PURGATORIO DI DANTE IN GRAPHIC NOVEL
“E canterò di quel secondo regno dove l’umano spirito si purga e di salire al ciel diventa degno. Ma qui la morta poesì resurga, o sante Muse, poi che vostro sono; e qui Calïopè alquanto surga, seguitando il mio canto con quel suono di cui le Piche misere sentiro lo colpo tal, che disperar perdono”. Di prossima uscita per Chiaredizioni l’opera “Purgatorio di Dante in Graphic Novel” dello sceneggiatore Cristiano Zuccarini e dell’illustratore Ernesto Carbonetti; un’importante occasione per celebrare il Sommo Poeta nell’anniversario dei settecento anni dalla sua morte. Il volume fa parte della “Dante Series”, che ha lo scopo di rendere fruibile la Divina Commedia ai giovani proponendola in una veste decisamente originale, grazie all’utilizzo di un linguaggio visuale accattivante. L’opera, sotto forma di fumetto, è stata riadattata per concentrarsi sui canti principali, quelli che vengono maggiormente studiati durante il percorso scolastico.Il Purgatorio è la seconda delle tre cantiche della Divina Commedia; è diviso in sette cornici, governate ciascuna da un custode angelico, in cui si espiano i sette peccati capitali, dal più grave al più lieve: superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, gola e lussuria. Il Purgatorio è costruito specularmente all'Inferno ed ha l’aspetto di un’alta montagna dalla forma a tronco di cono, sulla cui punta piatta c’è il Paradiso terrestre; le anime devono salire il monte e purificarsi e pentirsi in ogni cornice, prima di poter accedere all’ultimo Regno. Nel volume presentato da Zuccarini e Carbonetti colpisce il contrasto tra l’adattamento testuale rigoroso all’opera dantesca e la modernità delle illustrazioni, caratterizzate da immagini forti e vibranti e dai tratti decisi, nelle quali i colori predominanti sono i rossi intensi e sanguigni e i bianchi abbaglianti; nel corso del racconto si possono poi apprezzare i neri cupi ed espressivi e i marroni dorati e terrosi. Un’impostazione visiva evocativa che ben si presta alle figure immaginifiche delle anime purganti, e che contrasta armoniosamente con il realismo delle architetture e degli squarci di paesaggio. Nella graphic novel sono presi in esame i Canti I, III, V e VI dell’Antipurgatorio, il Canto IX che rappresenta il passaggio tra la prima parte della Cantica, dedicata all'Antipurgatorio, e la seconda dedicata alle sette cornici, e i Canti X, XI e XII della prima cornice del Purgatorio, dove sono presenti le anime penitenti dei superbi.
“L’ALTRO” DI THOMAS TRYON
Fazi editore pubblica “L’altro” di Thomas Tryon (Postfazione di Dan Chaon, traduzione di Giuseppe Marano). Holland e Niles Perry sono gemelli identici di tredici anni. Molto legati, tanto da poter quasi leggere il pensiero l’uno dell’altro, ma anche molto diversi: Holland, audace e dispettoso, negli occhi una luce sinistra, esercita il suo carisma sul fratello Niles, gentile e remissivo, desideroso di compiacere gli altri, il tipo di ragazzo che rende orgogliosi i genitori. Hanno da poco perso il padre in un tragico incidente e vivono in una fattoria del New England con la madre e la nonna. Le giornate estive in campagna sono lunghe e noiose ma la fantasia multiforme dei ragazzi è un’arma efficace, che si alimenta di oggetti preziosi custoditi gelosamente in una vecchia scatola di latta, assi che scricchiolano e orecchie tese a percepire passi misteriosi, spettacoli macabri inscenati in cantina e vecchie storie che sembravano dimenticate. Ecco però che l’incantesimo dell’infanzia si spezza: una dopo l’altra, una serie di figure vicine ai ragazzi vengono coinvolte in cruenti fatti di sangue. E diventerà presto chiaro che la mano dietro a queste inquietanti tragedie può essere una sola… L’eterno fascino perturbante dei gemelli è protagonista in questo romanzo in cui nulla è come sembra, che rapisce il lettore e lo conduce attraverso una sottile analisi dell’oscurità che dimora dentro ognuno di noi. Il ritorno di un grande classico dell’horror, bestseller da tre milioni e mezzo di copie, paragonato a Shirley Jackson e Patricia Highsmith e precursore dell’esplosione del genere insieme a pietre miliari come “L’esorcista”. Thomas Tryon,
attore e scrittore statunitense, ha avuto un’importante carriera cinematografica recitando anche al fianco di John Wayne. Dopo aver assistito alla proiezione del film Rosemary’s Baby di Roman Polanski, tratto nel 1968 dall’omonimo romanzo di Ira Levin, Tryon volle misurarsi con la stesura di un romanzo proprio. Ne scrisse diversi, di genere horror e fantascientifico. L’altro è la sua opera più celebre, e ispirò il film omonimo diretto da Robert Mulligan.
PIACERE E FEDELTÀ. I MILLENNIALS ITALIANI E IL SESSO
“Piacere e fedeltà. I millennials italiani e il sesso”: questo il titolo del saggio di Gianpiero Dalla Zuanna e Daniele Vignoli, pubblicato dal Mulino. La sessualità ha un ruolo centrale nelle relazioni di coppia delle nuove generazioni, oggi più che per i giovani dei primi anni Duemila. Pornografia e autoerotismo sono adesso più diffusi che in passato, e più flebile è l’influenza della religione sulla sfera intima. Inoltre, si riduce nel tempo il divario tra i comportamenti dei ragazzi e quelli delle ragazze, ed escono dall’ombra le diverse dimensioni dell’omosessualità e della bisessualità. Non si tratta però di una sessualità libera da legami, orientata solo al piacere: le persone in coppia si dicono molto più appagate sessualmente, la fedeltà al partner è praticata e considerata un valore importante, i giovani dichiarano di volersi sposare e di essere propensi ad avere figli. Sulla scorta di due grandi indagini svolte negli ultimi vent’anni, gli autori raccontano i modi della vita intima dei millennials italiani. Dalla Zuanna insegna Demografia all’Università di Padova. Fra i suoi libri più recenti (tutti con Laterza): «Tutto quello che non vi hanno mai detto sull’immigrazione» (con S. Allievi, 2016) e «La famiglia è in crisi. Falso!» (con M. Castiglioni, 2017). Vignoli insegna Demografia all’Università di Firenze. Fra i suoi libri più recenti, ricordiamo «Genitori cercasi. L’Italia nella trappola demografica» (con L. Mencarini, Egea, 2018); con il Mulino ha pubblicato anche «Convivere o sposarsi»? (con S. Salvini, 2014).
ALESSANDRO SOMMA RACCONTA COME L’EUROPA TRADISCE SE STESSA
“Quando l'Europa tradì se stessa. E come continua a tradirsi nonostante la pandemia” è il titolo del saggio di Alessandro Somma pubblicato da Laterza. L’Europa unita ha affidato al mercato la redistribuzione della ricchezza,mettendo l’ordine economico al riparo dall’ordine politico e impedendo qualsiasi mediazione tra il capitalismo e la democrazia.
Alla conclusione del secondo conflitto mondiale, la sovranità nazionale viene diffusamente ritenuta un ostacolo alla costruzione di un futuro di pace e prosperità. Nasce così l’Europa unita, intenzionata a coordinare l’azione dei singoli Stati per sostenere la piena occupazione e difendere la società dall’invadenza dei mercati. Ben presto, però, la promozione della concorrenza diviene il punto di riferimento per l’operato delle istituzioni europee, che finiscono per identificare nel mercato il principale strumento per redistribuire la ricchezza. La moneta unica viene creata per presidiare questo schema, perché la sua architettura impedisce agli Stati di tutelare il lavoro e alimentare il welfare: non deve esserci spazio per allocare risorse con modalità alternative a quelle riconducibili al libero incontro di domanda e offerta di beni e servizi. Di qui il crescente impoverimento della società, alla base dei drammatici conflitti che evidenziano il tradimento delle idealità da cui era scaturito il percorso verso l’unità europea. E se l’Europa unita si mostrerà irriformabile, se cioè il sogno di una stagione di pace e prosperità avrà ceduto il passo all’incubo di un futuro di conflitti e povertà, il suo destino sarà irrimediabilmente segnato. Somma è professore ordinario di Diritto comparato nella Sapienza Università di Roma e membro dell’Académie Internationale de Droit Comparé. Giornalista pubblicista, collabora con i quotidiani locali del Gruppo Gedi e con “Micromega” online. Tra le sue pubblicazioni: La dittatura dello spread (Roma 2014); L’altra faccia della Germania (Roma 2015); Europa a due velocità (Reggio Emilia 2017); Sovranismi (Roma 2018).
VENEZIA CONTRO L’INGHILTERRA 1628-1649
Nel 1628, l’anno dei Promessi sposi, iniziò un conflitto ancora oggi modernissimo e sconosciuto tra Venezia e l’Inghilterra. Fu una lotta senza quartiere combattuta dalla Serenissima per il controllo navale ed economico del Mediterraneo orientale. Battaglie navali, trame segrete, tesori, corsari, doppi e tripli giochi, prede, codici cifrati e, da una parte e dall’altra, gentiluomini e diplomatici a dir poco curiosi, ammiragli dal pessimo carattere, marinai coraggiosi e donne straordinarie. In “Venezia contro l’Inghilterra. Da Alessandretta a Suda 1628-1649” (Mursia) gli autori Enrico Cernuschi e Andrea Tirondola narrano, non senza ironia, quel tempo avventuroso per poi concludere con una serrata critica nei confronti di una certa storiografia navale odierna adagiata su una lunga serie di miti made in England elencando, a questo scopo, nell’ultimo capitolo del libro, 80 casi di navi britanniche colpite o affondate ad opera degli italiani durante la seconda guerra mondiale, ma nascoste od omesse ricorrendo ai medesimi, maldestri trucchi inglesi tentati – senza successo – all’epoca dei dogi, dei capitani da mar e di un vittorioso e ritrovato leone di San Marco, protagonista finale di questa storia fino ad oggi ignorata. Cernuschi (Bologna 1960), studioso di storia navale, scrive sulla «Rivista Marittima» ed è regolar contributor dell’inglese «Warship», della statunitense «Naval War College Review» e della rivista francese «Los!». Con Mursia ha pubblicato Gran pavese (Premio Marincovich 2012), ULTRA-La fine di un mito (2014), Gli italiani dell’Invincibile Armata (2016) e L’ultimo sbarco in Inghilterra 1543-1551 (2018). Tirondola, classe 1977, dal 2006 è avvocato cassazionista in Vicenza, in ambito civile, penale e amministrativo. Tenente di vascello (CM) di complemento, ha prestato più volte servizio presso il Morosini di Venezia. Collabora con la «Rivista Marittima» e l’Ufficio Storico della Marina Militare. È presidente dell’associazione culturale Betasom.
(© 9Colonne - citare la fonte)





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