“Le chiavi del Mediterraneo. Gli esordi del colonialismo italiano” è il nuovo libro di Andrea Cotticelli edito da Palombi Editori. Il libro narra tutti gli step che il governo italiano di fine Ottocento ha fatto per poter avere il suo “posto al sole” tra le grandi nazioni dell’epoca per quanto riguarda il possedimento delle colonie. Nella seconda metà dell’Ottocento l’Italia fu l’ultima delle potenze europee ad inserirsi nella contesa coloniale. Esploratori, missionari e commercianti italiani si avventurarono in territori sconosciuti dell’Africa per aprire la via a possibili stabilimenti commerciali, protettorati e colonie. L’ambizioso programma di portare il Tricolore su un esteso territorio dell’Africa Orientale, comprendente Eritrea, Sudan, Somalia ed Etiopia, non ebbe però la possibilità di realizzarsi, se non in minima parte, sia per interferenze parlamentari che per incomprensioni internazionali. Artefice della politica coloniale fu Pasquale Stanislao Mancini. Nobile campano e uomo di scienza del diritto, chiamato a rivestire l’incarico di Ministro degli Affari Esteri durante il quarto governo Depretis, indirizzò le sue mire verso le sponde africane del Mar Rosso convinto di trovare lì “le chiavi del Mediterraneo”. Le navi italiane sbarcate nel 1885 sulle coste eritree del Mar Rosso crearono la prima colonia, nonché la base dell’Impero Coloniale Italiano che nell’arco dei successivi cinquant’anni si svilupperà nel Corno d’Africa. Un tema, quello del colonialismo italiano in Africa, oggi poco noto ma che ha segnato una tappa di grande rilievo nella Storia nazionale, utile a comprendere gli attuali scenari geopolitici nel Mediterraneo e nel Corno d’Africa. In Appendice sono riportati alcuni Documenti Ufficiali sugli esordi del colonialismo italiano nel Mar Rosso e in Africa Orientale. Andrea Cotticelli, autore del libro, è giornalista professionista e appassionato di Storia Moderna e Contemporanea; negli anni ha collaborato con Panorama, Ansa, Tg3 e il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. (Ale)
DOPPIA ACCELERAZIONE. STRATEGIE SCELTE DAL MIT
Cos’hanno in comune i colossi dell’auto Mercedes e BMW che si alleano per dar vita a una piattaforma di car sharing e noleggio, il ristorante gourmet Masa di New York che inizia a vendere al dettaglio gli ingredienti per preparare il sushi a casa, e L’Oreal che lancia sul mercato Perso, un dispositivo robotico che crea formule personalizzate per il trucco e i prodotti per la cura della pelle? Per quanto vengano dai settori più disparati, questi tre esempi raccontano di aziende che hanno rivoluzionato le loro strategie per approfittare della doppia trasformazione – tecnologica e culturale – che nel 2020 è arrivata a maturazione, uno degli effetti collaterali della pandemia. Le storie di queste imprese, insieme a decine di altri casi, sono tratte dal libro "Doppia accelerazione. Strategie scelte dal MIT per il nuovo scenario competitivo" edito per i tipi di Guerini Next e curato da Alberto Mattiello, esperto di tecnologia e innovazione di casa a Miami da dove dirige il progetto "Future Thinking" di Wunderman-Thompson, e da Carlo Robiglio, Presidente di Piccola Industria Confindustria, Vice Presidente di Confindustria e fondatore del Gruppo Ebano. Il volume raccoglie 12 saggi tratti dalla MIT Sloan Management Review, la rivista della business school del celebre Massachussets Institute of Technology di Boston, suddivisi in quattro macro sezioni: Company acceleration, Product/service acceleration, Workplace acceleration e Team acceleration. Gli articoli sono inframezzati da alcuni "Insights" scritti da Mattiello e Robiglio. Ma cosa significa doppia accelerazione? E perché imprenditori e manager di ogni organizzazione dovrebbero vedere questa inedita situazione come una sfida da accettare e giocare fino in fondo? La prima accelerazione è quella tecnologica, ed era già in corso: "Siamo nel triennio in cui una serie di tecnologie stanno andando a maturazione – spiega Alberto Mattiello – cambiando in modo sensibile le regole della competizione e le dinamiche di qualsiasi mercato. Per esempio la connessione 5G e i device che ne fanno uso in poco tempo diventeranno lo standard di mercato". La seconda accelerazione è culturale, ed è stata portata dal Covid: "La Pandemia ha generato una inimmaginabile trasformazione culturale veloce ed estesa verso l’utilizzo del digitale – aggiunge il co-curatore del libro –. Quello che il Covid-19 ha effettivamente fatto è di dare un palco strutturato e un ritmo inesorabile a queste trasformazioni annientando inerzie e resistenze culturali che altrimenti avrebbero richiesto decenni per essere superate. La nostra responsabilità adesso è fare in modo che i benefici di questo strappo in avanti non vadano persi in un tentativo resiliente di tornare allo stato precedente". Uno dei caratteri che può assumere la convergenza di queste due trasformazioni epocali è l’ibridazione – cioè la ridefinizione da parte delle organizzazioni della loro offerta di valore, dai modelli di business alle strutture organizzative, dalle catene del valore alle customer experience. Come i ristoranti che si reinventano dark kitchen, cioè fornitori di cibo per il canale distributivo costituito dall’e-commerce e dal delivery. Un altro è il "Brand robotics", la tendenza dei marchi più avanzati ad allargare lo spettro dei propri prodotti e servizi introducendo applicazioni di micro-robotica guidate dall’intelligenza artificiale. Guardando oltre la "miopia tecnologica" che si concentra solo sul prodotto: questa è l’era dei servizi, e vince chi fornisce al cliente la soluzione più comoda a un problema o a un bisogno. Ulteriore conseguenza della doppia accelerazione è il "flipped office", ovvero l’impresa diffusa in cui si lavorerà sempre più da remoto, imponendo un grande balzo in avanti nelle competenze delle risorse umane, che vedono così valorizzata la loro centralità. "L’impresa è prima di tutto una comunità di persone – annota Carlo Robiglio – e la Pandemia ha dimostrato che continua a esistere a prescindere dal ritrovarsi tutti i giorni all’interno dello stesso edificio. Un lavoro che, per l’appunto, può estrinsecarsi da qualsiasi parte del Paese. In questo nuovo scenario i territori si riprendono spazio e visibilità e tornano a essere luogo di consumi e di investimenti".
LEONARDO RACCONTATO DA MESSER STEFANO GIRALDI
Dall’apprendistato presso la bottega del Verrocchio alla gloria della sua arte e del suo genio multiforme, l’esistenza di Leonardo da Vinci viene raccontata in questo romanzo tanto nelle sue vicende private quanto guardando alle incredibili opere che l’hanno reso famoso. E alle circostanze nascoste dietro questi lavori. L’amore e la sofferenza nella sua particolare relazione con Caterina da Cremona, la solitudine, il complicato rapporto con il padre e con gli uomini di potere che da sempre sono stati i suoi committenti, sono al centro di una narrazione che si tinge di giallo con la morte di uno dei suoi protagonisti. La soluzione e il racconto del mistero dell’uomo Leonardo, oltre il genio ossessionato dalla ricerca della bellezza e dal raggiungimento della perfezione, sono affidati alle memorie di un personaggio letterario, messer Stefano Giraldi, investigatore impegnato a risolvere il caso che coinvolge e rischia di mettere in pericolo la vita del grande artista. Ispirato all’omonima serie Tv, evento di Rai 1, “Leonardo” è un romanzo storico dall’intreccio crime e dal ritmo battente delle grandi narrazioni di suspance. “Leonardo”, edito da Rai Libri, è in vendita nelle librerie e negli store digitali dal 25 marzo. La biografia letteraria di Stefano Giraldi ci informa che entrò giovanissimo al servizio del podestà di Milano, a cavallo tra il XV e il XVI secolo, rimanendo nelle forze dell’ordine cittadine per buona parte della sua vita. Gli vennero affidati i casi di più alto profilo e di maggiore eco pubblica, il più importante dei quali fu senza dubbio quello che vide implicato il più grande genio di tutti i tempi, Leonardo da Vinci.
IL PROF BUTERA SPIEGA COME GOVERNARE LA TRANSIZIONE ECOLOGICA
Nel libro "Affrontare la complessità - Per governare la transizione ecologica" edito da Edizioni Ambiente nella collana Connessioni, il Professor Federico M. Butera, vincitore di diversi riconoscimenti internazionali per il suo impegno nella sostenibilità, fa chiarezza sulle grandi questioni globali – l’inquinamento, i cambiamenti climatici, l’acidificazione degli oceani, i consumi di acqua e di risorse, le trasformazioni dei suoli e la distruzione della biodiversità – da una prospettiva che evidenzia le interconnessioni tra le parti di quel sistema meravigliosamente complesso che è il nostro pianeta. Grazie allo stile puntuale e divulgativo utilizzato dall’autore, il lettore viene guidato nell’esplorazione di come il mondo sia una realtà profondamente complessa e interconnessa, in cui i fenomeni climatici e ambientali incidono su quelli umani e sociali, e viceversa. Il volume è uno strumento di informazione per tutti, ma anche di formazione, rivolto a insegnanti, studenti di liceo e università per i temi relativi allo sviluppo sostenibile e i cambiamenti climatici, insegnamento introdotto a partire dalle scuole dell’infanzia fino alle superiori su iniziativa assunta nel 2019 dell’allora Ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti. Il libro inoltre è uno strumento estremamente utile per comprendere la portata d’azione del nuovo Ministero della Transizione Ecologica, che sostituendo il Ministero dell’ambiente, non solo ne ha assorbito tutte le vecchie competenze, ma sarà impegnato in prima battuta sui fronti energia, emissioni, sviluppo e mobilità sostenibile e contrasto ai cambiamenti climatici. Federico M. Butera è professore emerito del Politecnico di Milano, dove ha insegnato Fisica Tecnica Ambientale. Da oltre quarant’anni svolge attività di ricerca, di divulgazione scientifica e progettazione nel settore dell’uso razionale dell’energia e delle fonti rinnovabili nell’ambiente costruito. Ha partecipato alle attività della International Energy Agency, nell’ambito di ricerche relative all’efficienza energetica a scala di edificio e urbana, e ha coordinato progetti europei sulle stesse tematiche. Ha inoltre svolto attività di consulenza (United Nations Development Programme, United Nations University, World Bank, UN-Habitat) in relazione alle problematiche del trasferimento e della diffusione delle tecnologie di conversione delle fonti energetiche rinnovabili nei Paesi in via di sviluppo e dello sviluppo urbano sostenibile. È autore di oltre 200 articoli scientifici, di 13 libri e manuali, di prodotti multimediali e di numerosi articoli divulgativi su quotidiani e riviste. Con Edizioni Ambiente ha pubblicato Dalla caverna alla casa ecologica, un classico sul tema dell’abitare e della sostenibilità giunto alla terza edizione nel 2014. Ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali, fra i quali il premio del World Renewable Energy Network come “Pioneer for Contributions in Renewable Energy” nel 1998, il premio Eurosolar per l’impegno e le realizzazioni nel campo dell’energia solare e dell’architettura sostenibile nel 2004 e il PLEA (Passive and Low Energy Architecture) Pioneer Award nel 2015.
"DUE PATRIE" DI ANTONELLA OLIVIERI
"Due Patrie" di Antonella Olivieri, pubblicato da MnM, è una biografia in forma di romanzo, dove l’autrice racconta la vicenda della propria bisnonna. Quello di Ermelinda, la protagonista, è un mito da generazioni presente nella sua famiglia. Una donna che fece scelte audaci e controverse per l’epoca e che la portarono ad attraversare l’Oceano, partendo da Pavia e arrivando a Buenos Aires, per non fare più ritorno in Italia. "Mi sono calata infine nella storia di quelle scelte audaci, riallacciando un legame che credevo definitivamente interrotto. Ho così ritrovato una parte delle mie radici".
(© 9Colonne - citare la fonte)




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