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direttore Paolo Pagliaro

Architettura, il MAXXI
celebra Aldo Rossi

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

Architettura, il MAXXI <br> celebra Aldo Rossi

Il Maxxi di Roma celebrerà la figura di Aldo Rossi dal 10 marzo al 17 ottobre con la mostra "Aldo Rossi. L'architetto e le città", curata da Alberto Ferlenga con il coordinamento di Carla Zhara Buda, realizzata in collaborazione con la Fondazione Aldo Rossi e con l'apporto di Fausto e Vera Rossi e di Chiara Spangaro, curatrice della Fondazione. La mostra comprende oltre 800 pezzi tra documenti, carteggi, modelli, schizzi, disegni e fotografie provenienti prevalentemente dall'archivio di Aldo Rossi, conservato nella Collezione Maxxi Architettura e dalla Fondazione Aldo Rossi, con prestiti dallo IUAV di Venezia - Archivio Progetti, dal Deutsches Architektur Museum di Francoforte e dal Bonnefantenmuseum di Maastricht. La mostra è divisa in due sezioni che raccontano i progetti in Italia e quelli nel mondo, e tre focus: il primo ripercorre gli anni della formazione nella Milano del dopoguerra, gli altri sono dedicati a due tra i progetti più iconici di Rossi, il Cimitero di San Cataldo a Modena, concepito come una città dei morti, e il Teatro del Mondo, opera galleggiante realizzata per la Biennale Architettura a Venezia NEL 1980. Fanno parte del percorso espositivo anche la celebre libreria "Piroscafo", progettata nel 1991 per Molteni&C insieme a Luca Meda, i cosidetti "Quaderni azzurri", diari con riflessioni, note, ricordi e disegni da cui sono tratte le citazioni della mostra, l'allestimento le "poltrone Parigi" del 1989 prodotte da UniFor e la celebre "Città Analoga", riflessione su una città immaginaria. A completare la mostra, le immagini dei fotografi che si sono misurati con il lavoro dell'architetto, come Luigi Ghirri, Gabriele Basilico, Giovanni Chiaramonte, Ugo Mulas, Mario Carrieri, Stefano Topuntoli, Antonio Martinelli e Marco Introini. La mostra è accompagnata da un ricco palinsesto di incontri, dibattiti e film screening. Inoltre, saranno pubblicati l'Inventario dell'Archivio Aldo Rossi nelle Collezioni del Maxxi Architettura e il volume "Aldo Rossi. I miei progetti raccontati" a cura di Alberto Ferlenga ed edito da Electa. "Un enorme, 'disperatissimo' lavoro prodotto negli anni per ridare dignità scientifica e nuovi strumenti all'architettura, fatto di scritti, disegni, progetti, opere e continuamente misurato sul passo delle città – ha dichiarato Alberto Ferlenga, curatore della mostra - E sono le città le protagoniste di questa mostra su Aldo Rossi, osservate e confuse tra loro dalla sensibilità del poeta e dalla profondità dello studioso unite in una figura che ha attraversato in modo del tutto singolare il panorama architettonico internazionale". Nella sua carriera, l'autore viene ricordato per il suo libro più famoso, "L'architettura della città" del 1966, ancora oggi un classico della letteratura architettonica, e per l'assegnazione nel 1990 del premio Pritzker Prize, attribuito per la prima volta a un architetto italiano.

TORINO, IL MUSEO NAZIONALE DELL'AUTOMOBILE FESTEGGIA 10 ANNI DALLA RIAPERTURA

Il Museo Nazionale dell'Automobile di Torino, il MAUTO, celebra in diretta streaming sulla sua pagina Facebook i 10 anni dalla riapertura, con un dialogo tra l'architetto Cino Zucchi, lo scenografo Francois Confino e il presidente del MAUTO Benedetto Camerana previsto per il 19 marzo alle ore 11.00. Nato nel 1932 da un'idea di Carlo Biscaretti di Ruffia, pioniere dell'industria automobilistica italiana, il Museo viene inaugurato il 3 novembre 1960 con una collezione di quasi 200 automobili originali, dalla metà dell'Ottocento ai giorni nostri. Riapre nel 2011 dopo i restauri e con il nuovo allestimento di Francois Confino, un viaggio nella storia automobilistica nella società moderna.

ARTE, UFFIZI DA RECORD ONLINE

Gli Uffizi di Firenze hanno reso pubblici i dati delle performance dei propri profili social. Su Facebook sono 100mila i follower delle Gallerie degli Uffizi, raggiunti in appena un anno dall'apertura del profilo, avvenuta il 10 marzo 2020. Da record anche i contatti raggiunti dalle mostre virtuali sul sito, con quasi cinque milioni di visite e una crescita di 8.431% rispetto al periodo marzo 2019 – febbraio 2020. Le iniziative del museo fiorentino risultano efficaci anche sui giovani, mentre si registra una decisa prevalenza del pubblico femminile, che rappresenta in media il 68% delle visite totali di tutti i canali social. Ottima performance anche su TikTok, in cui il museo ha raggiunto più di 70mila contatti in otto mesi. Tra i format più riusciti, spiccano in particolare le serie di video "La mia sala", nella quale addetti delle Gallerie o esperti illustrano opere e luoghi del complesso, e "Uffizi on Air", dirette davanti ai capolavori delle collezioni in cui gli utenti possono interagire con gli specialisti del museo. "Il successo dei video pubblicati quest'anno in occasione della Giornata della Donna è significativo – ha dichiarato il direttore degli Uffizi Eike Schmidt - Ma ancora di più lo è lo straordinario gradimento della comunicazione digitale in questo anno di pandemia, in particolare presso il pubblico femminile conferma che per le Gallerie la Giornata della Donna dura tutto l'anno. Ed è un fatto simbolico che il momento in cui ricordiamo il primo anno di presenza su Facebook coincida con il superamento della soglia di 100mila follower sul canale. Tra i musei italiani gli Uffizi è quello che cresce più velocemente sulla piattaforma sia in termini assoluti che percentuali: un ottimo segno e un grande augurio per il futuro".

A BOLOGNA ANTOLOGICA DI NICOLA SAMORI'

Roma, 11 mar – Dall'8 aprile al 25 luglio sarà visitabile al Palazzo Fava Sfregi di Bologna la prima mostra antologica in Italia di Nicola Samorì, un progetto di Genus Bononiae - Musei nella Città, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, a cura di Alberto Zanchetta e Chiara Stefani e con il patrocinio del comune di Bologna e dell'Accademia di Belle Arti bolognese. L'esposizione mette in mostra le opere più rappresentative della sua produzione, circa 80 lavori che spaziano dalla scultura alla pittura, dagli esordi fino agli anni recenti, mettendo in risalto il legame dell'autore con la città di Bologna e con l'arte barocca. Nel salone con "Il mito di Giasone e Medea" sarà esposto un corpus di lavori databili all'ultimo decennio di attività. La stanza dipinta da Francesco Albani ospiterà invece una "camera delle meraviglie" di soggetti vegetali e animali, mentre la Sala delle Grottesche accoglierà l'affresco monumentale "Malafonte". Nelle sale del secondo piano saranno esposti lavori di piccolo e medio formato su temi singoli o tecniche specifiche utilizzate dall'artista, come l'accecamento dell'immagine, l'aggregazione di materiali di risulta, la pittura su pietra, il disegno e la scultura. Completano il percorso espositivo alcune opere delle collezioni della Fondazione Carisbo, oltre che "Maddalena Penitente" del Canova e i ritratti di Annibale Carracci. "Questa mostra antologica, la prima in Italia, vuol essere un riconoscimento alla carriera dell'artista, che si presenta al pubblico con un'esposizione ricca ed esauriente che abbraccia tutto il suo percorso creativo: un tentativo di mettersi a nudo di fronte alla storia dell'arte, che incombe dalle pareti stesse del palazzo – ha dichiarato Fabio Roversi-Monaco, presidente di Genus Bononiae – Penso che Samorì abbia tutto il carattere per reggere un dialogo tanto ambizioso e sono felice di accogliere a Palazzo Fava un giovane della nostra terra, che ha saputo imporsi sul piano internazionale. Le sue opere ci fanno riflettere ed emozionare, riscoprendo il valore taumaturgico dell'arte, di cui mai come oggi abbiamo bisogno". Nicola Samorì ha all'attivo due partecipazioni alla Biennale di Venezia (2015 e 2011). Negli ultimi anni molti musei e spazi istituzionali italiani hanno ospitato sue personali, come il Mart di Trento e Rovereto (2020/21), la Fondazione Made in Cloister e il MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli (2020) e il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro (2017). A queste si aggiungono importanti personali all'estero allo Yu-Hsiu Museum of Art di Taiwan, alla Neue Galerie di Gladbeck, al Center for Contemporary Art di Szczecin e alla Kunsthalle di Tubingen.

(© 9Colonne - citare la fonte)