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Binetti: Vaccino a senatori? Chiesto solo a Speranza di considerare circostanze

Roma, 5 mar - "Sono un medico, ho un'età avanzata, avrei altri modi e motivi per avere il vaccino. Ma ho scelto di farlo insieme ai miei attuali colleghi perché oggi io sono un senatore e credo sia giusto così. La mia non è una riserva sulle categorie: è solo una domanda al ministro". Paola Binetti, senatrice dell'Udc, ha presentato un'interrogazione urgente a Roberto Speranza, per chiedere se il ministro della Salute non ritenga "utile, necessario e improcrastinabile" procedere alla vaccinazione urgente dei senatori ma, intervistata da 9Colonne, tiene a precisare che il suo non vuole essere in alcun modo il tentativo di scavalcare altre categorie. D'altronde, dice "sicuramente chiunque tu decidi di vaccinare stai superando qualcun altro: c'è chi dice di vaccinare i professori universitari, chi gli autisti degli autobus pubblici, o i baristi che sono tutto il giorno a contatto con i clienti, e io dico che va bene. Non è una riserva sulle categorie". Tra l'altro Binetti, che è presidente dell'intergruppo parlamentare sulle malattie rare, ha interpellato Speranza anche in questo caso, e tiene a rimarcare la grande differenza tra le due richieste: "Stiamo chiedendo al ministro Speranza di prendersi particolare cura dei malati rari e dei loro famigliari e di procedere a inserirli tra le categorie fragili per poterli vaccinare quanto prima: rispetto ai malati rari la nostra è una posizione che dice al ministro 'per piacere, attivati e vaccinali'". L'interrogazione sul vaccino ai senatori, sottoscritta peraltro da quasi altri 40 senatori in maniera bipartisan, "dice altro rispetto a quello che riportavano oggi alcuni giornali. Chiedo solo che, tenendo conto di una serie di circostanze, per esempio che ci sono stati diversi casi e che questi casi negli ultimi tempi stanno aumentando, che l'età dei senatori in molti casi è abbastanza avanzata, che i senatori vanno su e giù per l'Italia tutte le settimane, che incontrano tante persone perché il loro ruolo prevede anche questo contatto diretto, e tenendo conto che la funzione principale è quella di votare e non si può fare in smart working, il ministro Speranza ci dica quando ritiene opportuno che veniamo vaccinati. Questo è il senso della domanda. Insisto: rispetto ai malati rari il tono della domanda era completamente diverso". E se Speranza dovesse rispondere "che i senatori, per assurdo, vanno vaccinati per ultimi per dare un esempio di stoica resistenza, allora chi potrà si regolerà di conseguenza, in base all'età, alla professione... chiediamo solo di saperlo".

(PO / Sis) ////

(© 9Colonne - citare la fonte)
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