Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Chagall e la Bibbia: una narrazione grafica

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

Chagall e la Bibbia: una narrazione grafica

Dal 23 maggio, nel Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro, verrà ospitata una mostra a cura di Domenico Piraina dedicata al grande artista russo Marc Chagall dal titolo "Chagall. La Bibbia", prodotta e organizzata dal Comune di Catanzaro e dall'Assessorato alla Cultura della Città di Catanzaro con Arthemisia e realizzata grazie al contributo della regione Calabria. Verranno esposte 170 opere grafiche del pittore, accompagnate da un ampio apparato didattico sui temi chagalliani e biblici, sull'ebraismo in Calabria e sulle influenze dell'arte ebraica sulla cultura contemporanea, con lo scopo di approfondire il suo rapporto con la religione ebraica e la sua personalissima rilettura pittorica del messaggio biblico. Saranno esposte anche le opere di due artisti contemporanei, Max Marra e Antonio Pujia, a completamento del percorso espositivo. Il percorso espositivo narra i fatti biblici in forma di galleria di figure. L'approccio di Chagall è quello di illustrare come la Bibbia per lui sia soprattutto una storia di uomini. "Chagall. La Bibbia" nasce sotto il segno della storia e della cultura, dal momento che la mostra consente anche di promuovere la conoscenza dell'antica presenza di comunità ebraiche in Calabria, con l'obiettivo di far riscoprire un patrimonio culturale, materiale e immateriale di primaria importanza nel definire l'identità della Calabria stessa. Un patrimonio culturale la cui conoscenza non è ancora sufficientemente diffusa nonostante, negli ultimi anni, si sia assistito a un progressivo arricchimento di studi e di ricerche archivistiche e archeologiche. La mostra rappresenta un'occasione per gettare uno sguardo sui rapporti che hanno unito nei secoli la Calabria al popolo ebraico. Una storia antichissima che ha lasciato tracce non solo nel patrimonio orale ma anche nelle fonti, nell'archeologia e nella conformazione urbanistica di molte città calabresi.

Foto: Marc Chagall, M 131 Salomon, Chagall Verve, 1956. Litografia, 36,4x26,3 cm. © Chagall®, by SIAE 2021

A NAPOLI ESPOSTA L'ARTE DELLA CERAMICA DI DIEGO CIBELLI
Fino al 19 settembre è possibile visitare la mostra "Diego Cibelli. L'Arte del Danzare assieme" a cura di Angela Tecce e Sylvain Bellenger, parte del ciclo "Incontri sensibili", ospitata dal Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli. L'esposizione è frutto della collaborazione istituzionale con la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee - Museo Madre ed è inserita tra le iniziative nazionali di "Buongiorno Ceramica" programmate per il weekend del 15 e 16 maggio e organizzate dall'AICC - Associazione Italiana Città della Ceramica, cui partecipa anche il Comune di Napoli. Cibelli affronta l'incontro con le collezioni di Capodimonte, partendo dallo studio delle stampe della collezione del conte trentino Carlo Firmian, conservate nel Gabinetto Disegni e Stampe del museo e dalla conoscenza dell'arte della porcellana. Da queste ha tratto ispirazione per le opere realizzate appositamente per questa mostra, utilizzando tecniche diverse. Le collezioni ceramiche del Museo e Real Bosco di Capodimonte, spesso giunte a Napoli come doni diplomatici dalle varie dinastie (porcellane della Manifattura di Wedgwood, della Manifattura Poulard-Prad, della Manifattura di Meissen e i biscuit della Real Fabbrica della Porcellana di Napoli) dialogano con i vasi realizzati dall'artista. "Tre concetti chiave guidano il mio lavoro: incontro, relazione e dialogo. Vorrei esplorare il modo in cui le persone possono creare una connessione con il paesaggio che le circonda e come questa connessione ispiri il flusso della Storia. Mi interessa dare agli oggetti un valore antropologico e capire la relazione che creano con la Storia" spiega Diego Cibelli.

A FIRENZE PER APPROFONDIRE IL RAPPORTO TRA DANTE E LA SUA CITTA'
Dallo scorso 11 maggio fino all'8 agosto è possibile visitare "'Onorevole e antico cittadino di Firenze'. Il Bargello per Dante", la mostra che il Museo Nazionale del Bargello, in collaborazione con l'università di Firenze, dedica al sommo poeta, curata dai professori dell'università fiorentina Luca Azzetta, Sonia Chiodo e Teresa De Robertis. L'esposizione nasce nell'ambito di una collaborazione istituzionale sottoscritta tra i Musei del Bargello e i Dipartimenti di Lettere e Filosofia (DILEF) e di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo (SAGAS) dell'università degli Studi di Firenze e annovera tra i membri del comitato scientifico esperti filologi e storici dell'arte, quali Andrea De Marchi, Giovanna Frosini, Andrea Mazzucchi, Marco Petoletti, e Stefano Zamponi. Inoltre, ha ricevuto un contributo e il patrocinio del Comitato Nazionale Celebrazioni 700° anniversario della morte di Dante Alighieri e il patrocinio del Comitato "700 Dante" coordinato dal Comune di Firenze. La mostra è dedicata al rapporto tra Dante e Firenze, nell'anno in cui si celebra il settimo centenario dalla sua morte, e racconta il periodo immediatamente successivo alla morte del poeta fino a metà del '300. Inoltre, si avvale di oltre cinquanta tra manoscritti e opere d'arte, provenienti da biblioteche, archivi e musei di assoluto prestigio internazionale (Galleria dell'Accademia di Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Biblioteca Riccardiana, Biblioteca Apostolica Vaticana, Biblioteca Trivulziana di Milano, Bibliothèque nationale de France di Parigi, Archivo y Biblioteca Capitulares di Toledo e Metropolitan Museum of Art di New York). "La mostra, progettata per consentire livelli di lettura differenziati, non si rivolge solo agli studiosi ma soprattutto al grande pubblico, con particolare attenzione ai bambini e ai ragazzi – dichiara Paola D'Agostino, direttrice dei Musei del Bargello – La collaborazione istituzionale tra i Musei del Bargello e l'università di Firenze è stata fondamentale per il ruolo cardine dei curatori, professori dell'Ateneo fiorentino, ed è stata inoltre un'occasione formativa per studenti, dottorandi e giovani studiosi, impegnati nel progetto. In questi tre anni abbiamo pure voluto coinvolgere diversi istituti e realtà per creare un progetto condiviso a più livelli, tra istituzioni d’eccellenza fiorentine e toscane. In un momento di grave crisi economica, a seguito della pandemia, sono particolarmente grata a quanti hanno finanziariamente sostenuto questa mostra e a tutti quelli che hanno lavorato al progetto e alla sua realizzazione, nel più alto senso di servizio al pubblico".

DANTE RACCONTATO NEI LUOGHI DI VERONA CHE LO HANNO ISPIRATO
Il comitato Dante a Verona 1321-2021 ha presentato il 12 maggio "In cammino con Dante a Verona", mostra diffusa nei luoghi della città e provincia, realizzata dai Musei Civici, con il patrocinio e il contributo del Comitato Nazionale per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, in collaborazione con università di Verona e Diocesi di Verona e con il contributo di Fondazione Banca Popolare di Verona. La mostra diffusa, un itinerario che si snoda nei luoghi della presenza e della tradizione dantesca, svela come Verona non abbia fatto da mero sfondo alla vicenda del poeta, ma ne sia stata protagonista e ispiratrice. Un duplice omaggio dunque, a Dante e a Verona, sua seconda patria dopo l'esilio da Firenze. Ogni luogo dantesco della mappa cittadina è segnalato in situ con un apposito pannello. Inoltre, tramite QRcode, il visitatore potrà accedere a un'espansione digitale dei contenuti, ulteriore approfondimento dell'itinerario.

LE OPERE DI LIGABUE SI CONFRONTANO CON IL CONTEMPORANEO
Dal 15 maggio apre al pubblico la mostra "Ligabue, la figura ritrovata. 11 artisti contemporanei a confronto", allestita nel Salone dei Giganti di Palazzo Bentivoglio a Gualtieri (Reggio Emilia) a partire dal corpus di opere di Antonio Ligabue raccolte e selezionate da Francesco Negri, promossa dal Comune di Gualtieri e dalla Fondazione Museo Antonio Ligabue, realizzata in collaborazione con regione Emilia-Romagna e Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia Pietro Manodori. Per la prima volta nella sua storia, la Fondazione Museo Antonio Ligabue di Gualtieri si apre agli artisti del presente, presentando un inedito confronto tra Antonio Ligabue ed undici artisti contemporanei invitati dai curatori Nadia Stefanel e Matteo Galbiati: Evita Andùjar, Mirko Baricchi, Elisa Bertaglia, Marco Grassi, Fabio Lombardi, Juan Eugenio Ochoa, Michele Parisi, Ettore Pinelli, Maurizio Pometti, Giorgio Tentolini e Marika Vicari. Con il trionfo del film "Volevo nascondermi" di Giorgio Diritti ai David di Donatello 2021 - miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista a Elio Germano nei panni di Antonio Ligabue, oltre ai riconoscimenti per migliore autore della fotografia, migliore scenografia, migliore acconciatore e migliore suono – la figura di Ligabue torna alla ribalta e la mostra è la dimostrazione del rinnovato interesse sulla sua figura e sulla sua produzione pittorica. "Accanto alla figura di Ligabue – dichiara Matteo Galbiati, storico dell'arte, docente e co-curatore - abbiamo voluto riunire alcuni giovani artisti che riflettessero, approfondendoli, anche a distanza, le sue stesse suggestioni; che avessero espressività fondate sugli stessi gangli sensibili. La scelta di questi artisti ha guardato, allora, con precipua attenzione alla specificità delle loro ricerche che, senza condizionamenti o scelte d'occasione, hanno sempre posto l'essenza della loro visione proprio sull'animo come centro di valore per le loro esperienze estetiche. Il tema e il concetto di figura rappresentata è il mezzo per oltrepassare l'immediatezza del resoconto visibile e lasciar affiorare la tensione e la passionalità di immagini che trasfigurano esperienze comuni e condivise".

(© 9Colonne - citare la fonte)
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