MASSIMO PADALINO RACCONTA GLI OUTSIDER
“L’uomo che guarda e osserva il centro dal centro è un insider. L’uomo che guarda il centro dalla periferia è un outsider” Partite pure dal profilo che preferite: il personaggio che meno conoscete ma più vi ispira, oppure quello a voi arcinoto per capire come Padalino, un vero e proprio jukebox di prose brillanti e originali, ha trattato questi trenta outsiders. Il risultato non cambierà. "Outsider. Personaggi che hanno cambiato l'arte, la scrittura, la musica e il pensiero" è il titolo del libro di Massimo Padalino pubblicato da Odoya. Si tratta di artisti, filosofi, regnanti molto differenti fra loro: da Borromini a Jodorowsky, da Foucault a Witold Gombrowicz, da Nietzsche a Hunter Thompson, da Rodolfo II d’Asburgo a Robert Walser: geni compresi ma non conformi, sicuramente “inattuali” e dal pensiero un po' magico. Padalino abbandona per un attimo la saggistica sulla musica rock che l’ha fatto conoscere in questi anni come penna a cui prestare attenzione. Eppure lo fa di nuovo: scrive un saggio unico, dalla lettura piacevole e trascinante. Outsider intrattiene con la parola mentre informa e va a limare le zone d’ombra della nostra conoscenza su questi ehm…pazzi squinternati che abbiamo chiamato a pieno titolo geni. Dalle pagine quindi compare vivido il ritratto di Bruno Bozzetto e del suo Signor Rossi che ha affascinato svariate generazioni e creato una scuola di animatori che prima non esisteva in Italia. E poi le storie misteriose come quella del grattacielo-hotel a torri coniche che doveva disegnare Gaudì a New York, un progetto perduto benché già finanziato da alcuni miliardari del posto. Ma non si dimentica Padalino, foggiano di nascita, delle eccellenze pugliesi e traccia il ritratto di un outsider doc del regista e attore iconico Carmelo Bene, partendo dal suo Lorenzaccio in cui giocò (il primo) “scacco matto al teatro”. La pittrice strega surrealista Leonora Carrington che amò Max Ernst (prima di Peggy Guggenheim), frequentò i surrealisti francesi e fuggì alle cliniche psichiatriche europee nel Messico di Remedios Varo, Frida Kahlo e Diego Rivera. Octavio Paz le dedicò una bellissima e dolce poesia in cui la chiamava così, strega con accezione ovviamente positiva. Dipinse i Maya e molti animali, quando fu presa dai suoi attacchi psicotici si comportava come un felino, imitandone gli agili balzi. Una bella postfazione dell’autore sulla visione periferica a partire dall’ “uomo scatola” di Kobo Abe funge da trait d’union e dice parecchio sul padaliniano approccio alla vita. Un percorso attraverso storie interessantissime, brillanti (e un po’ fuori) tutte da scoprire. Massimo Padalino ha collaborato con magazine musicali e quotidiani come Blow Up, Rockerilla, Il Mucchio Extra e Il Manifesto; è stato redattore della webzine Movimenta e del digital magazine SentireAscoltare. Ha partecipato al volume collettivo Rock e altre contaminazioni: 600 album fondamentali (Tuttle Edizioni, 2003); è l’autore di due libri con i testi commentati dei Beatles e di una fortunata biografia su Vinicio Capossela. Per Meridiano Zero ha pubblicato il saggio Space Is the Place. Storie di spazio, storie di spazi (2016) e il romanzo Il gioco (2016). Per Odoya ha già pubblicato Nick Cave. Bad Seed, la ballata di Re Inkiostro (2020). Vive a Torviscosa (UD).
"L’ORATORE" DI MARCO POLLINI
"L’oratore" di Marco Pollini, regista, produttore, editore ed autore, che uscirà il 6 maggio con Santelli Editore, è un romanzo di formazione che racconta una coraggiosa ed emozionante storia di riscatto sociale, andando oltre i soliti stereotipi sul sud Italia, ma è anche un romanzo sull’arte della dialettica e presto sarà anche un film diretto dallo stesso autore. È proprio grazie al potere della parola, infatti, che il protagonista della storia riuscirà a riscattarsi e a vincere la sua lotta contro un sistema che sembra non volergli lasciare scampo. Ambientato nei quartieri più poveri e popolari di Napoli – la tristemente nota Scampia - il romanzo racconta la storia di un giovane ventenne che, con i soldi di un usuraio, riesce a comprarsi un pianoforte a coda con cui suona nelle più belle piazze partenopee assieme all’amico Luca, dilettando passanti e turisti. Ma, a seguito di un litigio con una guardia giurata, il giovane Felice si ritrova con il suo amato pianoforte distrutto in mille pezzi. Inseguito dagli strozzini, si rifugia così nel retro di una chiesa dove, all’improvviso, si ritrova “costretto” a fare una commemorazione per un defunto di cui ignora completamente l’identità. È così che Felice scopre la sua abilità dialettica e sarà grazie a questa che riuscirà a percorrere una nuova strada. L’acuto artificio narrativo offre all’autore la possibilità di raccontare una Napoli capace di discostarsi dalle solite e stagnanti descrizioni stereotipate. L’Oratore, infatti, descrive la miseria e il degrado di questa città, ma anche la magia e la forza ineguagliabile che da sempre la contraddistinguono. La cosiddetta capacità di “arrangiarsi” e sapersi reinventare, di cui i napoletani sono maestri indiscussi, viene ben rappresentata dal protagonista di questa storia. Pollini, attraverso sofisticati espedienti narrativi, offre uno squarcio sulla società contemporanea. L’ambientazione partenopea, infatti, ci offre un panorama sociale e culturale capace di allargarsi in modo trasversale, divenendo così una vera e propria metafora dal carattere universale. Grazie all’utilizzo ricorrente dell’espediente formale della suspense – elemento particolarmente caro all’autore, che da sempre ama giocare con i generi – Pollini edifica un incedere narrativo estremamente serrato, in cui il ritmo non viene mai meno. Ma il cuore dell’opera letteraria risiede soprattutto nell’impianto riconciliatorio con cui l’autore narra le gesta del suo protagonista, regalando così anche uno spiraglio di speranza e ottimismo al lettore. Attualmente l’autore sta lavorando al riadattamento cinematografico del romanzo di cui sarà regista e co sceneggiatore. Il film verrà co prodotto dalla Ahora! Film.
"FRANCESCO IL RIBELLE" DI PADRE FORTUNATO NEGLI OSCAR MONDADORI
Il saggio di padre Enzo Fortunato, "Francesco il ribelle", uscito nel 2018 per la Saggistica di Mondadori, entra a far parte del prestigioso catalogo Oscar Storia. A partire da oggi la nuova edizione sarà disponibile in tutte le librerie (pagine 144, euro 11). San Francesco è oggi più che mai uno dei personaggi chiave per comprendere come si vada configurando il cristianesimo all'inizio del terzo millennio. Con la semplicità, la mitezza e l’intenso fuoco interiore che hanno contraddistinto la sua vita, ancora dopo otto secoli attrae nel santuario di Assisi migliaia di persone ogni anno. In queste pagine, ricche di testimonianze letterarie e pittoriche, si delineano i luoghi che ha visitato, gli incontri che ha fatto, i gesti e le parole con cui ha formulato il suo messaggio, esplicitando quelli che sono stati il suo percorso personale e al contempo la sua rivoluzione culturale. Un libro che conduce a riflettere sul "ribelle" Francesco, e insieme mostra il volto del cristianesimo delle prossime generazioni. Enzo Fortunato, francescano conventuale, è giornalista e scrittore. Già docente presso importanti istituzioni culturali, collabora con testate cartacee e radiotelevisive. Per Mondadori l’autore ha pubblicato: Vado da Francesco (2014, tre edizioni), Francesco il ribelle (2018, cinque edizioni) e La Tunica e la Tonaca (2020).
LA BAMBINA PAGANA", ILARIA TUTI ESORDISCE NEL FUMETTO
"La bambina pagana", (già Premio Gran Giallo Città di Cattolica 2014), firmato da Ilaria Tuti, diventa un fumetto. L'incontro tra la voce della regina del thriller italiano e la matita di Ivano Granato, hanno dato vita al terzo titolo di Tempesta, la prima collana in Italia interamente dedicata al Graphic Thriller. Targata Round Robin e curata da Mirko Zilahy, Tempesta raccoglie l’eredità del romanzo di genere per fonderla con la tradizione italiana del fumetto mystery. "La bambina pagana" è in tutte le librerie a partire dal 22 aprile. Ilaria Tuti ci porta a Venzone, un paesino antico all’incrocio tra due valli, a pochi passi dalla Slovenia. E' lì che viene ritrovato il corpo di una bambina, adagiato sul sagrato del Duomo. Il corpo è rannicchiato in posizione fetale, le mani strette al petto e i piedi incrociati come a cercare un’ultima traccia di calore. I resti sono ben conservati, ma il decesso non è avvenuto in tempi recenti. Si tratta inequivocabilmente di una mummia. Un particolare che potrebbe apparire bizzarro in altri luoghi, ma non a Venzone, conosciuto da tutti come il paese delle mummie... Questo, l’inizio travolgente del fumetto che rappresenta per Ilaria Tuti, l'esordio nel graphic thriller e nel mondo dell’arte sequenziale.
DOCUMANITÀ: LA FILOSOFIA DEL MONDO NUOVO SECONDO FERRARIS
È giunto il tempo di smetterla di pensare al futuro come una proiezione del passato. La rivoluzione tecnologica ci ha portato dentro un nuovo ecosistema. Lasciamo l’homo faber nel capanno degli attrezzi e chiediamoci di nuovo: chi siamo noi? da dove veniamo? dove andiamo? Il web è il più grande apparato di registrazione che l’umanità abbia sinora sviluppato, e questo spiega l’importanza dei cambiamenti che ha prodotto. Basti pensare che sebbene più di un essere umano su due non possieda ancora un cellulare, il numero di dispositivi connessi è pari a 23 miliardi: più di tre volte la popolazione mondiale. Questa connessione, ogni giorno, produce un numero di oggetti socialmente rilevanti maggiore di quanto non ne producano tutte le fabbriche del mondo: una mole immane di atti, contatti, transazioni e tracce codificati in 2,5 quintilioni di byte. Il numero di segni disponibile per la manipolazione e la combinazione diviene incommensurabilmente più elevato che in qualunque cultura precedente, e questo cambia tutto. Ecco perché comprendere la vera natura del web è il primo passo verso la comprensione della rivoluzione in corso, che genera un nuovo mondo, un nuovo capitale, una nuova umanità: anzi una documanità. Alla radicale revisione e alla costruzione concettuale dei nostri modi di guardare alla tecnica, all’umanità, al capitale è dedicato il nuovo e definitivo libro di Maurizio Ferraris, uno dei più influenti e originali filosofi contemporanei, dal titolo "Documanità. Filosofia del mondo nuovo", pubblicato da Laterza. Ferraris insegna Filosofia teoretica nell’Università di Torino, è presidente del Labont (Laboratorio di Ontologia) e dirige l’istituto di studi avanzati Scienza Nuova, dedicato a Umberto Eco, che unisce l’Università e il Politecnico di Torino e si occupa della progettazione di un futuro sostenibile tanto dal punto di vista culturale quanto da quello politico. Fondatore del ‘nuovo realismo’, nella sua lunga carriera ha determinato un nuovo corso di pensiero e di studi almeno in quattro ambiti: l’ermeneutica, l’estetica, l’ontologia e la filosofia della tecnologia. Visiting professor a Harvard, Oxford, Monaco e Parigi, editorialista di “la Repubblica”, “Neue Zürcher Zeitung” e “Libération”, autore di fortunati programmi televisivi, ha pubblicato oltre sessanta libri tradotti in tutto il mondo. Tra i più recenti, per Laterza: Documentalità. Perché è necessario lasciar tracce (2009); Manifesto del nuovo realismo (2012); Mobilitazione totale (2015).
(© 9Colonne - citare la fonte)




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