febbraio alla Casa del Cinema di Roma la mostra "Mario Monicelli" realizzata dal Centro Sperimentale di Cinematografia. La mostra è allestita nelle sale della Casa del Cinema intitolate a due grandi sceneggiatori del cinema italiano come Sergio Amidei e Cesare Zavattini. Si tratta di una spettacolare galleria di immagini provenienti dall’archivio fotografico della Cineteca Nazionale, che ripercorrono passo passo tutta la storia artistica di Mario Monicelli, dagli esordi in coppia con Steno alla fine degli anni '40 ("Totò cerca casa") fino al film del commiato, "Le rose del deserto" (2006). In attesa della riapertura degli spazi espositivi di Casa del Cinema sarà possibile "vedere" questa straordinaria storia artistica per immagini grazie alle riprese della mostra con la regia di Stefano Landini e agli approfondimenti su singoli momenti del cinema di Monicelli, accompagnati da un anomalo "Virgilio" come il critico Alberto Crespi che racconterà insieme al direttore della Casa del Cinema, Giorgio Gosetti e ad altri ospiti - tra i quali lo scrittore Paolo Di Paolo, autore di un saggio presente nel numero di "Bianco e Nero" dedicato a Monicelli - alcuni titoli memorabili nella filmografia del regista, da "L'armata Brancaleone" a "La grande guerra", dagli esordi sul set alle collaborazioni con gli sceneggiatori, gli attori, i produttori, i tecnici di un cinema italiano applaudito in tutto il mondo. Appuntamento ogni lunedì, dall' 8 febbraio sui social network della Casa del Cinema (Facebook, Twitter, Instagram) e sui profili Facebook del Centro Sperimentale di Cinematografia e della Cineteca Nazionale, in attesa di una visita dal vivo della mostra "Mario Monicelli".

TAPPA A SENIGALLIA PER “RINASCIMENTO MARCHIGIANO”

Va in scena a Senigallia fino al 5 aprile al Palazzo del Duca la terza e ultima tappa della mostra “Rinascimento marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma” a cura di Stefano Papetti e Pierluigi Moriconi, frutto della convenzione siglata da ANCI Marche e Pio Sodalizio dei Piceni nel 2017, che si sono impegnati in un importante lavoro di recupero delle opere d’arte danneggiate. In collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, sono state individuate per il recupero e il restauro un nucleo di 51 opere marchigiane di proprietà di 17 differenti Enti pubblici ed ecclesiastici delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. A Senigallia la mostra si arricchisce, arrivando a 40 opere esposte e in particolare, per la prima volta dopo il sisma, viene ricomposto l’intero ciclo di Jacobello del Fiore con le Scene della vita di Santa Lucia proveniente dal Palazzo dei Priori di Fermo, presentato parzialmente nelle precedenti tappe. Si tratta di otto tavole realizzate tra il 1420 e il 1425 raffiguranti le storie di Santa Lucia dove la rappresentazione segue puntualmente il testo della Leggenda Aurea, importante fonte agiografica di Jacopo da Varazze. Partendo da Lucia, nobile siracusana, che si reca sulla tomba di Sant’Agata con la madre malata sperando di riceverne la guarigione, fino al violento martirio subito dalla giovane per essersi rifiutata di negare la fede cristiana, ogni scena è realizzata con grande dovizia di particolari e con un’attenzione alle strutture architettoniche che testimoniano l’adesione dell’artista al gotico cortese in voga nell’Italia Settentrionale, uno stile dove emerge la forza espressiva dei volti tipico di Jacobello.

BOLOGNA: ARTE E MODA DEL SETTECENTO VENEZIANO

Fruscii di sete e filati preziosi, fogge e accessori dalla infinita gamma cromatica, sontuosi arredi dai bagliori dorati, inchini leggiadri tra dame agghindate e gentiluomini in spadino. È un incontro tra due delle più raffinate civiltà estetiche del Settecento italiano - la bolognese da una parte, la veneziana dall'altra - quello che va in scena nella mostra “Le plaisir de vivre. Arte e moda del Settecento veneziano dalla Fondazione Musei Civici di Venezia”, visibile al Museo Civico d'Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini di Bologna fino al 12 settembre 2021. Promosso da Istituzione Bologna Musei | Musei Civici d'Arte Antica in collaborazione con Fondazione Musei Civici di Venezia, il progetto espositivo curato da Mark Gregory D'Apuzzo, Massimo Medica e Chiara Squarcina costituisce l'apice conclusivo delle celebrazioni che nel 2020 hanno accompagnato il centenario del Museo Davia Bargellini e l'omaggio al suo fondatore Francesco Malaguzzi Valeri, che il 30 maggio 1920 lo inaugurò all'interno del senatorio Palazzo Bargellini nel corso del suo incarico come Direttore della Pinacoteca di Bologna e Soprintendente alle Gallerie di Bologna e della Romagna. Dal principio ispiratore dell’ “ambientazione” che lo guidò nel concepire l'allestimento del museo, ovvero dell'idea di ricreare l'atmosfera del fastoso Settecento con le sue eccellenze nel campo delle arti applicate - oggetti, mobili, quadri legati alle abitudini di vita di cavalieri e dame - si è scelto di sviluppare il percorso della mostra, muovendo dalla presenza nel patrimonio del museo di numerose testimonianze frutto dell’abilità di artigiani, ebanisti e vetrai operanti nelle botteghe veneziane del XVIII secolo. Consoles, cornici, mobili, servizi da tavola in vetro di Murano trovano così una eccezionale opportunità di esaltazione nel dialogo con una selezionata campionatura di pezzi coevi provenienti dalle collezioni tessili e di abiti antichi del Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume annesso al Museo di Palazzo Mocenigo di Venezia.

LUCCA: RIAPRE IL MUSEO CASA NATALE DI GIACOMO PUCCINI

Ha riaperto il 1° febbraio il Museo Casa Natale di Giacomo Puccini a Lucca. Il Museo sarà aperto dal martedì al giovedì mattina su prenotazione. Il giovedì pomeriggio dalle 14:30 alle 17:30, il venerdì e il lunedì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17:30, la visita sarà libera nel rispetto delle norme di sicurezza già adottate durante la riapertura estiva. Il programma di incontri tematici on-line dei Piccoli Musei Narranti sarà riproposto in presenza. Si tratta di quattro incontri dedicati alla vita e alle passioni di Giacomo Puccini attraverso i documenti conservati presso il Museo Casa Natale. Gli incontri avranno una durata di circa 60 minuti ed inizieranno alle ore 16:00. “Cerchiamo di contemperare due diverse posizioni: la necessità del ritorno alla normalità e alla speranza e l’altrettanta necessità di contenere i costi in una fase dove la stagione da un lato ed i vincoli agli spostamenti dall’altro scoraggiano i flussi turistici, anche di prossimità. Tutto questo con la doverosa attenzione alla normativa sanitaria”, dichiara Alessandro Tambellini, Presidente della Fondazione Giacomo Puccini. Per i residenti nella provincia di Lucca il biglietto sarà ridotto a 7 euro.

INSTAGRAM, UFFIZI OLTRE I 600MILA FOLLOWER CON LA VENERE DI BOTTICELLI

Anche grazie al traino dell’amatissima ed iconica Nascita di Venere di Sandro Botticelli gli Uffizi superano la soglia dei 600mila follower su Instagram e si confermano il primo museo italiano per numero di seguaci sulla piattaforma. Impetuosa è stata la crescita delle Gallerie sul social durante l’anno appena passato: il 2020 ha visto aumentare del +46,7% i follower rispetto all’anno precedente. Un incremento che ha permesso al celebre complesso fiorentino di guadagnare due posizioni nella classifica mondiale dei musei su Instagram: ora occupa la 19/a posizione, a breve distanza dal Rijksmuseum (627k) e Hermitage (657k), superando di recente - nel 2020 le Gallerie erano al 21/o posto – il Getty Museum ed il Palais de Tokyo di Parigi. Il post che ha raccolto più likes (“mi piace”) è quello dedicato alla Venere di Botticelli il 5 novembre 2020, giorno in cui è iniziato il secondo lockdown per i musei. Quello con più commenti (3.855), maggior numero di visualizzazioni (455.900), con maggiori interazioni (49.800), e che ha determinato la maggior acquisizione di nuovi follower (1.111) è stata sempre la Venere, con Chiara Ferragni, pubblicato il 17 luglio 2020, giorno successivo alla visita in Galleria dell’influencer. La Venere di Botticelli (nelle sue varie declinazioni: per intero, in dettaglio, nella sua collocazione in sala, con ospiti) è in ogni caso sempre tra i post più amati. La vediamo infatti nelle prime 4 posizioni, mentre la 5/a è il Perseo di Benvenuto Cellini (1 marzo) con 30.300 like: proprio con questa immagine le Gallerie hanno iniziato il racconto della pandemia, invitando il proprio pubblico a seguire la strada dell’eroe greco che combatte il mostro usando la ragione per sconfiggerlo senza lasciarsi prendere dalla paura. Venere occupa tutti i primi posti anche nelle altre classifiche: quelle dei più commentati (tutti e 4 i primi posti), quelle con maggiore copertura (1, 2, 5, 6), che hanno portato più follower (1, 3, 4, 6), con più interazioni (1, 2, 3, 4). Un’ottima performance, in questi ultimissimi giorni, è stata messa a segno anche dal ‘videopost’ del 31 gennaio con il doppio ritratto, di Raffaello, dei coniugi Doni (committenti del celebre Tondo michelangiolesco), accompagnato in voice over dalla declamazione di un sonetto di Shakespeare che celebra l’amore, e pubblicato in occasione della ricorrenza del loro matrimonio, avvenuto proprio il 31 gennaio 1503: oltre 71.400, in pochi giorni le visualizzazioni ottenute.

(© 9Colonne - citare la fonte)