La mostra "A quel paese", prima retrospettiva in Italia dell'artista Rogelio Lopez Cuenca, a cura di Anna Cestelli Guidi, è stata esposta per le strade di Roma dal 24 fino al 28 marzo attraverso l'opera "Golden Visa", composta da 10 manifesti installati su 250 dispositivi pubblicitari della città. Saranno poi esposti, sempre in 250 esemplari, dal 22 aprile al 1° maggio e altrettanti tra il 4 e il 13 giugno. Copiando la struttura iconografica di una campagna pubblicitaria, l'artista cambia il significato originale con l'inserimento di messaggi che ne cortocircuitano la lettura, una manipolazione verbale e visiva per mostrare le contraddizioni esistenti tra la realtà della migrazione e la sua rappresentazione mediatica. Dalla terrazza di San Pietro in Montorio si potrà ammirare l'opera "Icarus" (1994-2020), una rilettura contemporanea del quadro omonimo di Peter Brueghel il Vecchio in cui Icaro è ormai sparito del tutto davanti alla spinta del paesaggio contemporaneo, un paesaggio definitivamente antropizzato e urbanizzato.
(gci)
MUSEI TOSCANI IN RETE PER L’ALZHEIMER: ARTE ACCESSIBILE AI MALATI
Il 24 marzo a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze è stata presentata la Rete dei Musei Toscani per l'Alzheimer, che comprende 22 istituzioni culturali toscane impegnate a rendere accessibile l'arte e la cultura alle persone malate di Alzheimer, alla presenza di Serena Spinelli, assessora alle politiche sociali della regione Toscana, Elena Pianea, della direzione beni, istituzioni e attività culturali della regione e Cristina Bucci, del coordinamento Musei Toscani per l'Alzheimer. Nell'ambito dell'iniziativa si è svolto il 25 marzo anche il convegno online, trasmesso sulla pagina Facebook di Musei Toscani per l'Alzheimer, dal titolo "Musei resilienti", nel quale sono state raccontate quattro importanti esperienze internazionali sul tema, con ospiti collegati da Stati Uniti, Giappone, Regno Unito e Paesi Bassi. "Con questa lodevole iniziativa - ha dichiarato l'assessora Spinelli - la Toscana mette una parte del suo vasto patrimonio museale a disposizione delle persone colpite da Alzheimer e, ancora una volta, fa rete. E la fa attraverso un progetto di sostegno ad una parte fragile della sua popolazione, nell'intento di combatterne l'isolamento e di offrire loro stimoli importanti. L'augurio è che siano in molti a cogliere questa opportunità per giungere alla quale i nostri uffici, che ringrazio, hanno ben lavorato e ben progettato". Lo scopo del convegno era di sottolineare il ruolo propulsivo dei musei nella creazione di una comunità solidale e amichevole nei confronti delle persone più fragili e ribadire l’importanza di cultura e creatività nella vita di tutti, anche e soprattutto in periodo di pandemia e distanziamento fisico.
(gci)
A MILANO “ETERE”: ESPOSIZIONE IMMERSIVA DI YUVAL AVITAL
Dall'8 aprile al 26 giugno si terrà la mostra personale "Etere" dell'artista e compositore Yuval Avital, a cura di Annette Hofmann e ospitata dalla galleria Building di Milano. La mostra è stata strutturata per i quattro piani della galleria, creando un percorso in quattro capitoli dove ogni spazio rappresenta un microcosmo e accompagna i visitatori in un percorso di ascensione. La mostra è pensata come un ambiente immersivo, attraverso l'uso di linguaggi e strumenti espressivi differenti come sculture sonore, fotografie, videoproiezioni e installazioni multimediali, con alcune opere inedite. Inoltre, verranno esposti, per la prima volta in Italia, 80 dipinti dell'autore. "La mostra, prima personale di Yuval Avital in Building, invita il visitatore a partecipare a un viaggio dentro la narrazione multidisciplinare dell'artista - ha dichiarato la curatrice Annette Hofmann - Nel cuore della pratica di Yuval Avital si situa il momento presente, inteso in senso assoluto, e incentrato sull'esplorazione dei concetti di identità/subconscio, oscurità/luce e amore/desiderio. Ciascun lavoro riflette le qualità formali e materiche di una coscienza e di un'esperienza comuni, le quali originano un cerchio magico non solo dentro l'architettura unica di Building, ma anche all'interno della propria narrativa. Tutte le opere descrivono un'impellente ricerca di verità che porta il visitatore a confrontarsi con il proprio momento presente". L'autore, Yuval Avital, è conosciuto a livello internazionale per le sue installazioni su larga scala e per la creazione di complesse opere multimediali che sfidano le tradizionali categorie che separano le arti. Avvicinandosi anche alle pratiche dell'arte partecipativa, la sua ricerca comprende l'utilizzo di pittura, scultura, performance, video e fotografia, spesso in dialogo con la componente sonora, punto di partenza della sua produzione.
(gci)
REGGIO EMILIA: FESTIVAL "FOTOGRAFIA EUROPEA” DEDICATO AI SOGNATORI
Dal 21 maggio al 4 luglio torna a Reggio Emilia "Fotografia Europea", XVI edizione del festival di fotografia promosso e prodotto da Fondazione Palazzo Magnani insieme al Comune di Reggio Emilia e con il contributo della regione Emilia-Romagna. Il tema di quest'anno richiama un verso di Gianni Rodari: "Sulla Luna e sulla Terra / fate largo ai sognatori!". Dopo la pausa dovuta alle limitazioni necessarie a contenere la pandemia, che ha portato alla cancellazione dell'edizione 2020, il festival torna con una rinnovata direzione artistica in cui Diane Dufour, direttrice fino al 2007 di Magnum Photos e fondatrice dello spazio espositivo Le Bal di Parigi, e Tim Clark, curatore, docente, fondatore e capo redattore del magazine online di fotografia "1000 Words", affiancheranno Walter Guadagnini, combinando sguardi internazionali e sensibilità differenti. Tanti i progetti fotografici che analizzeranno il ruolo delle immagini e della cultura visiva in questo particolare momento storico, ponendo l'accento sulla natura complessa delle immagini. Anche per questa edizione, epicentro del festival saranno i Chiostri di San Pietro con nove esposizioni: "L'Isola" di Vittorio Mortarotti e Anush Hamzehian, "Telluris" di Noemie Goudal, "Aura" di David Jimenez, "Halfstory Halflife" di Raymond Meeks, "The Tower Series" di Donovan Wylie, "INDEX G" di Piergiorgio Casotti ed Emanuele Brutti, "Tell Tale" e "In Search for Memory" di Lebohang Kganye e "La Bete" di Yasmina Benabderrahmane. Nelle sale del piano terra saranno esposte invece "Universo Dentro" di Sophie Whettnall a cura di Carine Fol, realizzata in partnership con la Centrale for Contemporary Art di Bruxelles. A Palazzo Magnani verrà riproposta la mostra "True Fictions – Fotografia visionaria dagli anni '70 ad oggi", prima antologica in Italia dedicata al fenomeno della staged photography.
Il Palazzo da Mosto ospiterà invece nel primo piano la mostra "Camere che sognarono camere", da un'idea di Thomas Demand e Martin Boyce, progetto di Sabine Vollmann-Schipper e Laura Gasparini per la Collezione d'arte contemporanea Girefin di Reggio Emilia, mentre al piano terra l'esposizione "Home Is Where One Starts From" dedicata ai photobooks. Ai Chiostri di San Domenico va in mostra la "Giovane Fotografia Italiana", progetto del comune di Reggio Emilia alla sua ottava edizione, che valorizza i talenti della fotografia italiana contemporanea under 35, mentre la Biblioteca Panizzi con "Tesori in mostra" espone alcuni tra i suoi oggetti più preziosi raccolti in oltre due secoli, che sono diventati patrimonio della città, mentre i Musei Civici con "Incontri! Arte e persone" espongono gli scatti nati dal laboratorio che ha coinvolto il fotografo Luca Manfredi. Tra le tante esposizioni, per la prima volta nella storia del festival saranno allestiti otto progetti di fotografi contemporanei in otto aree cittadine, rendendo la città stessa protagonista dell'evento, ed il percorso formativo "Speciale Diciottoventicinque", in cui otto ragazzi tra i 18 e i 25 anni, guidati dalla tutor Sara Munari, allestiranno il progetto "Terra – Luna". Infine, anche per questa edizione il Circuito Off presenta progetti di fotografi professionisti accanto a giovani alle prime esperienze, appassionati e associazioni: negozi, ristoranti, studi, cortili e case private, sedi storiche, gallerie d'arte, esposizioni in vetrina o open air. Novità dell'edizione è "Photonica", progetto musicale realizzato in collaborazione con The Italian New Wave con la direzione artistica di Max Casacci, produttore e fondatore dei Subsonica.
(gci)
"LIGABUE, LA FIGURA RITROVATA”: 11 ARTISTI CONTEMPORANEI A CONFRONTO
La Fondazione Museo Antonio Ligabue e il comune di Gualtieri (Reggio Emilia) presentano dall'8 maggio al 14 novembre a Palazzo Bentivoglio la mostra "Ligabue, la figura ritrovata. 11 artisti contemporanei a confronto", curata da Nadia Stefanel e Matteo Galbiati con la consulenza scientifica di Francesco Negri, in collaborazione con regione Emilia-Romagna e Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia Pietro Manodori. Il nuovo corpus di 16 opere di Antonio Ligabue, scelte da Francesco Negri, dialoga con le opere di Evita Andujar, Mirko Baricchi, Elisa Bertaglia, Marco Grassi, Fabio Lombardi, Juan Eugenio Ochoa, Michele Parisi, Ettore Pinelli, Maurizio Pometti, Giorgio Tentolini e Marika Vicari. Il percorso espositivo si articola in due sezioni: la prima si sviluppa intorno all'energia epidermica, carnale e fisica del colore, la seconda pone l'accento sul potere trasfigurante dell'arte. Tra concretezza e levità, la mostra ripropone non solo l'aspetto più iconico di Ligabue, ma ne vuole anche ripercorrere l'umanità dirompente e sensibile, capace di ritrovare la forza della sua spontaneità. Nel corso della mostra sarà pubblicato un catalogo Vanillaedizioni con i testi dei curatori ed un ricco apparato iconografico. "La scelta di questi artisti – ha dichiarato il curatore Matteo Galbiati - guarda alla specificità delle loro ricerche che, senza condizionamenti o scelte d'occasione, hanno sempre posto l'essenza della loro visione proprio sull'animo come centro di valore per le loro esperienze estetiche. Il tema e il concetto di figura rappresentata è il mezzo per oltrepassare l'immediatezza del resoconto visibile e lasciar affiorare la tensione e la passionalità di immagini che trasfigurano esperienze comuni e condivise. Il loro linguaggio consacra la potenza dell'immaginazione che sa guidare lo sguardo di ogni osservatore ben oltre la singolarità del racconto specifico e rende ciascuna opera una soglia spalancata sulla sincerità del pathos umano. In questo senso Ligabue non rivive in loro, non è spunto per una "ricopiatura", ma in loro prosegue l'ideale di coinvolgimento dell'altro, la connessione della realtà con un altrove denso di mistero e di tutta la sua trepidante speranza".
(gci)





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