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direttore Paolo Pagliaro

A Milano “I Dormienti”
di Mimmo Palladino

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

A Milano “I Dormienti” <br> di Mimmo Palladino

(ph Carlo Vannini) Sarà aperta al pubblico fino al 30 aprile alla Cardi Gallery di Milano la mostra "Mimmo Paladino. I Dormienti". I Dormienti di Mimmo Paladino nascono alla fine degli anni Novanta, quando l’artista li espone per la prima volta a Poggibonsi (1998) nell’ambito della mostra Arte all’Arte. Nel 2000 si decide di fonderli in bronzo per l’installazione permanente della Fonte delle Fate sempre a Poggibonsi. Altri Dormienti e Coccodrilli in terracotta sono stati realizzati per la grande mostra negli spazi sotterranei della Roundhouse di Londra (1999), in dialogo con un impianto sonoro appositamente ideato dal musicista, compositore e produttore britannico Brian Eno. A vent’anni di distanza, l’artista ne cura personalmente un nuovo allestimento inedito, un unicum irripetibile pensato proprio per l’esposizione milanese. Nella Cardi Gallery l’artista dispone 32 sculture secondo una nuova costruzione concettuale. Le sculture sono accompagnate, inoltre, al primo piano dello spazio espositivo, dalla grande opera inedita "Sunday Mornin' Comin' Down" composta da 100 disegni realizzati nel corso del 2020."Ricorre in Paladino l’idea di assemblare delle forme come se fossero moduli - afferma Demetrio Paparoni, autore del volume che accompagna la mostra - Non va dimenticato che l'artista ha in più occasioni manifestato l'attitudine a realizzare opere concepite come un insieme di frammenti archiviati nel suo immaginario visivo. È questa attitudine che lo ha portato a realizzare dei lavori insieme a Sol Le Witt, Alighiero Boetti e non ultimo Brian Eno, artisti che hanno sempre lavorato con un concetto di modulo e di ripetizione differente”. (red)


“MY FAVORITE THINGS”: ONLINE LE OPERE DI MAY CINQUE

Ha aperto al pubblico sui canali digitali del Museo FRaC di Baronissi (Salerno), la mostra “Mary Cinque. My favorite things" dedicata ai recenti lavori dell’artista. L’esposizione sarà visibile online fino al 19 marzo."L’ispirazione prende spunto dal celebre brano di Oscar Hemmerstein II e Richards Rogers, le cui parole sembrano vibrare nella morbida e brillante materia dei pastelli a olio, così come nella sostanza elettronica della pittura digitale, in un lavoro capace ancora, di riflettere sul ruolo dell’immagine nella storia dell’arte, tenendo bene in conto le sue evoluzioni anche tecnologiche, per esempio dall’invenzione dei pastelli di Sennelier alle possibilità offerte delle moderne tavolette grafiche – afferma Pasquale Ruocco, curatore della mostra - Mary Cinque sembra affrontare, mediante un’intima narrazione, l’attuale stato delle cose, lavorando su ciò che ci manca, esaltando quanto dovrebbe esserci prezioso, condivisione e convivialità, tradotte quali immagini di una "joie de vivre" da rinnovare, in cui termini come lockdown e distanziamento sociale rappresentino esclusivamente il momento in cui abbiamo ritrovato la nostra umanità”. (red)

MILANO: IL MUSEO DI FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA RIPARTE CON "RITRATTO PAESAGGIO ASTRATTO"

L'arte della fotografia torna a vivere dopo le restrizioni causate dalla pandemia. Il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (Milano) riapre al pubblico con la mostra dalle proprie collezioni "Ritratto Paesaggio Astratto". Sono tre i percorsi nelle collezioni del museo che mostreranno una selezione di circa 100 opere dell’archivio e della biblioteca specialistica nella sede di Villa Ghirlanda a Cinisello Balsamo-Milano. La mostra è visibile anche online attraverso la Digital Exhibition organizzata appositamente per rispettare le norme vigenti di distanziamento. L'obiettivo della mostra, ideata dal Servizio educativo, è di sensibilizzare il pubblico verso il patrimonio museale di circa 2 milioni di immagini e 20 mila volumi. Il risultato è una panoramica sull’evoluzione della fotografia, soprattutto italiana, dal secondo Dopoguerra a oggi. Partendo dal ritratto, uno dei primi generi a prendere piede storicamente, passando per il paesaggio, dalla tradizione delle vedute pittoriche allo sviluppo di uno sguardo autonomo, per arrivare infine allo sperimentalismo astratto. Tra gli autori esposti, spiccano Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Mario Cresci, Gianni Berengo Gardin, Luigi Ghirri, Franco Fontana, Mario Giacomelli, Mimmo Jodice, Armin Linke, Uliano Lucas, Paola Mattioli, Paolo Monti, Thomas Struth. (red)

“CULT FICTION”: A PRATO I MANIFESTI DEI FILM A LUCI ROSSE

I grandi manifesti del cinema erotico in mostra a Prato, attraverso ipocrisie, rapporti di potere e arcaismi della società italiana. Marialba Russo espone "Cult Fiction" al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, che dal 1 marzo al 15 aprile ospiterà per la prima volta la celebre serie fotografica dedicata ai manifesti dei film a luci rosse apparsi nelle strade di Napoli e Aversa tra il marzo 1978 e il dicembre 1980. Si tratta degli anni dell'apertura in Italia delle prime sale cinematografiche specializzate. Sono oltre 60 gli scatti presentati, i quali descrivono e riproducono il forte impatto della pubblicità stradale, la forte spinta dell'epoca alla liberazione sessuale e la raffigurazione del mercificato corpo femminile. La mostra è a cura di Cristiana Perrella. Per l'occasione, il Centro Pecci propone "Radio Luna", un palinsesto di conversazioni sulla nuova piattaforma Clubhouse, a partire dal 1 marzo. "Radio Luna" prende il nome dall’esperimento radiofonico lanciato nel 1975 con Ilona Staller nella veste di conduttrice della prima e unica "radio sexy" italiana. (Gci)


FIRENZE: IL BARGELLO RIMANDA DI UN MESE LA MOSTRA DEDICATA A DANTE

La mostra "Onorevole e antico cittadino di Firenze. Il Bargello per Dante" ha posticipato la data di apertura. L’esposizione, che avrebbe dovuto aprire al pubblico il 23 marzo al Museo Nazionale del Bargello, a Firenze, aprirà i battenti dal 21 aprile al 31 luglio. L’esposizione vuole ricostruire il rapporto tra Dante e Firenze negli anni immediatamente successivi alla morte del poeta, presentandone gli attori, le iniziative, i luoghi e i temi. Articolata in sei sezioni, la mostra vedrà esposti oltre cinquanta tra manoscritti e opere d’arte provenienti da biblioteche, archivi e musei di prestigio internazionale, e presenterà le tappe e i protagonisti della ricostruzione postuma del rapporto tra Firenze, l’Alighieri e la sua opera, nel secondo quarto del Trecento. Si tratta di copisti, miniatori, commentatori, lettori, volgarizzatori, le cui vicende professionali e umane si intrecciano fittamente, restituendo l’immagine di una città che sembra trasformarsi in uno scriptorium diffuso, al centro del quale campeggia la Commedia. Curata da Luca Azzetta, Sonia Chiodo e Teresa De Robertis, professori dell’Università di Firenze, la mostra nasce nell'ambito di una collaborazione istituzionale sottoscritta tra i Musei del Bargello e i Dipartimenti di Lettere e Filosofia (DILEF) e di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS) col patrocinio del Comitato Nazionale Celebrazioni 700° anniversario della morte di Dante Alighieri e del Comitato “700 Dante” coordinato dal Comune di Firenze. “In un momento così difficile e delicato per tutto il Paese – ha spiegato Paola D’Agostino, direttore dei Musei del Bargello - la decisione di posticipare la data di apertura della mostra è dettata dall'auspicio che in primavera inoltrata si possa offrire al pubblico un'apertura continuata dei musei oltre a garantire l'arrivo dei prestiti dall'estero in sicurezza per una mostra così significativa". (Red)

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